Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post

sabato 1 maggio 2021

Critica d'Arte / Presentazione della Mostra Antologica "Il mondo di Roberto Faganel" in Auronzo di Cadore.

Correva l'anno 2010.
L'immagine nella foto riporta l'Inaugurazione della Mostra Antologica "Il mondo di Roberto Faganel"
che avrei entro breve presentato.
Eravamo in buonissima compagnia.
Di quella memorabile giornata con Moni Ovadia mi restano dei ricordi straordinari. 

Auronzo di Cadore, 1 Agosto 2010, Inaugurazione della Mostra Antologica "Il mondo di Roberto Faganel".

La mia Presentazione sarebbe poi stata pubblicata sulla Rivista Studi Goriziani (Vol. 107 - 2014).
Se volete conoscerla, seguite il link Qui.

Vi lascio un assaggio della sua Bellezza nel Video in calce:



sabato 29 luglio 2017

Critica letteraria / Le "Lezioni americane" di Italo Calvino per il nuovo millennio - Persistenze valoriali (3).



Irene Navarra, Italo Calvino, Pastello a olio e Grafica, 2011
L’Esattezza. L’autore concentra il concetto in tre focus: “1) un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato; 2) l’evocazione d’immagini visuali nitide, incisive, memorabili […]; 3) un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione” (Lezioni americane, Oscar Mondadori, 2002, pp. 65 – 66). Poi, a giustificazione degli assunti, pone egli stesso un quesito che gli potrebbe essere mosso sul perché senta il bisogno di difendere dei valori che a molti potranno sembrare ovvi, quesito che immediatamente spiega ponendosi come epicentro di un fenomeno spontaneo di ripulsa per il generico spesso sconveniente. Continua infatti: “mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo o casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto. La letteratura – dico la letteratura che risponde a queste esigenze – è la Terra Promessa in cui il linguaggio diventa veramente quello che dovrebbe essere” (ibidem, p. 66). Che aggiungere d’altro se non l’esempio di noti maestri quali il già ricordato Leopardi che si dichiarava per l’indeterminato e il vago - apparentemente antitetico in ciò all’esattezza - con un’attenzione meticolosa per la composizione delle immagini, la cura dei dettagli, la scelta dei soggetti, l’uso luministico delle atmosfere. Un vago dunque, il suo, che si connotava di sensibilità dischiusa al fisico e al metafisico. O meglio: trascolorante dal fisico al metafisico e viceversa. La lettura attenta dello Zibaldone e dei Canti lo conferma al cento per cento e, soprattutto, ce ne determina la veste filosofica ben al di là del sensismo, in quel rapportare la relativa cognizione empirica del giorno dopo giorno all’immensità spazio-temporale assoluta. Come dire: la ricerca del determinato che si completa solo di indeterminato. La composizione degli opposti insomma. Il microcosmo circoscritto, in uno con il macrocosmo smisurato. Il centro perfetto per un arciere viziato d’infinito.
Ed è in questo amalgama sapiente che trova status l’ispirazione di scrittori come Dino Buzzati e Tommaso Landolfi. Lo dico con sincero dispiacere per altri. Un esempio? John Fante, che ha vissuto ultimamente qualche sussulto di notorietà, ed è, anche nel suo migliore romanzo Chiedi alla polvere, lontano da quella sfumata linea d’orizzonte tra la terra e il cielo che fonde dimensioni e dà l’altrove. Con sollievo degli amanti della sua “compressione” espressiva, suppongo. Volutamente piana in quanto l’unica adattabile alla vita comune, come dicono. La vita comune degli inconvenienti quotidiani, comprese le termiti che divorano la casa sotto i piedi al protagonista di Full of life. Senza alcunché di ironico. Gioverebbero loro: La Parte buia del giorno di Alison Smith, Nel paese delle ultime cose di Paul Auster, L’anguilla di Montale, l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, i tarocchi e la tartaruga di Achille ovvero il paradosso di Zenone (soltanto come spunti), le biblioteche di Babele e le lotterie babilonesi di Borges, il tutto corrispondente al punto in T con 0 proprio di Calvino.
In sostanza - e infine - mi ancoro sull’Esattezza  con un’immagine: la goccia scava la pietra dall’alto al basso e dall’esterno all’interno. Sonda strati primordiali arrivando a delle Colonne d’Ercole di continuo mobili. Microfrazione temporale dopo microfrazione temporale. Mentre plasma cattedrali fantasmagoriche.
(continua)

Dallo Speciale Cultura di Voce Isontina dell'8 febbraio 2011.

martedì 18 luglio 2017

Critica letteraria / Le "Lezioni americane" di Italo Calvino per il nuovo millennio - Persistenze valoriali (2).





