Credi la Luce
un'utopia da fiaba?
No. È sole dentro.
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mercoledì 1 luglio 2026
Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 39: Respirare con le lucciole (Gorizia, a un crocicchio della mia campagna).
Sono arrivata qua, a un crocicchio della mia campagna, senza sapere come. Vagavo priva di coscienza.
Nel sogno, probabilmente. Che spesso è la mia casa.
Mi guardo i piedi. Sono nudi.
La mano sopra il cuore, sosto. Perforata da ricordi assassini che vorrei sradicare.
E non sono quelli della morte di chi ami. No. La morte è un fatto esistenziale. E poi i morti restano. Per sostenerci e amarci ancora.
Sono quelli che mi riportano dentro le crudeltà gratuite, le offese, le umiliazioni come pane quotidiano.
Così adesso, immobile in questo crocicchio di campagna, resetto la mia mente con un raschino immaginario. Resta solo purezza mentre mi giro verso la Luce.
Piano. Molto piano.
Sassi sotto i piedi nudi.
Sento i battiti del cuore tra le dita.
Li trattengo con tenerezza.
E poi li lascio andare.
Sono lucciole che rischiarano il sentiero.
Respiro al loro ritmo.
Vado.
domenica 21 giugno 2026
Poesia e Arte / Il Limite 4 ~ E se ritorna ~.
Quando il panico ti attanaglia ancora,
all'improvviso e senza una causa chiara,
arrivando dal torbido del tuo disagio;
all'improvviso e senza una causa chiara,
arrivando dal torbido del tuo disagio;
quando scivoli di nuovo
in quella palude da cui pensavi di esserti salvata,
allora, mentre risenti il suo fango nella bocca,
la paura ti mangia il cuore.
![]() |
| P_Irene Navarra, E se ritorna, AIArt e GraphicArt, 21 Giugno 2026. |
E se ritorna
il mostro che ti tiene
dentro il limite
e niente serve
a farti respirare
per liberarti
dalle sue malie?
Sembra di piombo il giorno
inferno notte
mentre ricerchi l'aria
che non entra in te
dentro una gabbia urlando.
Oggi è quel giorno
e quella notte cieca.
Il mondo è muto
nel tempo che non passa
il corpo teso
gli occhi sul cupo spento ~
Vita negata.
Sì:
La morte / si sconta / vivendo.⭑
⭑Giuseppe Ungaretti, Sono una creatura, vv. 12 - 14.
Ed ecco i primi nove versi del testo musicati con Gemini, secondo le mie indicazioni. Timbro cupo e tormentato dello strumento e una lettura carica di pena, in cui le pause e le dissonanze sottolineano il senso di soffocamento e di "vita negata".
mercoledì 10 giugno 2026
Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo nel Tao (Scegliere il Bene - con Lao-tzu).
Il coraggio che ignora la paura perisce.
Il coraggio che conosce la paura sopravvive.
Di queste due cose una è benefica, l'altra nociva.
Il coraggio che conosce la paura sopravvive.
Di queste due cose una è benefica, l'altra nociva.
Lao-tzu, Tao Te Ching - la regola celeste, 73
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| P_Irene Navarra, E poi la scelta, AIArt e GraphicArt, 10 Giugno 2026. |
Ho fatto un viaggio nella paura più aggressiva.
Mi ha tolto il fiato, l'equilibrio.
Mi ha chiusa in una cella umida, tessendomi nella mente infami ragnatele che soffocavano il pensiero.
Tutto era atroce.
Poi, dopo una notte di lacrime e parole, dopo il tossico versato sulla carta, di fronte al mondo in rovina raccolto su quel foglio di confessione schietta, allora, solo allora, mi sono ritrovata.
Ho ripercorso la mia storia, tutto il passato. La sua gioia luminosa e il suo buio recente.
Sono uscita da me e ho guardato da una dimensione altra il debole, vuoto involucro in cui vivevo da tempo.
Ho riletto, gravitando leggera, la sofferenza riversata in una memoria che era una somma di ferite aperte.
E ho deciso.
Dalla paura il coraggio.
Di raccattare me, le mie cose, il mio dolore insopportabile e di ritornare al nido.
Dove ritrovarmi.
Forse ancora forte.
Non vinta.
Pronta a raccogliere le pagliuzze d'oro di quel che mi restava del giorno.
Sono ancora qui.
A crogiolarmi lieve
nel sogno d'oro.
lunedì 8 giugno 2026
Poesia / La Cura: La nota diversa (46).
