P_Irene Navarra, Un attimo di eternità, AIArt e GraphicArt, 20 Dicembre 2025
C'è un gancio di ricordo
che ci lega a circostanze arcane
mentre fissiamo una superstite formica
sul divano o se troviamo
un corpo isterilito di lucertola
imprigionato nella finestrella doppia
sigillata per l'inverno.
In quei momenti il grembo è l'ancora
sicura della stasi momentanea
candente come il lampo sul cipresso,
uguale al fluido primigenio
della vita-pioggia marzolina.
Là freme l'Inizio.
(Ci appoggi le tue mani e stai
con un sospiro sacro
quanto il pulsare delle vene.)
La spiegazione
Mi muovo tra il microscopico quotidiano e l’universale metafisico. Creo una tensione palpabile tra ciò che è immobile (la lucertola, la finestra sigillata) e ciò che freme di vita ancestrale (il grembo, il lampo). Il "gancio di ricordo" suggerisce qualcosa di acuminato, che afferra e non lascia andare. La finestrella doppia sigillata rappresenta il confine tra l'interno con il suo calore e l'esterno invernale con i fenomeni naturali. La lucertola "isterilita" diventa un memento mori che, però, paradossalmente, innesca la riflessione sulla vita. La "superstite formica" è fragile, la forza del "lampo sul cipresso": cosmica; il corpo della lucertola: isterilito (la morte è secca), la pioggia marzolina: fluida (la vita è umida). Volutamente uso termini dal peso specifico alto. L'obiettivo si manifesta quando riesco a descrivere il momento sospeso in cui il tempo sembra fermarsi attorno a me, ma dentro, nel "grembo", tutto vive di pulsioni che spostano l'attenzione sull'aspetto fisico e materno/generativo. Il "grembo", quindi, non è solo un organo, ma un’ancora spirituale. Il "sospiro sacro" eleva l'atto dell'osservazione a una forma di preghiera laica.
Il paragone finale, poi, tra il "sospiro" e il "pulsare delle vene" chiude il cerchio: il mistero dell'universo non è fuori, ma scorre in noi.
che mi tiene ancorata, evidentemente, a qualcosa di profondo.
Forse lo so.
L'amica Luna mi aspetta imperturbabile.
Sorride.
Grande astro, fulgente di Luce perlata.
Intima Luce perlata.
Solo qualche macchia lieve la ombreggia.
E anche se del vapore la sfarina ai bordi,
Lei non cede.
Resiste impavida.
Per me, lo so.
Ogni passeggiata al suo chiarore
segna i confini di una semplice Stoà
in cui Lei è la maestra e io ascolto.
Capisco che mi chiama,
con i raggi candidi
riverberanti sul cammino.
Così raccolgo la mia anima
e mi rivolgo a Lei
che si compiace.
P_Irene Navarra, Luna e Irene, AIArt e GraphicArt, 4 Ottobre 2025.
Stoà (o stóa) è un termine greco antico che significa "portico" e si riferisce a un tipo di edificio architettonico che era una lunga struttura coperta e colonnata, spesso situata nelle piazze cittadine. Il termine viene anche usato, in senso figurato, per indicare la scuola filosofica dello stoicismo, fondata da Zenone di Cipro (Cizio: 361 o 336-5 a.C. / Atene: 263 a.C.) sotto i portici di Atene, poiché questi luoghi erano centri di dialogo e confronto.
P_Irene Navarra, Ilprofumodeiricordi, AIArt e GraphicArt, 10 Luglio 2025.
Foglie di menta fresca nella Stanza. Anche negli angoli più bui. Dalle finestre spalancate entra Aurora. Tutto si vela di fulgido vibrare mentre un profumo di erbe rugiadose allenta l'anima che si abbandona. Sono terreno fertile per buoni semi. Tocco la menta e sento il mare che gli canta dentro con il salso di schiume generose. - perle leggere sul rosso della terra -. Cherso la bella me la diede. Sapeva che ne avrei fatto ghirlande per accogliere la Morte. Lei, la menta, era il dono del Ritorno. La Resurrezione.
P_Irene Navarra, Nel cielo, AIArt e GraphicArt, 29 Marzo 2025.
Capelli come nubi tumultuose, e mani pronte a farsi ali e volare fino a te e sfiorarti le guance con le ciglia nel nostro codice segreto che dice ancora amore. Intanto che ti posso raccontare? Tu sai tutto perché sei Luce che rinasce a ogni Aurora ridisegnando il tuo profilo nella stanza.
P_Irene Navarra, Solitudine, AIArt e GraphicArt, 26 Marzo 2025.
Ero la tua anima solerte. Tu mi tenevi stretta. Io ti chiedevo di lasciarmi andare. Adesso che hai sciolto le tue braccia non ho orizzonte, non ho punti cardinali. La libertà da soli non è niente.
P_Irene Navarra, La nostra solitudine, AIArt e GraphicArt, 24 Marzo 2025.
In opposti angoli di cielo tu, io, la nostra storia - sempre più lontani - andiamo. E per compagne nuvole di vetro che non accolgono ma fanno rispecchiare -
Quando la volta annoderà i suoi lembi, quando diventeremo entrambi ballonzolanti tesori di un fagotto da viandante mistico, allora - di nuovo insieme - ci toccheremo l'anima E rideremo.