Irene Navarra, Italo Calvino, Pastello a olio e Grafica, 2011.
    La Rapidità. Una concisa brevitas può nel ritmo narrativo generare suggestione? Un’istintiva stringatezza è fonte di piacere? Boccaccio ci insegna quanto sia preziosa questa dote. Con una novella del suo Decamerone, la prima della sesta giornata, icastica nel messaggio. La morale è: chi non sa raccontare e pur si ostina, rende la storia un cavallo bolso. Offende il ritmo che è velocità mentale, proprietà stilistica, agilità di espressione. Così le parole tralignano, perdono la strada e il destriero-racconto si impantana irrimediabilmente. Destinato a morire è il giudizio irrevocabile. Di Boccaccio e di Calvino. Concordo e mi lamento. Non tutto ciò che appare e si ode ai giorni nostri è oro colato. Gli educati al contegno desidererebbero spesso la sordità. Gli occhi stravolti dalle frequenti aggressioni all’arte sognano Borges e le sue Ficciones così sorprendentemente autogenerative di scorci inesauribili senza sovrapposizioni e congestione alcuna.
E non si tratta solo di short story o di folktale. Ovvero: con Rapidità non si intende indicare la lunghezza moderata di un testo. Anche un romanzo corposo può essere buon portatore di essa. Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki, che ho letto, amato, donato più volte perché sia divulgatore di movenze letterarie fulminee in concreto e in astratto, mi conforta sul destino della scrittura e sulle illimitate gamme delle analogie intellettive che collegano i cervelli illuminati del pianeta. D’altronde non è detto che per creare qualcosa come frutto di una salutare Rapidità bastino pochi secondi. L’ispirazione è un fatto, l’esecuzione un altro. Riporta Calvino: Chuang-Tzu, famosissimo pittore cinese, al suo imperatore che gli aveva commissionato il disegno di un granchio chiese cinque anni di tempo, una villa e dodici servitori, Dopo il primo lustro ne chiese un secondo con i medesimi agi, senza nemmeno aver iniziato il lavoro. Allo scadere del periodo prese il pennello e dipinse con un solo gesto il granchio più perfetto che si fosse mai visto. In un attimo.
Eccola la short story giusta per illustrare contenente e contenuto. Calvino e la saggezza orientale continuano a insegnare. Con buona pace di quanti si scoprono scrittori da un giorno all’altro.
(Continua)

Dallo Speciale Cultura di Voce Isontina dell'8 febbraio 2011.

Critica letteraria / Le "Lezioni americane" di Italo Calvino per il nuovo millennio - Persistenze valoriali (1).



    
  La Leggerezza. Il contrario del peso. Togliere. Nessuna fissazione da storiche vicende, collettive o individuali. La guerra? La lotta partigiana? Conosciamole attraverso gli occhi di un bambino, lo straordinario Pin de Il sentiero dei nidi di ragno. Volare con i sandali alati di Perseo e vincere così la terribile Gorgone. Trasformare. In leggende gentili anche l’orrore. Intrecciare fili: fisici, metafisici, evenemenziali, immaginifici. Capire l’insostenibile leggerezza dell’essere di kunderiana memoria, ridimensionare in essa l’affanno del vivere, vista la trascurabilità di qualsiasi scelta obbligatoriamente relativa all’unicum del nostro particolare. Se pertanto l’esistenza è opprimente, la scrittura deve riscattarne i limiti. Sconfinando magari nella scienza. Quella a esempio del De rerum natura di Lucrezio che, per raccontare la materia, parla degli atomi infinitesimi, le sottrae concretezza quindi per innalzare in cambio l’uomo allo stupore universale attraverso la riflessione. E regalare così “poesia” a piene mani. Con Guido Cavalcanti, William Shakespeare, Jonathan Swift, Henry James. E con Leopardi. Con Leopardi e i suoi Notturni in cui le parole sono tanto sottili da sembrare luce di luna. Uno sciamano dunque lo scrittore, che coniuga antropologia, etnologia, mitologia per liberare l’immaginazione da qualsiasi condizionamento. Questa è forse la “razionalità” speciale che può traghettare la letteratura nell’avvenire, dove tuttavia troveremo non più di ciò che porteremo.

