venerdì 6 marzo 2026

Poesia / La Cura: Come mi sento (27).

Il gaslighting è una subdola forma di manipolazione psicologica e violenza emotiva in cui il manipolatore (gaslighter) spinge la vittima a dubitare della propria memoria, percezione e sanità mentale. L'obiettivo è ottenere controllo e potere assoluto, annullando l'autonomia della vittima attraverso dinieghi, menzogne e svalutazione.
(Conferenza Episcopale Lombarda)

P_Irene Navarra, Pensieri. AIArt olio, 6 Marzo 2026.


Non so che cosa resta
del mio corpo esausto
e della mente che compulsa
forme vuote e desideri inesauditi.
Sono articolata da terminazioni
accese senza possibilità
di spegnimento alcuno.
Brucio
come torcia ardente.

Penso così al mio fiume
fluente nelle vene
divenute azzurre e fresche
di bellezza che ritrovo intatta.
Tutti gli inganni, tutte le minacce
fra poco non saranno nulla.
Dimenticare nel ritorno
è proposito essenziale.

giovedì 5 marzo 2026

Poesia / La Cura: Di rischio e di miracoli (26).

 
    Pur in chiara coscienza, talvolta mi posso illudere che ci sia una miracolosa via di scampo alla durezza del vivere.
    Tuttavia la lusinga dura poco.
  Come il mostrarsi del giallo dei limoni di Montale da un malchiuso portone.
    Nel mio caso, però, all'abbagliante e metaforica vista di quel colore solare il gelo che provo non si sfa né mi scrosciano in petto sensazioni di luce. Il mio grigio si tiene in vigile allerta. È una solerte creatura, figlia del disagio e ben pronta a riprendere forza per dominarmi.

"Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo / nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra / soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. / La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta // il tedio dell'inverno sulle case, / la luce si fa avara - amara l'anima."
Eugenio Montale, I limoni, vv, 37 - 42, in Ossi di seppia.

P_Irene Navarra, Il mondo ai nostri piedi, AIArt e GraphicArt, 5 Marzo 2026.


Di rischio siamo destinati
a tessere le strade su cui
ci scorre il Viaggio.
Di rischio e di miracoli
supposti come vere lacrime
sul volto della Vergine.

Se ci fermiamo a meditare
sul rischio quotidiano
scopriamo conclusioni assurde
d'opportunismo inconsapevole
che spinge e incalza dalla nascita.

(Uomini e Cani, Lucertole, Elefanti,
gentili Capinere e tossici Varani.)

Gettarsi giù dal grattacielo allora.
Illuderci che il volo
ci faccia di molecole piumose
con remiganti e code timoniere
spalmate di cobalto chiaro.
Planare prima dell'impatto.
Disintegrarci in fuoco pirotecnico
col cuore che trabocca
a più colori e gradazioni
dal nucleo di Arturo.


mercoledì 4 marzo 2026

Poesia / La Cura: L'onda perfetta (25).


Dalla Persuasione e dal Buon Ricordo
nasce l'energia per continuare a vivere,.

P_Irene Navarra, Le mie colline viola, AIArt acquarello, 4 Marzo 2026.


Se di me restasse quanto sono adesso,
non so quale impressione potrei dare.
Così penso a diventare un'onda azzurra
che torna e poi ritorna ancora, ancora,
rotolando sul suo cuore,
portando in sé i ricordi puri
che la rendono perfetta
e delicata per le spume di cristallo:
i miei capelli bianchi.
Allora rido di bellezza
immersa in quell'immagine straniante.
E consolante di continuità.

Sì, dunque.
Ritornare.
Come l'onda del pensiero.
All'infinito.
E ancora, ancora.
"Bella di fama e di sventura" *
baciare la mia Terra benedetta
dal tondo di quell'onda
che si è insinuata
fino all'orizzonte
e alle colline viola.
Per rimanere.
In pace.

* Riferimento al famoso verso di Ugo Foscolo tratto dalla lirica "A Zacinto" (Sonetto IX, Milano 1802 - 1803).

Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia, che te specchi nell'onde / del greco mar da cui vergine nacque // Venere, e fea quelle isole feconde / col suo primo sorriso, onde non tacque / le tue limpide nubi e le tue fronde / l'inclito verso di colui che l'acque // cantò fatali, ed il diverso esiglio / per cui bello di fama e di sventura / baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.


P_Irene Navarra, L'onda perfetta, AIArt acquarello, 4 Marzo 2026,


Poesia / la Cura: Allo specchio - Scomodo Breviario di Autoemarginazione (24).

 Per recuperare la vita,
talvolta bisogna essere molto duri con se stessi.

P_Irene Navarra, Allo specchio, AIArt e GraphicArt,, 4 Marzo 2026.


Fuori di me la proiezione
di com'ero imperturbabile,
l'immagine della coscienza
che consiste
per lo straniamento del Lontano,
la mia coscienza-faro
baluginante nella notte
sempre senza stelle,
la mia coscienza intermittente
sull'Essere-NonEssere
che brilla di profetiche parole:

"Sono il tuo Scomodo Breviario
per la castrazione dal pensiero:
di chi ti guarda,
di chi pare ascoltarti,
di chi mostra d'amarti.
Ti cancellerò."

La lingua scatta
a cogliermi nell'iride.
Nebbia assoluta poi.
Vapore di putrida risaia.
Nocche e ginocchia già piagate
coltivo solo erbacce
staccandomi le sanguisughe dai polpacci.


lunedì 2 marzo 2026

Poesia / La Cura: Evanescente come il vetro (23).

 

P_Irene Naìvarra, Oltre i vetri la pioggia, AIArt e GraphicArt, 2 Marzo 2026.


Evanescente come il vetro
la lacrima sulla visione
che non è mai mia.

Ascolto il soffice cadere
di una pioggia lieve
ma non riesco a dipanare
il giorno
nella gloria del suo stare.


sabato 28 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Oltre i giochi della mente (23).


P_Irene Navarra, Nella stanza grigia della mente, AIArt e GraphicArt, 28 Febbraio 2026.


La mente ha oscuri corridoi,
stanze grigie da lasciare vuote,
cantine intrise di residui tossici.
Ha lande sterminate
piene di desolazione
che devo - drastica - evitare.

Terra Promessa è Oltre.

Dopo un anno di deserto
con tentazioni di pace astratta
scelgo il Distacco.
Non posso fare altro.
Se non stornare ogni residuo.
E così sia.





mercoledì 25 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Consapevolezza (22).

 
A U.V.

P_Irene Navarra, Nel nido, AIArt e GraphicArt, 26 Febbraio 2026.


Sì, sono molto fortunata.
Ho avuto Amore a profusione,
fiori, gemme,
il tuo proteggermi gentile.
La sicurezza di quel nido
in cui scaldarci al fuoco di un silenzio
che raccontava il nostro stare insieme.

Ora che non ci sei
ripenso il tuo sorriso,
risento la tua voce
e spesso un poco piango.
Così io vivo.
Sapendo solo il cielo di cemento
della stanza nuova
in cui non c'è più nulla di quel nido
se non nella mia mente.
Che, quando tu la sfiori con un tocco lieve,
si apre su visioni inusitate
e mi regala ancora te.