Visualizzazione post con etichetta #GraphicArt. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #GraphicArt. Mostra tutti i post

lunedì 9 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Sostanza esistenziale (8).


P_Irene Navarra, Scrivere è Vita, AIArt e GraphicArt, 9 Febbraio 2026.


Scrivere.
Questo è un dono
che un dio mi concesse
per restare umana.

E creare una vita di parole
è un dono che mi sono concessa
per capire come farlo.
A restare umana, intendo.


sabato 7 febbraio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Breve Viaggio Intimo in ciò che resta (Cherso - Padova).

    
    Un tempo pensavo che se fosse crollato il cielo, noi saremmo caduti insieme.
    Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
    Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
    La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
    Sotto il costone di Lubenice.
    In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
    Un mare dalla voce buona.
    Screziato dal sole del meriggio.
    Splendente.
    Come splendevamo noi.
    Per gioia immensa.
   
Google AI
P_Irene Navarra, Lubenice, AIArt olio e GraphicArt, 6 Febbraio  2026.


C'è stato un tuono
e tu, vita della mia vita,
hai perso le ali -
Io resto qui, legata,
e aspetto il tuo sorriso.
#Tanka120

venerdì 6 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Alla ricerca del Tempo perduto (7).


Non c'è stabilità nella mia storia.
Talvolta mi illudo di esserci riuscita.
A riconquistare, intendo, un po' di quiete.
Poi ricado nel mio solito tormento.
 
P,_Irene Navarra, Il Buio avanza, AIArt olio, 6 Febbraio 2026.


Alla ricerca del Tempo perduto
sto esaurendo
quel che mi resta del giorno.

Nell'immanenza di questa follia
scivolo al Nulla.

Poesia / La Cura: Sguardi (6).

 

P_Irene Navarra, Incontro, AIArt olio e GraphicArtr, 6 Febbraio 2026.


I nostri sguardi si sono incontrati e sfiorati.
Non abbiamo preso strade diverse.
Fu impossibile.

Ora il sospiro dell'Assenza toglie tutto.
E mi resta solo il ricordare.
Sovrano il Buio
accampa il suo vessillo.

giovedì 5 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Il mio, il tuo fondo (5).

 

P_Irene Navarra, Io_Tu_il mare, AIArt e GraphicArt, 5 Febbraio 2026


Talvolta sento i tuoi occhi
che mi guardano.
Come gemme vive.
Tra ciglia di nuovo folte e scure
stellano
e affondano nei miei.

Io, il mare.
Tu, la pietra lanciata
che cerca il fondo.
Io, anche il tuo fondo.


domenica 1 febbraio 2026

Poesia / Cronaca: Sovrimpressioni temporali.


A U.V.
 Ora che non ci sei i piani temporali si confondono.
Perdono l'assetto solito.
Nel loro intervallo minimale
io sto bene.

Immagine creata con Gemini.
P_Irene Navarra, L'Estate dei sorrisi, AIArt e GraphicArt, 1 Febbraio 2026.


Mentre guardo il cielo diventare nero
in un inizio di tempesta fredda,
ricordo le candele sulla tavola d'Estate.
Là non trovano più luce.
Un tempo era bello riposare nel giardino
al lume della loro danza
per la Sera che arrivava lenta.
Cenni di volti, sfarfallio di mani.
Nessuna voce.
Era reato - allora - uccidere il silenzio.
Nel cielo il sorriso delle stelle,
le lucciole giocose a trapuntare
la seta blu cobalto attorno,
il codice segreto delle querce
che coglievamo da un sospiro lento:
tutto splendeva di complici ragioni.
Incuneato nell'anima del mondo
il nostro essere fragile,
interrotto in un mattino di Primavera.
Adesso che l'Inverno cristallizza ogni ricordo,
riallaccio stringhe di legami
e ne recupero la Luce.
Così - per qualche attimo -

pulso di vita vera.


sabato 31 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Passione inevitabile.

 

P_Irene Navarra, Passione inevitabile, AIArt e GraphicArt, 31 Gennaio 2026. 



Con la sua stessa resina
il cuore sa alimentare il fuoco
che lo fa bruciare.
E non c'è cenere alla fine.
Resta un rogo rutilante.
Immane.
Con le sue fiamme serpeggianti
che ti conducono sinuose
a riscoprire la tua forza
così mondata
da essere essenziale.
Passione pura.

mercoledì 14 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Mi sorridevi tra le ciglia.


P_Irene Navarra, Andare insieme, AIArt e GraphicArt, 14 Gennaio 2026.


Mi sorridevi tra le ciglia
anche nel Distacco.
Mentre in me brillavano i tuoi occhi
come nell'incontro primo,
si sgretolava tutto, attorno.
La stanza bianca d'ospedale.
si disfaceva nei nastri evanescenti
del tuo pietoso andare.
Io camminavo a passi lenti
accanto a te,
 sempre più leggero.


Poesia / Variazioni in Controcanto: Tutto è assorbito (Cercando di toccare il cielo).