Irene Navarra, Italo Calvino, Grafica, 2011.






Ben conscia, di fronte a tanta levità, anche del peso come ipotetico pregio, ma solo di contrasto, respiro con Charles Wright e i suoi Diari (del prato, della notte, del silenzio, dei tre quesiti, di maggio, dei fiumi del sud, ultimo), mi faccio d’aria e cammino “verso l’umida bocca del futuro / dove nuovi denti / ammiccano come stelle novelle attorno a noi, / e i venti che ci pizzicano e ci tormentano le orecchie, / suonano curiosamente come vecchie canzoni” (da Diario del prato in Diari di zona e Xionia).

(Continua)

Dallo Speciale Cultura di Voce Isontina dell'8 febbraio 2011.






Critica letteraria / Le "Lezioni americane" di Italo Calvino per il nuovo millennio - Persistenze valoriali.


Nel 1984 Italo Clavino si accinse a preparare un ciclo di sei conferenze (Charles Eliot Norton Poetry Lectures) che avrebbe tenuto all’Università di Harvard nell’anno accademico 1985 – 1986. Il lavoro di stesura fu intenso, divenne addirittura ossessivo. Nacquero così le Lezioni americane – Sei proposte per il prossimo millennio, in numero di cinque, però, perché la sesta l’avrebbe scritta ad Harvard riferendosi a Bartleby di Herman Melville. La morte lo colse nel settembre del 1985, mentre stava per partire. I testi, raccolti ordinatamente in una cartella grigia e pronti per essere messi tra gli effetti personali nel bagaglio, restarono così sulla sua scrivania e ci furono poi tramandati per cura della moglie Esther con la pubblicazione presso Garzanti nel 1988.

Irene Navarra, Italo Calvino, Pastello a olio e Grafica, 2011.

   Sono passati undici anni di quel nuovo millennio a cui Calvino dedicò profezie valoriali, individuando qualità della letteratura da inserire in prospettive future auspicabili. Ebbene, in questo mondo ormai globalizzato, così imbarazzante per la diffusa pochezza formativa dei molti che parlano, scrivono, agiscono in nome della cultura, in questo mondo che vede proliferare festival, reading, kermesse itineranti, celebrazioni di nuovi straordinari poeti nell’Olimpo di circuiti improbabili, premi letterari con nulla di letterario se non la dicitura stessa pompata e ripompata in siti, rassegne stampa, fasi progressive, selezioni in tempo reale, giurie popolari e rose di finalisti pronti all’Empireo della gloria autogestita, in questo quotidiano zeppo di associazioni create a protezione/ricordo di qualcuno o qualcosa e spesso sovvenzionate da Enti di vario calibro, in questa realtà commemorante le proprie icone festaiole colme di clientelismi utilitaristici, di “figli di”, di “amici di” un po’ qua e un po’ là, di sé dicenti direttori artistici, resta da vedere la fattibile efficacia e la persistenza di quanto indicato dal grande ligure. Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità sono i titoli delle cinque lezioni completate. Proveremo a ripercorrerle, possibilmente con la stessa fiducia che Calvino vi ripose.
(Continua)

Dallo Speciale Cultura di Voce Isontina dell'8 febbraio 2011.

venerdì 7 aprile 2017

Poesia / Dettagli - Angeli curiosi (di terra e di mare): Fuoco.


Con il Preludio "Angeli non di cielo" si apre la seconda Parte di Dettagli (Edizioni della Laguna, 2005).
Costituita da sette sillogi, articola un racconto lirico che culmina negli otto testi del Fuoco.
Le immagini del post sono opere dell'artista internazionale Roberto Faganel
 gentilmente concesse per illustrare il libro.