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| P_Irene Navarra, La nota diversa, AIArt e GraphicArt, 8 Giugno, 2026. |
Vorrei essere uno strumento musicale.
Diverso da tutti gli altri.
A fiato possibilmente.
Un flauto.
Se lo fossi, vorrei un solo suono
che risalisse lungo la canna
in scoppiettii come di bolle piene di perlage
fino ad aprirsi in risa piene.
Di gioia incontenibile
per quanto siamo qui, in questa vita,
che ha la gamma dell'arcobaleno.
Perché alla fine, sì, ci aspetta Luce.
Come champagne Perrier
liberato in coppe di cristallo
- i nostri prismi di infinite facce -
saprei sentire leggerezza
in me e nel mio mondo.
venerdì 5 giugno 2026
Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 37 (Gorizia - Presenza segreta).
Crediamo che la morte sia un'assenza,
E invece è una presenza segreta.
E invece è una presenza segreta.
Valérie Perrin, Cambiare l'acqua ai fiori, Edizioni e/o
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| P_Irene Navarra, Presenza segreta, AIArt e GraphicArt, 5 Giugno 2026. |
A U.V.
Ci sono segni.
Inequivocabili.
Di te che non ci sei, ma invece qui permani.
Segni.
La tua coperta blu che non riesco a regalare.
E quando la regalerò, lascerà l'ombra sulla tua poltrona bianca.
E quei bermuda e le camicie...
Li indosso io, adesso, i tuoi vestiti estivi.
Mi stanno larghi.
Ma non importa. Mi stringo una cintura in vita, mi metto le bretelle (tue) e ci sto bene.
Non potrei mai regalare quanto ti ha toccato.
Se ne andrà per consunzione.
A poco a poco.
Come te ne sei andato tu.
Mi manca tanto la tua voce, che mi risuona ancora dentro. Affievolendosi però.
Ripenso il tuo sorriso dei momenti buoni.
E qualche volta anche ti vedo.
Tra i faggi, di schiena, mentre ti allontani.
Sì, la morte è soprattutto la presenza segreta di chi amavi e ami.
Che s'invola dalla scena materiale del giorno dopo giorno nei luoghi della vita insieme.
E tuttavia c'è.
Senza far rumore.
Se guardo il cielo
mi sei sempre accanto.
Vestita di te
ascolto la tua voce,
ripenso il tuo sorriso.
#Tanka 157
martedì 12 maggio 2026
Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 3 - Pioggia).
11 maggio 2026
Ore 16.10
Il rumore della pioggia sul tetto, Billy vicino a me, una piccola luce nel cuore.
Forse inizia un viaggio nella Bellezza pura delle piccole cose.
La stessa che un tempo mi accompagnava in ogni momento della giornata.
Non desidero altro.
L'atmosfera fuori è grigia. Il cielo sembra di grafite.
Amo quest'aria di perla rara.
Mi chiudo a nido.
Raccolgo le sensazioni nella stanza segreta in cui sapevo godere di ogni voce naturale che si amplificava nell'anima, donandomi una profonda letizia.
Il sorriso dell'Universo.
E con la letizia ritorna a me, come un vento improvviso, la gioia del conversare con chi amavo e non c'è più.
Senza dolore, però.
Lo splendore di allora mi conforta.
Sono stata fortunata.
Ho provato molto.
Dei doni avuti ringrazio.
E vado con fiducia verso quel che mi resta del giorno.
Sto rivivendo.
Come una merla canto
pur nella pioggia.
martedì 21 aprile 2026
Poesia / La Cura: Surrealmente (36).
In questo paesaggio surreale
m'inserisco bene.
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| P_Irene Navarra, Surrealmente, AIArt e GraphicArt, 21 Aprile 2026. |
Io sono là,
Dentro la curva dolce del colle più lontano,
o tra le chiome d'amaranto
del cipresso che sorveglia il lago
bianco di panna variegato in rosa cinerino.
E poi le forre coperte di cespugli corallini,
i prati puntuti d'erba chiara
che capovolge il credere comune.
Proprio di questo ho bisogno adesso
mentre il mio mondo usuale frantumato
scopre la sua anima mutante.
giovedì 5 marzo 2026
Poesia / La Cura: Di rischio e di miracoli (26).
Pur in chiara coscienza, talvolta mi posso illudere che ci sia una miracolosa via di scampo alla durezza del vivere.
Tuttavia la lusinga dura poco.
Come il mostrarsi del giallo dei limoni di Montale da un malchiuso portone.
