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mercoledì 10 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo nel Tao (Scegliere il Bene - con Lao-tzu).

Il coraggio che ignora la paura perisce.
Il coraggio che conosce la paura sopravvive.
Di queste due cose una è benefica, l'altra nociva.

Lao-tzu, Tao Te Ching - la regola celeste, 73


P_Irene Navarra, E poi la scelta, AIArt e GraphicArt, 10 Giugno 2026.



    Ho fatto un viaggio nella paura più aggressiva.
    Mi ha tolto il fiato, l'equilibrio.
    Mi ha chiusa in una cella umida, tessendomi nella mente infami ragnatele che soffocavano il pensiero.
    Tutto era atroce.
    Poi, dopo una notte di lacrime e parole, dopo il tossico versato sulla carta, di fronte al mondo in rovina raccolto su quel foglio di confessione schietta, allora, solo allora, mi sono ritrovata.

    Ho ripercorso la mia storia, tutto il passato. La sua gioia luminosa e il suo buio recente.
    Sono uscita da me e ho guardato da una dimensione altra il debole, vuoto involucro in cui vivevo da tempo.
    Ho riletto, gravitando leggera, la sofferenza riversata in una memoria che era una somma di ferite aperte.
    E ho deciso.
    Dalla paura il coraggio.
    Di raccattare me, le mie cose, il mio dolore insopportabile e di ritornare al nido.
    Dove ritrovarmi.
    Forse ancora forte.
    Non vinta.
    Pronta a raccogliere le pagliuzze d'oro di quel che mi restava del giorno.

Sono ancora qui.
A crogiolarmi lieve
nel sogno d'oro.


domenica 7 giugno 2026

Poesia / La Cura: Il quaderno segreto (45).

 A U.V.

P_Irene Navarra, Il quaderno dalle pagine d'oro, AIArt e GraphicArt, 7 Giugno 2026.


E scrivendo il tuo nome sul quaderno dei sogni,
mentre il sole del mattino colpisce la mia mano
e la illumina d'immenso,
Tu, mio amato, vedrai riversarsi vita
sulla carta resa preziosa dal tempo,
la carta d'oro antico che ci contiene.
Sorrideranno gli angeli alle spalle.
Tu mi guiderai la mano.
È torneranno i giorni delle parole complici.
Anche il silenzio avrà le sue storie.
Finché te ne andrai di nuovo.
Ma io sarò con te.

Qualcuno chiuderà il quaderno
e lo regalerà alle fiamme.
Così sia.



venerdì 5 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 37 (Gorizia - Presenza segreta).


Crediamo che la morte sia un'assenza,
E invece è una presenza segreta.

Valérie Perrin, Cambiare l'acqua ai fiori, Edizioni e/o


P_Irene Navarra, Presenza segreta, AIArt e GraphicArt,  5 Giugno 2026.

A U.V.

    Ci sono segni.
    Inequivocabili.
    Di te che non ci sei, ma invece qui permani.
    Segni.
    La tua coperta blu che non riesco a regalare.
    E quando la regalerò, lascerà l'ombra sulla tua poltrona bianca.
    E quei bermuda e le camicie...
    Li indosso io, adesso, i tuoi vestiti estivi.
    Mi stanno larghi.
    Ma non importa. Mi stringo una cintura in vita, mi metto le bretelle (tue) e ci sto bene.

    Non potrei mai regalare quanto ti ha toccato.
    Se ne andrà per consunzione.
    A poco a poco.
    Come te ne sei andato tu.

    Mi manca tanto la tua voce, che mi risuona ancora dentro. Affievolendosi  però.
    Ripenso il tuo sorriso dei momenti buoni.
    E qualche volta anche ti vedo.
    Tra i faggi, di schiena, mentre ti allontani.

    Sì, la morte è soprattutto la presenza segreta di chi amavi e ami.
    Che s'invola dalla scena materiale del giorno dopo giorno nei luoghi della vita insieme.
    E tuttavia c'è.
    Senza far rumore.

Se guardo il cielo
mi sei sempre accanto.
Vestita di te
ascolto la tua voce,
ripenso il tuo sorriso.
#Tanka 157

martedì 12 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 3 - Pioggia).


P_Irene Navarra, Nella stanza segreta, AIArt e GraphicArt, 11 Maggio 2026.


    11 maggio 2026
    Ore 16.10

    Il rumore della pioggia sul tetto, Billy vicino a me, una piccola luce nel cuore.
    Forse inizia un viaggio nella Bellezza pura delle piccole cose.
    La stessa che un tempo mi accompagnava in ogni momento della giornata.
    Non desidero altro.
    L'atmosfera fuori è grigia. Il cielo sembra di grafite.
    Amo quest'aria di perla rara.
    Mi chiudo a nido.
    Raccolgo le sensazioni nella stanza segreta in cui sapevo godere di ogni voce naturale che si amplificava nell'anima, donandomi una profonda letizia.
    Il sorriso dell'Universo.
    E con la letizia ritorna a me, come un vento improvviso, la gioia del conversare con chi amavo e non c'è più.
    Senza dolore, però.
    Lo splendore di allora mi conforta.
    Sono stata fortunata.
    Ho provato molto.
    Dei doni avuti ringrazio.
    E vado con fiducia verso quel che mi resta del giorno.