 Ricordo d'infanzia,
la storia del toccare il cielo con un dito..
Per cacciare quelli di maturità.
Cielo?
Sì, il cielo c'entra sempre.

P_Irene Navarra, Toccare il cielo con un dito, AIArt e GraphicArt, 14 Gennaio 2026.




Tutto è assorbito
dagli strati impercettibili
che si sommano agli strati
e poi agli altri strati …

(Ma di che è fatto il cielo
in cui affondo il dito
semplicemente alzandolo
più in su?
La sedia, la scala,
l’albero, la casa sopra i rami,
le onde del mare di Sorrento,
la mia macchietta scura nella spuma.
Ricordo risalite quotidiane
e riti di nascosto.
Senza successo alcuno
a darmi un minimo di convinzione,
un po’ di slancio,
due ali anche posticce
per spiccare il volo.
E senza tingermi d’azzurro.)

lunedì 12 gennaio 2026

Poesia / Cronaca: Mi sei vicino.

 A U.V.

P_Irene Navarra, Mi sei vicino, AIArt e GraphicArt, 12 Gennaio 2026.



Mi sei vicino,
e te ne sono grata.
Sento in me la tua forza.
So che mi accompagni in queste prove.
Disillusioni acerbe erano destino
per la mia anima fanciulla,
ignara di quanto è la vita senza te.
Adesso si riannoda il filo
che ci ha tenuti assieme.
Ti sento.
Tu mi parli con quella voce bella
che disegnava i tuoi racconti
e le lusinghe dell'amore.
Ti do la mano,
Il cuore batte.
Andiamo nell'isola segreta
dei nostri giorni ancora qui.

Poesia / Variazioni in Controcanto: Noi, anime plurali.

Sulla frammentazione dell'io moderno:
dolcezza sensoriale e durezza esistenziale. 

P_Irene Navarra, Noi Anime plurali, AIArt e GraphicArt, 12 Gennaio 2026



Noi, anime plurali,
- travolte  dalla Bora più impetuosa,
gonfie di rabbie come lava di vulcano
o calme, pur nella tempesta,
con sulle labbra sospiri al caramello -
Noi abbiamo un'unica certezza:
la pace vera è un'utopia.
Scabre filosofie per sopravvivere,
i giochi della mente.
Non siamo in quiete.
Mai.
E lo sappiamo bene.
Così coesistiamo nei riflessi delle cose,
in più sfaccettature complicate.
Tanto che spesso non ci ritroviamo:
Vaghiamo nell'abisso
per poi volare tra le nubi di bambagia,
guardando in basso l'anima plurale,
il suo affannarsi torto
che si frantuma in schegge di cristallo.

sabato 10 gennaio 2026

Poesia / Variazioni in Controcanto: Gusto d'altri mondi.

 
"Variazioni in Controcanto' è la seconda silloge del libro "AmbiguaMente Lirica".
Vi narro Percezioni sfuggite a ogni controllo,
che più autonome non si può. 
E nemmeno più autosufficienti,
in quanto si alimentano della loro stessa sostanza
E mi turbano.
Talvolta in modo irreversibile.
Ovvero: una volta provate sulla mia pelle e in me,
quando torno indietro dal viaggio sensoriale, in genere imposto,
non recupero lo stato precedente.
Traligno.
Anche in modo vistoso. 

P_Irene Navarra, Il gusto della mela edenica, AIArt e GraphicArt, 9 Gennaio 2026.


 
Sento talvolta in bocca il gusto
vanigliato della mela edenica.
E dal silenzio allora a cauti morsi
- pelle di cera e polpa d'anice stellato -
in un crescendo inarrestabile,
seguo uno scroscio di cascata.
Succo mi cola lungo il mento
mi s'impiastriccia sulla gola e il seno,
segue la geografia dei fianchi,
cola sulle caviglie,
avviluppandomi nell'Oltre
con la corazza appiccicosa
del suo miele.
S'annidano sorrise parolette brevi[1]
dentro l'annuncio ancora incredulo
dell'Estasi congenita.

(Papille gustative risvegliate,
olfatto all'erta nel profumo che dilaga
sento che il Paradiso già perduto
è di nuovo in me.
Nell'Unità profonda
l’umano che riscopre il cielo
e la divina vastità che si rivela
sono la stessa primordiale cosa.)



[1] Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso, Canto I, v. 95.

In questa lirica mi muovo tra sensualità e misticismo. Trasformo, infatti, un atto fisico (mangiare un frutto) in un'esperienza metafisica di ricongiungimento con il divino.

venerdì 9 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Di nostalgia in nostalgia.


Quando la nostalgia accampa il suo vessillo
nella mia mente
devo appellarmi a tutta la mia forza per combatterla.
E non sempre ci riesco.
La lotta è impari
perché la vita di prima mi piaceva.
E molto.

P_Irene Navarra, Miele e farfalla, AIArt e GraphicArt, 8 Gennaio 2026.