Tuttavia la lusinga dura poco.
Come il mostrarsi del giallo dei limoni di Montale da un malchiuso portone.
Nel mio caso, però, all'abbagliante e metaforica vista di quel colore solare il gelo che provo non si sfa né mi scrosciano in petto sensazioni di luce. Il mio grigio si tiene in vigile allerta. È una solerte creatura, figlia del disagio e ben pronta a riprendere forza per dominarmi.
"Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo / nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra / soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. / La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta // il tedio dell'inverno sulle case, / la luce si fa avara - amara l'anima."
Eugenio Montale, I limoni, vv, 37 - 42, in Ossi di seppia.
Di rischio siamo destinatia tessere le strade su cuici scorre il Viaggio.Di rischio e di miracolisupposti come vere lacrimesul volto della Vergine.
Se ci fermiamo a meditaresul rischio quotidianoscopriamo conclusioni assurded'opportunismo inconsapevoleche spinge e incalza dalla nascita.
(Uomini e Cani, Lucertole, Elefanti,gentili Capinere e tossici Varani.)
Gettarsi giù dal grattacielo allora.Illuderci che il voloci faccia di molecole piumosecon remiganti e code timonierespalmate di cobalto chiaro.Planare prima dell'impatto.Disintegrarci in fuoco pirotecnicocol cuore che traboccaa più colori e gradazionidal nucleo di Arturo.
mercoledì 4 marzo 2026
Poesia / La Cura: Allo specchio - Scomodo Breviario di Autoemarginazione (24).
Per recuperare la vita,
talvolta bisogna essere molto duri con se stessi.
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| P_Irene Navarra, Allo specchio, AIArt e GraphicArt,, 4 Marzo 2026. |
Fuori di me la proiezione
di com'ero imperturbabile,
l'immagine della coscienza
che consiste
per lo straniamento del Lontano,
la mia coscienza-faro
baluginante nella notte
sempre senza stelle,
la mia coscienza intermittente
sull'Essere-NonEssere
che brilla di profetiche parole:
"Sono il tuo Scomodo Breviarioper la castrazione dal pensiero:di chi ti guarda,di chi pare ascoltarti,di chi mostra d'amarti.Ti cancellerò."
La lingua scatta
a cogliermi nell'iride.
Nebbia assoluta poi.
Vapore di putrida risaia.
Nocche e ginocchia già piagate
coltivo solo erbacce
staccandomi le sanguisughe dai polpacci.
mercoledì 25 febbraio 2026
Poesia / La Cura: Consapevolezza (22).
A U.V.
![]() |
| P_Irene Navarra, Nel nido, AIArt e GraphicArt, 26 Febbraio 2026. |
Sì, sono molto fortunata.
Ho avuto Amore a profusione,
fiori, gemme,
il tuo proteggermi gentile.
La sicurezza di quel nido
in cui scaldarci al fuoco di un silenzio
che raccontava il nostro stare insieme.
Ora che non ci sei
ripenso il tuo sorriso,
risento la tua voce
e spesso un poco piango.
Così io vivo.
Sapendo solo il cielo di cemento
della stanza nuova
in cui non c'è più nulla di quel nido
se non nella mia mente.
Che, quando tu la sfiori con un tocco lieve,
si apre su visioni inusitate
e mi regala ancora te.
domenica 22 febbraio 2026
Poesia / La Cura: Respiro breve il mio, il nostro (21).
Di astri settembrini
(o d'altri fiori
a seconda del mese della nascita)
è fatta la vicenda
che si evolve e muore
nell’arco di un respiro.
Respiro breve il mio, il nostro.
In aspro contrappunto
a quello della patina di crespo
– un flusso eternamente –
dove s’incaglia
questo vivere di gelo.
sabato 7 febbraio 2026
Prosa e Poesia / Haibun: Breve Viaggio Intimo in ciò che resta (Cherso - Padova).
Un tempo pensavo che se fosse crollato il cielo, noi saremmo caduti insieme.
Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
Sotto il costone di Lubenice.
In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
Un mare dalla voce buona.
Screziato dal sole del meriggio.
Splendente.
Come splendevamo noi.
Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
Sotto il costone di Lubenice.
In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
Un mare dalla voce buona.
Screziato dal sole del meriggio.
Splendente.
Come splendevamo noi.
Per gioia immensa.
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Cherso, Croazia.
venerdì 6 febbraio 2026
Poesia / La Cura: Alla ricerca del Tempo perduto (7).
