giovedì 1 giugno 2017

Poesia / Vetro (8 e 9). Con ironia.


Nel mio libro lirico Dettagli (Edizioni della Laguna) Vetro è una silloge della Seconda Parte. Vi racconto la maledizione del vedere tutto, sentire tutto, comprendere tutto.
Ambientata in un SottoMondo marino, propone vie di salvezza al vivere feroce dei nostri tempi.
Rimedi. Ciclici come la risacca e la marea.
Creatura in metamorfosi, dunque, costretta a guardare attraverso palpebre cristalline, costruisco un universo parallelo in cui gli stati esistenziali diventano fluidi e si compenetrano in coerenza crescente. La Vita e la Morte si soffondono, così, di un Vaghissimo sentore della Luce che disarticola ogni senso comune favorendo percezioni profonde.

8

I rami di gorgonie accettano ornamenti
impercettibili: il vetro
di discrete perle per le loro chiome.

(Il corpo quasi inesistente
è evanescenza parassita
generatrice di Bellezza.)

Irene Navarra, Corallo rosso e perle, Disegno grafico, 2017.

9

E' nel relitto abitato dai paguri
l'astuccio del diadema che incorona
chi lo trova Re dell'Universo.

(Un titolo ambitissimo davvero
per una fronte vetrofluido instabile.)

Irene Navarra, Relitto, Disegno grafico, 2017.

Ironicamente accetto il mio non essere. E ricorro a Eugenio Montale per trovare conferme. Mi immergo nei suoi Ossi di seppia. Prigioniera della mente scivolo ancora una volta nell'inevitabile teoria della negazione che limita ogni lungimiranza.
Il filtro dell'ironia mi salva, però, dal naufragio.

[...]
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti.
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Fonte: Eugenio Montale, Tutte le poesie, Oscar Mondadori, 1991.