Roberto Faganel. Fenicotteri, olio su tela, 1968.
Collezione privata.

Angeli non di cielo

Angeli.
Di terra e di mare.
Non di cielo.
Quelli di cielo sono troppo strani.
Pretendono l'Assolutezza dell'ascolto
e sbagliano con chi - povero sordo -
sa solamente il bene della cenere
oppure uniformarsi al passo delle Naiadi,
più vere della nuvola dorata
che c'è,
si vede,
si spera di toccare
e invece si disperde
nello sbuffo opaco di un lupo mannaro
ostacolato dall'anima di vipera.

Roberto Faganel, Il volo, olio su tela, 1972.
Collezione privata.

Il libro costituisce il secondo tempo della mia vicenda poetica
e si apre "su una natura simbolicamente protesa a intuire percorsi di salvezza
attraverso l'inesausta ricerca della Verità.
Le tematiche filosofiche e i modi ragionativi sono per i versi un connotato essenziale ma non unico.
Il lirismo visionario, infatti, che intreccia il sogno alla realtà, appare senza dubbio alcuno
la sostanza più suggestiva della loro ispirazione". 

(Dalla Nota della seconda di copertina).



Dettagli, Frontespizio. Nell'immagine:
Roberto Faganel, La vecchia vite, 1999, olio su tavola.
Collezione privata.
Quando timidamente rivolsi

Quando timidamente rivolsi
intorno il primo sguardo,
vidi un festone alla finestra
di cuori rossi
orlati da merletti rossi
a punte zigzaganti.

E subito pensai:
"Sono ornamenti natalizi
per me
che mi avvicino al mondo".

Così desiderai intensamente di
rubarli
riporli tra le fasce
riscaldarmi
dal freddo della nascita.



La fiamma dell'Amore

Chi parla di fiamma dell'Amore
pensa di certo alla passione irrefrenabile
che fa infuriare e divampare
anche la Luna dell'Antartide.

Io penso invece
alla forza concreta di un incendio.
Di un ventoso incendio in caccia:
sulla corsa di una volpe
su cedri olmi ontani
sulle barocche litanie di cuori
travolti dalla rabbia.

Io penso con disagio
all'offerta polverosa di un incendio
che dietro a sé abbandona
solo cenere.



Dettagli, Frontespizio.
Testo manoscritto.
Da: Soffoca la Bellezza, vv. 1 - 16.
La sensazione monca della vita

Ci fu la volta in cui piombai di schiena
sulle piastrelle vecchio Vietri
della casa di mio padre.

                        (Tiranti interni e membra rattrappite
                        al petto, due mani ostili fisse
                        nella mente di Pinocchietto
                        dal respiro lieve.)

Se avessi chiuso gli occhi a quel
comando rigido imperioso,
avrei scoperto cosa c'era
attorno ai cuori
circondati dalle fiamme
che mi segnavano perenni
l'istante della nascita?



Dopo uno schianto che ti lascia

Dopo uno schianto che ti lascia
inevitabilmente senza fiato,
dopo un ansimare stento
in un'aria inchiostro catramoso
il cielo oltre la finestra
diviene brulicante
di folgori e lucignoli festosi?

Il cuore burattino senza indugio
riprende a farfugliare.



Storie e poi storie

Così, per una volta,
credi d'esserci arrivato.
D'aver capito il Senso.
Pensi al festone natalizio
ti espandi come vischio ghiotto.
Caparbiamente vuoi l'Accesso.

Poi ti ritrovi prostrato ed impotente
nel Camerino Sala trucco
del tuo mistificante Cantastorie.



La cieca vestizione del momento

La cieca vestizione del momento
accade per una ragione che è una farsa
autentica di Commediante smaliziato.

Crepita il Fuoco Sacerdote
quando si sente quasi smascherato.
Scava un pochino attorno al
cuore pronto al riconoscimento.
Con circospezione.
Crea uno spazio adatto per le evoluzioni.