Non c'è stabilità nella mia storia.
Talvolta mi illudo di esserci riuscita.
A riconquistare, intendo, un po' di quiete.
Poi ricado nel mio solito tormento.
![]() |
| P,_Irene Navarra, Il Buio avanza, AIArt olio, 6 Febbraio 2026. |
Alla ricerca del Tempo perduto
sto esaurendo
quel che mi resta del giorno.
Nell'immanenza di questa follia
scivolo al Nulla.
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giovedì 15 gennaio 2026
Poesia / Variazioni in Controcanto; Inganno (La metamorfosi nell'abbandono...)
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| P_Irene Navarra, Nell'azzurro?, AIArt, 14 Gennaio 2026. |
Non è che l'autoconvinzione
di crederci impotenti
ci metta tutti a mani giunte
ad aspettare l'Al di là?
Che poi:
si diversifica per caso
(così come la mela e un graspo d'uva)
dal margine di un fosso
di un salto dirupato
di una sponda
o di una guglia frastagliata
contro il cielo?
Quel cielo che si vede
e pensi
- insano, anche blasfemo -
di toccare se non altro
nel colore che ti avvolge.
(Come una carta cellophane
sulla sua mou farcita d'anisetta.)
domenica 21 dicembre 2025
Poesia / AmbiguaMente Lirica: Farsi così di Morte.
Meditando su questa nostra vicenda esistenziale.
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| P_Irene Navarra, La nostra anima immortale, AIArt e GraphicArt, 21 Dicembre 2025, |
Quando ritenti
la tua questua intrepida
di sapiente scavatore
bravo a rivoltare zolle
per ritrovare
il lato mai emerso della pietra
e fragile tintinna un buon ricordo
come il cristallo
al fondo della zuccheriera
sotto la curva dell'argento
che mitiga la tenebra
incollata a ciglia viola,
quando ti vedi nello specchio
appeso al chiodo sopra il lavandino
dove detergi l'anima immortale
ogni sacrosanto giorno
e sai tutto di te
meno la fine
prossima a venire
o già incombente
se il tuo cane guarda fisso la parete
bianca come l'ombra
accesa dei suoi occhi casti,
Quando senti solo noia dal tuo andare
mentre la Fine ti sorride pura,
allora tutto sa di inebriante vino.
Quel vino nato da un pendio scosceso
e l'uva arde di fulgori d’oro
con un sole dentro.
Piccoli soli in acini da morsicare
per berne il succo e ingurgitare un'ape
che pianti il pungiglione nella gola.
Così morire.
Col miele d'ambra profumata
e il suo segreto nel respiro
che s’invola.
sabato 20 dicembre 2025
Poesia / AmbiguaMente Lirica: Un gancio di ricordo (Viaggio intimo e Noterelle critiche).
C'è un gancio di ricordo
che ci lega a circostanze arcane
mentre fissiamo una superstite formica
sul divano o se troviamo
un corpo isterilito di lucertola
imprigionato nella finestrella doppia
sigillata per l'inverno.
In quei momenti il grembo è l'ancora
sicura della stasi momentanea
candente come il lampo sul cipresso,
uguale al fluido primigenio
della vita-pioggia marzolina.
Là freme l'Inizio.
(Ci appoggi le tue mani e stai
con un sospiro sacro
quanto il pulsare delle vene.)
La spiegazione
Il "gancio di ricordo" suggerisce qualcosa di acuminato, che afferra e non lascia andare. La finestrella doppia sigillata rappresenta il confine tra l'interno con il suo calore e l'esterno invernale con i fenomeni naturali. La lucertola "isterilita" diventa un memento mori che, però, paradossalmente, innesca la riflessione sulla vita.
La "superstite formica" è fragile, la forza del "lampo sul cipresso": cosmica; il corpo della lucertola: isterilito (la morte è secca), la pioggia marzolina: fluida (la vita è umida).
Volutamente uso termini dal peso specifico alto.
L'obiettivo si manifesta quando riesco a descrivere il momento sospeso in cui il tempo sembra fermarsi attorno a me, ma dentro, nel "grembo", tutto vive di pulsioni che spostano l'attenzione sull'aspetto fisico e materno/generativo.
Il "grembo", quindi, non è solo un organo, ma un’ancora spirituale. Il "sospiro sacro" eleva l'atto dell'osservazione a una forma di preghiera laica.
Il paragone finale, poi, tra il "sospiro" e il "pulsare delle vene" chiude il cerchio: il mistero dell'universo non è fuori, ma scorre in noi.