Sto rivivendo.
Come una merla canto
pur nella pioggia.

martedì 21 aprile 2026

Poesia / La Cura: Surrealmente (36).

 
In questo paesaggio surreale
m'inserisco bene.

P_Irene Navarra, Surrealmente, AIArt e GraphicArt, 21 Aprile 2026.


Io sono là,
Dentro la curva dolce del colle più lontano,
o tra le chiome d'amaranto
del cipresso che sorveglia il lago
bianco di panna variegato in rosa cinerino.
E poi le forre coperte di cespugli corallini,
i prati puntuti d'erba chiara
che capovolge il credere comune.
Proprio di questo ho bisogno adesso
mentre il mio mondo usuale frantumato
scopre la sua anima mutante.

sabato 14 marzo 2026

Poesia / Obscura: Sì. Questa è morte.

 
Quando "la luce si fa avara - amara l'anima",
 (Eugenio Montale, I limoni  v. 42)


P_Irene Navarra, Sì. Questa è morte, AIArt e GraphicArt, 15 Marzo 2025.


Mancano le parole.
Ma i pensieri scavano 
e consumano
e tingono le occhiaie
dell'insonnia da dolore.
Grottescamente.
Per poi dileguare in un Vuoto
senza grani di Salvezza.
Così, nell'Assenza
si vanifica anche il sogno.
Quello che dona il Volo libero.
La Gioia.


giovedì 5 marzo 2026

Poesia / La Cura: Di rischio e di miracoli (26).

 
    Pur in chiara coscienza, talvolta mi posso illudere che ci sia una miracolosa via di scampo alla durezza del vivere.
    Tuttavia la lusinga dura poco.
  Come il mostrarsi del giallo dei limoni di Montale da un malchiuso portone.
    Nel mio caso, però, all'abbagliante e metaforica vista di quel colore solare il gelo che provo non si sfa né mi scrosciano in petto sensazioni di luce. Il mio grigio si tiene in vigile allerta. È una solerte creatura, figlia del disagio e ben pronta a riprendere forza per dominarmi.

"Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo / nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra / soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. / La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta // il tedio dell'inverno sulle case, / la luce si fa avara - amara l'anima."
Eugenio Montale, I limoni, vv, 37 - 42, in Ossi di seppia.

P_Irene Navarra, Il mondo ai nostri piedi, AIArt e GraphicArt, 5 Marzo 2026.


Di rischio siamo destinati
a tessere le strade su cui
ci scorre il Viaggio.
Di rischio e di miracoli
supposti come vere lacrime
sul volto della Vergine.

Se ci fermiamo a meditare
sul rischio quotidiano
scopriamo conclusioni assurde
d'opportunismo inconsapevole
che spinge e incalza dalla nascita.

(Uomini e Cani, Lucertole, Elefanti,
gentili Capinere e tossici Varani.)

Gettarsi giù dal grattacielo allora.
Illuderci che il volo
ci faccia di molecole piumose
con remiganti e code timoniere
spalmate di cobalto chiaro.
Planare prima dell'impatto.
Disintegrarci in fuoco pirotecnico
col cuore che trabocca
a più colori e gradazioni
dal nucleo di Arturo.


mercoledì 4 marzo 2026

Poesia / La Cura: Allo specchio - Scomodo Breviario di Autoemarginazione (24).

 Per recuperare la vita,
talvolta bisogna essere molto duri con se stessi.

P_Irene Navarra, Allo specchio, AIArt e GraphicArt,, 4 Marzo 2026.


Fuori di me la proiezione
di com'ero imperturbabile,
l'immagine della coscienza
che consiste
per lo straniamento del Lontano,
la mia coscienza-faro
baluginante nella notte
sempre senza stelle,
la mia coscienza intermittente
sull'Essere-NonEssere
che brilla di profetiche parole:

"Sono il tuo Scomodo Breviario
per la castrazione dal pensiero:
di chi ti guarda,
di chi pare ascoltarti,
di chi mostra d'amarti.
Ti cancellerò."

La lingua scatta
a cogliermi nell'iride.
Nebbia assoluta poi.
Vapore di putrida risaia.
Nocche e ginocchia già piagate
coltivo solo erbacce
staccandomi le sanguisughe dai polpacci.


mercoledì 25 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Consapevolezza (22).

 
A U.V.

