mercoledì 4 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Vivere adesso (4).



P_Irene Navarra, Segni, AIArt olio, 4 Febbraio 2026.


A un certo punto
tutto ha iniziato a girare infido
nel mio mondo bugiardo.
Alla fin fine anche capovolto.

Ho aspettato un nuovo ordine
perché dopo il caos ritorna.
Me l'hanno detto.
Ci ho creduto.
Pregando.

Dopo quasi un anno dalla perdita di te
- mia stabilità permanente -
il nuovo ordine non c'è ancora.
Ho cercato di eclissarti nella Luna,
ma Lei mi guarda
con gli occhi del tuo ultimo giorno.
Poi, molti rumori in casa
di cornici con fotografie che cadono da sole,
e sottili profumi di tabacco e vetiver
mi riportano a te.
Non voglio combattere.
Ti lascio fare.
Ascolto,
aspiro quegli aromi
come fossero essenze vitali
e ti lascio fare.

Poesia / La Cura: Il mio Senso spirituale (3).

 

P_Irene Navarra, Nella Natura il senso, AIArt olio e GraphicArt, 4 Febbraio 2026.


Adesso i limiti scompaiono nella pelle.
Là si diluiscono le pene dell'Assenza.
Sotto le palpebre socchiuse
si articola un linguaggio
senza suono alcuno.
Del senso fisico non so che farmene.
Esiste un Senso spirituale.
Come una creatura nasce
si espande
corre lungo i nervi
con brividi spontanei.
Rivivo la vita che non c'è.
Nessuno manca alla chiamata.
Il Senso spirituale mi riporta il tempo.
Circondata da chi amo,
sto di nuovo bene.


martedì 3 febbraio 2026

Poesia / La Cura (2).

P_Irene Navarra, La cura 2, AIArt e GraphicArt, 3 Febbraio 2026.


Serpeggia l'energia.
È vibrazione con la Luce dentro.
Nell'Universo intero.

Se così penso
Posso incielarmi senza sforzo.
E là trovare la mia culla.

Incielare: collocare in cielo, innalzare alla beatitudine celeste: Perfetta vita e alto merto inciela Donna più sù (Dante Alighieri, La Divina Commedia, ParadisoCanto III, vv. 97 - 98).

Poesia / La cura (1).

 

P_Irene Navarra, Vibrazioni, AIArt olio, 3 Febbraio 2026.



Il me empatico si espande.
Oltre il mio corpo.
Mentre al canto di un diapason sottile
rispondono le cellule.
E il suono va,
si amplifica creando
sinuosi fiori vasti:
petali su petali,
succulenti pistilli,
ricurve foglie
intonano intese celestiali.
La Musica segreta delle Sfere
l'ho colta nel dolore.
Quando auscultavo
le Variazioni minime dell'essere.
Per essere soltanto.
Un punto infinitesimo
accanto ad altri punti infinitesimi.


domenica 1 febbraio 2026

Poesia / Cronaca: Sovrimpressioni temporali.


A U.V.
 Ora che non ci sei i piani temporali si confondono.
Perdono l'assetto solito.
Nel loro intervallo minimale
io sto bene.

Immagine creata con Gemini.
P_Irene Navarra, L'Estate dei sorrisi, AIArt e GraphicArt, 1 Febbraio 2026.


Mentre guardo il cielo diventare nero
in un inizio di tempesta fredda,
ricordo le candele sulla tavola d'Estate.
Là non trovano più luce.
Un tempo era bello riposare nel giardino
al lume della loro danza
per la Sera che arrivava lenta.
Cenni di volti, sfarfallio di mani.
Nessuna voce.
Era reato - allora - uccidere il silenzio.
Nel cielo il sorriso delle stelle,
le lucciole giocose a trapuntare
la seta blu cobalto attorno,
il codice segreto delle querce
che coglievamo da un sospiro lento:
tutto splendeva di complici ragioni.
Incuneato nell'anima del mondo
il nostro essere fragile,
interrotto in un mattino di Primavera.
Adesso che l'Inverno cristallizza ogni ricordo,
riallaccio stringhe di legami
e ne recupero la Luce.
Così - per qualche attimo -

pulso di vita vera.


sabato 31 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Passione inevitabile.

 

P_Irene Navarra, Passione inevitabile, AIArt e GraphicArt, 31 Gennaio 2026. 



Con la sua stessa resina
il cuore sa alimentare il fuoco
che lo fa bruciare.
E non c'è cenere alla fine.
Resta un rogo rutilante.
Immane.
Con le sue fiamme serpeggianti
che ti conducono sinuose
a riscoprire la tua forza
così mondata
da essere essenziale.
Passione pura.

martedì 27 gennaio 2026

Poesia / Variazioni in Controcanto: Coscienza inevitabile.

Andando a ritroso nel tempo. 

P_Irene Navarra, Coscienza inevitabile, AIArt, 27 Gennaio 2026.

Il lungomare
la ruota panoramica
il chiosco dei gelati
un bar coi tavoli di ghisa
slalom di piroette tra la gente.
Oh, finalmente una panchina vuota!

Occhi sulla distesa blu
spalle alla terra.
I frangenti si mangiano la riva.
Ruoto di mezzo giro
cambio prospettiva.
Non vedo il mare.
Solo sabbia e polvere.
Cammino verso il limite friabile
come un antico mito di trasformazione.

Nel corpo ho l'onda che mi ha vista nascere
mentre i frangenti noncuranti
divorano la riva.