                        (La pista ambigua e casta del suo circo
                        dove spiegare come un gonfalone
                        il vivido merletto rosso serpeggiante.)






Roberto Faganel, Nudo, 1985, olio su tela.
Collezione privata.
Le donne sono Angeli

Le donne sono Angeli
che Vedono.

Salgono scale a chiocciola,
arrivano a soffitte
piene di fili tesi
straripanti di fotografie
con volti case cose
o vuote come
cuori esangui.



Le donne dall'anima di velo

Le donne dall'anima di velo
hanno lo sguardo più profondo
più acuto più innocente.

Oltre una lente rossa (sorprese
spaventate) intuiscono il futuro.
Lo specchio della nuca
riporta sensazione labilissime.
Un rigoglio di lumi rampollati
l'uno dentro l'altro
intarsiano un cammino.

                        (Lucerne indelicate
                        di un mistero che consuma
                        e brucia come la catasta
                        del rogo di una strega.)

domenica 2 aprile 2017

Poesia / La terra, la visione - Il passaggio della cometa (Annotazione a margine 2).

Questa, in calce, è l'Annotazione a margine lirica che suggella la raccolta La terra, la visione realizzata in collaborazione con l'artista Roberto Faganel. Introdotta da una splendida Critica di Silvia Valenti, narra le bellezze del Friuli Venezia-Giulia, la mia amata regione.

E sulla destra la casa di nascita di Carlo Michelstaedter.
Roberto Faganel, Il passaggio della cometa (Gorizia), olio su tela, 1997, cm 165 x 250.

Svelto appartarsi nella propria teca,
scavare un po’ di più,
rincantucciarsi attonito degli astri
a quel trascorrere da diva
quando sorvola algida
occhi appuntati alla sua scia,
bocche dischiuse per l’incanto. 

Stelle filanti fanno ala
e piovono dal trepido broccato.
Lampioni nel lago della piazza.
Il loro alone danza tetti abbacinati
che contano le lucciole impreviste.

Qualche cartiglio cosmico s’intrica
ai rami nudi scendendo dal Castello.
Faville rimbalzano tra gli embrici,
scartano cornicioni,
sgroppano le grondaie,
con testacoda lungo i davanzali
slittano sul selciato.
Scatenano gazzarre di paillettes
nell’oro disinvolto di Gorizia.
Sotto l’aureola sgargiante
di Sant’Ignazio.

mercoledì 29 marzo 2017

Poesia / La terra, la visione - La tavolozza del creato (Annotazione a margine 1).


La lirica e il dipinto dell'artista Roberto Faganel rappresentano la parte finale del libro La terra. la visione che abbiamo realizzato uniti dallo stesso sentire. Introdotto da una splendida Critica di Silvia Valenti, narra le bellezze del Friuli Venezia-Giulia, la nostra amata regione.
In questo testo poetico, voluto dallo stesso pittore come "Illustrazione a parole" dell'opera nell'immagine, interpreto l'entusiasmo di chi crea nel momento sublime dell'ispirazione. 

Forse nei fiori della Primavera
resta la somma dell’enigma
che ci trascina fuori
dal silenzio come roccia
e ci fa scrivere
dipingere
la gamma dei colori
i loro suoni
strappandoli da labbra di sirene
spalmando per rivelazioni
da spaccatura di sipario
sopra il quadrato tela/carta
di un personale istante
il suo miracolo.

Del Sublime.
Roberto Faganel, La tavolozza del creato, olio su faesite, 2008, cm 60 x 60.
- Collezione privata -

E ora il video.



venerdì 3 febbraio 2017

Poesia e Arte / La terra, la visione - I vasti filari della mia campagna.


Da "La terra, la visione" di Irene Navarra, EdL, 2009.
Roberto Faganel, Filari, Acquerello, 1992.

I vasti filari della mia campagna

I vasti filari della mia campagna
si smagliano in distese di trifoglio
canoro per registri di cicale
e trotto lucido di smalti.

Oltre le vigne case bianche e grigie.
Hanno persiane stupefatte. Ciglia
curiose sulla soglia di un finito
a grappoli vetrosi
con la luce dentro
il caldo dentro
del mosto che si culla
in acini di sole.