P_Irene Navarra, Nel nido, AIArt e GraphicArt, 26 Febbraio 2026.


Sì, sono molto fortunata.
Ho avuto Amore a profusione,
fiori, gemme,
il tuo proteggermi gentile.
La sicurezza di quel nido
in cui scaldarci al fuoco di un silenzio
che raccontava il nostro stare insieme.

Ora che non ci sei
ripenso il tuo sorriso,
risento la tua voce
e spesso un poco piango.
Così io vivo.
Sapendo solo il cielo di cemento
della stanza nuova
in cui non c'è più nulla di quel nido
se non nella mia mente.
Che, quando tu la sfiori con un tocco lieve,
si apre su visioni inusitate
e mi regala ancora te.


domenica 22 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Respiro breve il mio, il nostro (21).



P_Irene Navarra, Astri settembrini, Fotografia e grafica, 22 Febbraio 2026.


Di astri settembrini
(o d'altri fiori
a seconda del mese della nascita)
è fatta la vicenda
che si evolve e muore
nell’arco di un respiro.

Respiro breve il mio, il nostro.
In aspro contrappunto
a quello della patina di crespo
– un flusso eternamente –
dove s’incaglia
questo vivere di gelo.

lunedì 9 febbraio 2026

Poesia / La Cura: La mia Itaca (9).

 
P_Irene Navarra, Il fiume del ritorno, AIArt olio, 9 Febbraio 2026.


Devo ritornare alla mia Itaca.
Mostri e Sirene li ho già affrontati.
Nitide nella mente solo immagini serene:
la mia terra benedetta
con i suoi gelsi
le erbe incolte
i casolari
l'Isonzo dalla voce sussurrante
e poi le viole del giardino
- adesso che ritorna Primavera -
i possenti faggi
le variegate ortensie antiche.
Porto nel cuore ogni tratturo
e nella mente l'infinito dell'andare.
Là, dove trionfa la mia Vita.
Che ora è spenta
come una candela ormai consunta
dal suo stesso fuoco.


P_Irene Navarra, Le viole del mio giardino, Fotografia e AI, 9 Febbraio 2026.





sabato 7 febbraio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Breve Viaggio Intimo in ciò che resta (Cherso - Padova).

    
    Un tempo pensavo che se fosse crollato il cielo, noi saremmo caduti insieme.
    Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
    Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
    La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
    Sotto il costone di Lubenice.
    In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
    Un mare dalla voce buona.
    Screziato dal sole del meriggio.
    Splendente.
    Come splendevamo noi.
    Per gioia immensa.
   
Google AI
P_Irene Navarra, Lubenice, AIArt olio e GraphicArt, 6 Febbraio  2026.


C'è stato un tuono
e tu, vita della mia vita,
hai perso le ali -
Io resto qui, legata,
e aspetto il tuo sorriso.
#Tanka120

venerdì 6 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Alla ricerca del Tempo perduto (7).


Non c'è stabilità nella mia storia.
Talvolta mi illudo di esserci riuscita.
A riconquistare, intendo, un po' di quiete.
Poi ricado nel mio solito tormento.
 
P,_Irene Navarra, Il Buio avanza, AIArt olio, 6 Febbraio 2026.


Alla ricerca del Tempo perduto
sto esaurendo
quel che mi resta del giorno.

Nell'immanenza di questa follia
scivolo al Nulla.

giovedì 15 gennaio 2026

Poesia / Variazioni in Controcanto; Inganno (La metamorfosi nell'abbandono...)

 

P_Irene Navarra, Nell'azzurro?, AIArt, 14 Gennaio 2026.


Non è che l'autoconvinzione
di crederci impotenti
ci metta tutti a mani giunte
ad aspettare l'Al di là?

Che poi:
si diversifica per caso
(così come la mela e un graspo d'uva)
dal margine di un fosso
di un salto dirupato
di una sponda
o di una guglia frastagliata
contro il cielo?

Quel cielo che si vede
e pensi
- insano, anche blasfemo -
di toccare se non altro
nel colore che ti avvolge.

(Come una carta cellophane
sulla sua mou farcita d'anisetta.)


mercoledì 14 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Mi sorridevi tra le ciglia.


P_Irene Navarra, Andare insieme, AIArt e GraphicArt, 14 Gennaio 2026.


Mi sorridevi tra le ciglia
anche nel Distacco.
Mentre in me brillavano i tuoi occhi
come nell'incontro primo,
si sgretolava tutto, attorno.
La stanza bianca d'ospedale.
si disfaceva nei nastri evanescenti
del tuo pietoso andare.
Io camminavo a passi lenti
accanto a te,
 sempre più leggero.


lunedì 12 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Mi sei vicino.

 A U.V.

P_Irene Navarra, Mi sei vicino, AIArt e GraphicArt, 12 Gennaio 2026.