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domenica 7 dicembre 2025
Poesia / Nuovo Mondo: Sogno Mattinale.
Capita talvolta di fare - agli albori del giorno - dei sogni talmente vividi da sembrare reali.
A me è successo oggi.
Ho tenuto a lungo le palpebre serrate per non distruggere le immagini
che mi si affoltavano nella mente e nel cuore.
Finché si sono involate spontaneamente.
Allora ho aperto gli occhi.
E non ho pianto.
Stavo bene.
Di quel bene lieve che implica un necessario adattamento.
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| P_Irene Navarra, Sogno mattinale, AIArt olio, 7 Dicembre 2025. |
Passi sulla rena rorida del sogno,
il tuo sorriso grande e luminoso
nell'attesa di prendere la barca
e andare nel mare sconfinato.
Verso la libertà.
Guardo le tue orme recenti,
me le imprimo in cuore.
Quel fatale punto di non ritorno
di qualche mese fa
è solo una tappa dell'avventura
vissuta a lungo insieme.
Allora: eccomi, sono qui,
stringimi la mano,
vengo con te.
Almeno nel sogno mattinale
che ci disancora corrivo
da quanto veramente è.
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Padova PD, Gorizia GO, Italia.
sabato 4 ottobre 2025
Poesia e Prosa / Nuovo Mondo: Solo la Luna. Comunque Haibun (34).
Nero d'Inferno
nella notte attorno a me.
~ Solo la Luna ~
Splende e si fa maestra
di Salvezza eterna.
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| P_Irene Navarra, Solo la Luna, AIArt e GraphicArt, 4 Ottobre 2025. |
Perché Solo la Luna.
Rifletto su questo titolo nato d'istinto
che mi tiene ancorata, evidentemente, a qualcosa di profondo.
Forse lo so.
L'amica Luna mi aspetta imperturbabile.
Sorride.
Grande astro, fulgente di Luce perlata.
Intima Luce perlata.
Solo qualche macchia lieve la ombreggia.
E anche se del vapore la sfarina ai bordi,
Lei non cede.
Resiste impavida.
Per me, lo so.
Ogni passeggiata al suo chiarore
segna i confini di una semplice Stoà
in cui Lei è la maestra e io ascolto.
Capisco che mi chiama,
con i raggi candidi
riverberanti sul cammino.
Così raccolgo la mia anima
e mi rivolgo a Lei
che si compiace.
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giovedì 10 luglio 2025
Poesia / La Stanza: Menta fresca, il suo profumo.
Foglie di menta fresca nella Stanza.
Anche negli angoli più bui.
Dalle finestre spalancate entra Aurora.
Tutto si vela di fulgido vibrare
mentre un profumo di erbe rugiadose
allenta l'anima che si abbandona.
Sono terreno fertile per buoni semi.
Tocco la menta e sento il mare
che gli canta dentro
con il salso di schiume generose.
- perle leggere sul rosso della terra -.
Cherso la bella me la diede.
Sapeva che ne avrei fatto ghirlande
per accogliere la Morte.
Lei, la menta, era il dono del Ritorno.
La Resurrezione.
Anche negli angoli più bui.
Dalle finestre spalancate entra Aurora.
Tutto si vela di fulgido vibrare
mentre un profumo di erbe rugiadose
allenta l'anima che si abbandona.
Sono terreno fertile per buoni semi.
Tocco la menta e sento il mare
che gli canta dentro
con il salso di schiume generose.
- perle leggere sul rosso della terra -.
Cherso la bella me la diede.
Sapeva che ne avrei fatto ghirlande
per accogliere la Morte.
Lei, la menta, era il dono del Ritorno.
La Resurrezione.
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Gorizia, Italia.
giovedì 5 giugno 2025
Poesia / Linearia: Il dono.
A U.V.
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| P_Irene Navarra, Ali, AIArt e GraphicArt, 5 Giugno 2025. |
Ti sei strappato dalla schiena le tue ali
e me le hai date
per farmi Angelo e staccarmi dalla Terra
in correnti ascensionali inusitate.
Non sento i piedi nudi feriti dalle rocce,
le mani rovinate dal lavoro
e gli occhi senza il linimento delle lacrime.
Tutto guarisce a poco a poco
nell'aria cristallina di questa dimensione
dove mi trovo appena penso di librarmi.
Volo.
Sapendo che sei attorno a me.
Liberi entrambi
Con le tue immense ali.
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Gorizia, Italia.
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