Obsežne vrste trt moje dežele

Obsežne vrste trt moje dežele
se razprostirajo v širjave pojoče
detelje skoz škržadje napeve
in bleščečo ježo posteklin.

Onstran vinogradov rumene in sive hiše.
Imajo osuple naoknice. Radovedne
trepalnice na pragu nekakšne končnosti
iz steklenih grozdov
s svetlobo znotraj
s toploto znotraj
mošta, ki se ziblje
v sončnih jagodah.

Traduzione di Jolka Milič.
Da: Irene Navarra / Roberto Faganel, La terra, la visione (Gorizia e dintorni tra realtà e sogno), EdL, 2009.


giovedì 2 febbraio 2017

Poesia / Il sorriso della Morte - Non ci sarà tepore.


Non ci sarà tepore è la seconda lirica della silloge Il sorriso della Morte dedicata all'artista mio conterraneo Anton Zoran Mušič (Qui la prima). Egli fissò sulla tela l'esperienza dell'internamento a Dachau creando il ciclo pittorico Non siamo gli ultimi.
Nel 2004 si tenne a Gorizia una sua antologica alla cui inaugurazione fui presente.
La visitai quella volta e poi molte altre.
Entravo in religioso silenzio, mi fermavo davanti a un quadro, lo osservavo trattenendo il respiro, cadevo in una sorta di trance che mi proiettava nei luoghi rappresentati.
Sentivo i soggetti dei dipinti quasi fisicamente.
Il pietoso itinerario durò a lungo.
Giorno dopo giorno ne acquisivo il senso.
Finché seppi di poterli raccontare. E ciò avvenne nel gennaio dell'anno dopo.
Completai la raccolta il 25 maggio 2005. Quando lui si spense.
Nacque così Il sorriso della Morte.

Irene Navarra, Il sorriso della Morte / Non ci sarà tepore, Disegno grafico, 2017.
                                                                         
 Finché solo la terra
                   (per un fragile pianto
                    o una preghiera sussurrata)
 si scaverà il costato
 e ci riaccoglierà pietosa
 nel suo grembo
 che ha figliato da generazioni
 miseri segni nere-croci
 così sottili
 da apparire graffi,
 finché nell'ocra scarna
 che sembra sollevarsi piano
 in un sospiro rattenuto
 né un filo d'erba
 né una spora viva
 saranno invasi dalla Luce
 perché la mente è avara
 e l'anima avvizzita
 intende solo il grigio
 strinato da ferite infette,
                            non ci sarà tepore
                            nella polvere imperfetta.

Scopri la mia poesia, visitando il sito di Artemisia Eventi.

venerdì 27 gennaio 2017

Poesia / Il sorriso della Morte - Quotidiana cronaca (Onorando il Giorno della Memoria).


Un’ipotesi di salvezza.

Quotidiana cronaca è la prima di una silloge di nove liriche dedicate all'artista mio conterraneo Anton Zoran Mušič. Egli fissò sulla tela l'esperienza dell'internamento a Dachau creando il ciclo pittorico Non siamo gli ultimi.
Nel 2004 si tenne a Gorizia una sua antologica alla cui inaugurazione fui presente.
La visitai quella volta e poi molte altre.
Entravo in religioso silenzio, mi fermavo davanti a un quadro, lo osservavo trattenendo il respiro, cadevo in una sorta di trance che mi proiettava nei luoghi rappresentati.
Sentivo i soggetti dei dipinti quasi fisicamente.
Il pietoso itinerario durò a lungo.
Giorno dopo giorno ne acquisivo il senso.
Finché seppi di poterli raccontare. E ciò avvenne nel gennaio dell'anno dopo.
Completai la raccolta il 25 maggio 2005. Quando lui si spense.
Nacque così Il sorriso della Morte.


Anche la Morte ha una sua Grazia.
Irene Navarra, Il sorriso della Morte, Schizzo a penna e Grafica, 2017.







               
              Quotidiana cronaca

               
              L'uomo sa leggere la cronaca del buio
               e sa guardarsi nello specchio
               di quel buio
               imposto
               sin dal magma primordiale.