Mi sei vicino,
e te ne sono grata.
Sento in me la tua forza.
So che mi accompagni in queste prove.
Disillusioni acerbe erano destino
per la mia anima fanciulla,
ignara di quanto è la vita senza te.
Adesso si riannoda il filo
che ci ha tenuti assieme.
Ti sento.
Tu mi parli con quella voce bella
che disegnava i tuoi racconti
e le lusinghe dell'amore.
Ti do la mano,
Il cuore batte.
Andiamo nell'isola segreta
dei nostri giorni ancora qui.

martedì 30 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Ci ho provato.

 
Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.

P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025.



Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.





lunedì 29 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La vera Eternità.

 

P_Irene Navarra, La vera Eternità, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025



Che importa mai la fine individuale
per te che sei comunque
e solo temporaneamente
abitatore di un angolo di terra
(minuscolo e pieno di delizie
oppure smisurato e desolato)
in cui si compie ineluttabile
il fatto naturale della morte?

Davanti al fremito istintivo
di ogni particella chiara
già programmata a perdere
lo spazio in contrazione,
a dilatare la sua essenza
che in fondo è proprio l'unica
(perennemente l'unica)
a farla da padrona,
che importa mai la fine individuale?



domenica 21 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Farsi così di Morte.


 Meditando su questa nostra vicenda esistenziale.

P_Irene Navarra, La nostra anima immortale, AIArt e GraphicArt, 21 Dicembre 2025,


Quando ritenti
la tua questua intrepida
di sapiente scavatore
bravo a rivoltare zolle
per ritrovare
il lato mai emerso della pietra
e fragile tintinna un buon ricordo
come il cristallo
al fondo della zuccheriera
sotto la curva dell'argento
che mitiga la tenebra
incollata a ciglia viola,
quando ti vedi nello specchio
appeso al chiodo sopra il lavandino
dove detergi l'anima immortale
ogni sacrosanto giorno
e sai tutto di te
meno la fine
prossima a venire
o già incombente
se il tuo cane guarda fisso la parete
bianca come l'ombra
accesa dei suoi occhi casti,
Quando senti solo noia dal tuo andare
mentre la Fine ti sorride pura,

allora tutto sa di inebriante vino.

Quel vino nato da un pendio scosceso
e l'uva arde di fulgori d’oro
con un sole dentro.
Piccoli soli in acini da morsicare
per berne il succo e ingurgitare un'ape
che pianti il pungiglione nella gola.

Così morire.
Col miele d'ambra profumata
e il suo segreto nel respiro
che s’invola.


P_Irene Navarra, Sapere tutto di noi, AIArt e GraphicArt, 21 Dicembre 2025.


sabato 20 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Un gancio di ricordo (Viaggio intimo e Noterelle critiche).


 
P_Irene Navarra, Un attimo di eternità, AIArt e GraphicArt, 20 Dicembre 2025



C'è un gancio di ricordo
che ci lega a circostanze arcane
mentre fissiamo una superstite formica
sul divano o se troviamo
un corpo isterilito di lucertola
imprigionato nella finestrella doppia
sigillata per l'inverno.
In quei momenti il grembo è l'ancora
sicura della stasi momentanea
candente come il lampo sul cipresso,
uguale al fluido primigenio
della vita-pioggia marzolina.
Là freme l'Inizio.

(Ci appoggi le tue mani e stai
con un sospiro sacro
quanto il pulsare delle vene.)

    La spiegazione

    Mi muovo tra il microscopico quotidiano e l’universale metafisico. Creo una tensione palpabile tra ciò che è immobile (la lucertola, la finestra sigillata) e ciò che freme di vita ancestrale (il grembo, il lampo).
    Il "gancio di ricordo" suggerisce qualcosa di acuminato, che afferra e non lascia andare. La finestrella doppia sigillata rappresenta il confine tra l'interno con il suo calore e l'esterno invernale con i fenomeni naturali. La lucertola "isterilita" diventa un memento mori che, però, paradossalmente, innesca la riflessione sulla vita.
    La "superstite formica" è fragile, la forza del "lampo sul cipresso": cosmica; il corpo della lucertola: isterilito (la morte è secca), la pioggia marzolina: fluida (la vita è umida).
    Volutamente uso termini dal peso specifico alto.
    L'obiettivo si manifesta quando riesco a descrivere il momento sospeso in cui il tempo sembra fermarsi attorno a me, ma dentro, nel "grembo", tutto vive di pulsioni che spostano l'attenzione sull'aspetto fisico e materno/generativo.
    Il "grembo", quindi, non è solo un organo, ma un’ancora spirituale. Il "sospiro sacro" eleva l'atto dell'osservazione a una forma di preghiera laica.
    Il paragone finale, poi, tra il "sospiro" e il "pulsare delle vene" chiude il cerchio: il mistero dell'universo non è fuori, ma scorre in noi.