               Segue carponi i solchi scabri
               del suo viaggio
               e spera in una gola riparata
               dove sostare
               a fingersi un azzurro
               che forzi il pugno chiuso
               e poi dilaghi tra le dita
               come l'acqua del fiume
               dentro il mare.

venerdì 14 ottobre 2016

Poesia e Arte / Irene Navarra - Roberto Faganel: La terra, la visione (L'andana tra le acacie).


L’andana tra le acacie
la svolta verso il greto
ghiaie smottanti
e gelsi indocili.
(Coreografie solcanti
i secoli. Virtuali.)
Lungo le rive dell’Isonzo
slanciano nervi elastici
sull’acqua che brusisce.

Di colpo: occhio stranito, il cielo,
fuliggine alternata a brio citrino,
stoccate e fughe.
Nello scirocco furibondo
i turbini e la tregua.
Corruscata.

Irene Navarra, La terra, la visione / Gorizia e dintorni tra realtà e sogno, EdL 2009.

Roberto Faganel, Luce nella tempesta, olio su tela, 1996.



La poesia e il dipinto fanno parte della mia raccolta lirica La terra, la visione / Gorizia e dintorni tra realtà e sogno. Pubblicata nel 2009 dalle Edizioni della Laguna in tiratura limitata e stampata su preziosissima carta veneziana color avorio, sericea al tatto, narra esperienze di empatia spirituale con la natura opulenta della mia Terra. Accanto a me: Emma golden retriever, la straordinaria creatura che mi ha insegnato a godere di ogni istante della nostra esistenza. Così, Fiaba e Realtà si sono mescolate a tal punto da evocare, durante le rituali passeggiate, un universo parallelo di sublime armonia. Questo per quindici meravigliosi anni. Poi se n’è andata. È diventata Emma che non c’è più. Emma che non c’è più solo sensorialmente, però. Lei è in me: un soffio lieve, consolatore e dolce come non mai.

Per conoscere meglio il libro, clicca Qui. E Qui. E ancora Qui.
Se vuoi, condividi il post. Perché si sappia quanto la Bellezza possa.
Grazie.

sabato 11 giugno 2016

Poesia / La terra, la visione (Fili stressati e pali).


Fili stressati e pali. Cesello
fosco su indaco scurente.
Fitte falangi in stallo
con flash di spatolate
zafferano e prugna.

Tra la caligine che ammorsa
la gota destra di una luna
squincia. Il suo sorriso
imperturbabile pezzato
da fantasmi in transito.

(Nel défilé astronomico
di macchia in macchia
decrittato.)

Da: Irene Navarra, La terra, la visione, Edizioni della Laguna, 2009.

Irene Navarra, VitaMorte, olio su tela, 2015.

Dall'Introduzione di Silvia Valenti

Un’esperienza inusitata, questa di Irene Navarra, che ci trascina complice in molti universi col fatto stesso di nascere dalla memoria inconscia, per vocazione indagatrice di sé. E ciò come a voler fissare coordinate d’orientamento: stelle polari nella notte della noncuranza. Tanto da ritrovare i passi che il tempo, sebbene “giri in una sfera di cristallo” (da Prefazione), copre di polvere con il suo stesso fluire.


domenica 11 gennaio 2015

Irene Navarra, L'arte di Roberto Faganel (in STUDI GORIZIANI Vol. 107 - 2014).


È uscito il Vol. 107 - 2014 di STUDI GORIZIANI,
la Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia,
pubblicata sotto l'egida del Ministero dei Beni e
delle Attività Culturali e del Turismo.
Le pagine 177 - 187 sono dedicate al mio saggio
L'arte di Roberto Faganel / Omaggio nel cinquantenario dell'attività (1960 - 2010).
Le Annotazioni a margine dei dipinti
sono della critica e storica dell'arte Silvia Valenti.

I di copertina: 
Annibel Cunoldi Attems, Save, København,  Det Kongelige Bibliotek, 2009.
-  Installazione -

 





IV di copertina:
Mario De Biasi, Ritratto di Elio Vittorini,
in Elio Vittorini / Le opere narrative, Milano, Mondadori, 1974.
Sulla custodia del I volume (particolare).