Un miele di castagno con profumo anche di noce,
questa nostalgia assassina
che mi garrota il cuore.
Ancora un giro
e finirò nel solito mio Vuoto.
Meglio della sua morsa
cannibale di me.

Lasciarla andare.
Come una farfalla
che si libra pur nel gelo dell'Inverno
e morirà - lo so - ma di Bellezza.
Di pura Libertà del volo.

giovedì 8 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Oggi non ci riesco.

 
Scrivere mi fa bene.
Non perché sia uno sfogo.
Non lo è mai.
Scrivendo medito e capisco.
Procedo lungo il sentiero della vita.
Talvolta arrancando.
Ma, in quei momenti. io volo.
Sul qui e ora che vibra nel respiro.


P_Irene Navarra, NostalgicaMente, AIArt e GraphicArt, 8 Gennaio 2026.


Oggi non ci riesco.
A uscirne, intendo, dalla tenace nostalgia
che tinge la mia vita adesso.
Con i colori del ricordo.
Colori accesi nelle Albe e nei Tramonti
della mia Terra benedetta.

Anche il suono della campana tibetana
- estranea al mondo precedente -
m'immerge nell'Isonzo di turchese
in sonora armonia dentro le vene.
Devo svegliarmi dal sogno menzognero
che mi lega a quanto non ho più.
Scuotermi dalle spalle quel gigante.
Andare.
E l'anima sa dove:
il Leteha un colore trasparente
che non lascia segni.

* Il Lete è il fiume dell'oblio della mitologia greca e romana. Era originariamente il nome della figlia della dea Eris.

lunedì 5 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La mia stagione (L'anello che non tiene).


P_Irene Navarra, Consapevolezza, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Il mio tempo di adesso
non è un buon tempo.
Al di là delle prevedibili, cicliche stagioni
sembra avere un'infida sostanza propria
del tutto aliena a equinozi e solstizi.
Promette e non mantiene.
Cercando la soluzione a questi giorni da Luna avvelenata e Sole nero,
sfoglio la me interiore come se fosse un diario autografo.
Colgo il colore sanguigno delle lettere
che formano parole solo di pena
e so così che il loro tempo
non può essere diverso da ciò che è.
Non c'è rinascita prossima,
né consolazione alcuna
all'infuori di una debole Speranza
che trascina le mie ore.
Questo è il tempo dell'Assenza.
Stagione, Lei, che non può essere buona.
Dovrò brindare con il suo vino inacidito ancora molto a lungo.
E così sia.

P_Irene Navarra, La mia stagione, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Questa che vivo
non è la Primavera generosa
amore-amato-amante,
l'Estate rossa di papaveri,
l'Autunno scarno nelle braccia
serrate a scrigno sull'Inverno.

Lei ha un profumo d'uva calda
pronta a versarsi nel mio tino,
possiede tutto
e tutto copre qualche volta
con le erbacce folte
o con la nebbia
priva di qualsiasi attitudine
a meno che non sia l'andare
avanti e indietro in banchi fitti
lasciando dei brandelli sulle cose
a camuffarle, trasformarle infida
se sgronda nubi diacce dalle mani
e gelo dal respiro,
se vuole alitarmi sulla fronte
o sprofondarmi l'indice nel cuore
girando e rigirando il suo bulino.

Lei non è mai leale. 
Deride l'attimo presente,
facendo balenare da una pergola
turgidi grappoli maturi
che appassiranno incolti.
E in quel fatale errare
mi perdo incerta.
Lei è il mio Nulla.

venerdì 2 gennaio 2026

Prosa /Auguri 2026 da Billy Magnifico Setter Inglese.


Buon 2026.

P_Irene Navarra, Billy Magnifico Setter Inglese, AIArt, 2 Gennaio 2026.



Io, Billy Magnifico Setter Inglese,
voglio dirvi, con forza, che non bisogna mai perdere la Speranza.
Tutto può accadere nel giro di un secondo.
Anche le cose più incredibili.
Lei, Irene capelli di neve, è apparsa all'orizzonte di rete e cemento che incarcerava mio nonno Pippo, gli ha sorriso e l'ha portato con sé, offrendogli finalmente
quella pace che desiderava da una vita intera.
Così vorrei che accadesse a chi (animali e uomini) soffre per freddo e fame,
a chi è ferito nel corpo e nell'anima,
a chi si è visto strappare i suoi cari.
Vi auguro, quindi, un 2026 pieno di Speranze.
Che i vostri occhi vedano con chiarezza e si rivolgano alle creature dimenticate.
Un avvertimento: non penso di allentare la sorveglianza tipica di un bravo cane da caccia.
Comportatevi al meglio.
Se non lo farete, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, visto il filo diretto
che ho con quel Dio che il nonno ha pregato per nove anni e mezzo 
affinché gli cambiasse la vita.
E che l'ha esaudito.
E visto che anch'io, vivacissimo cucciolo con l'argento vivo addosso,
rinchiuso in un box per otto mesi,
quando l'ho supplicato di liberarmi,
mi ha esaudito.
E mentre avveniva la liberazione,
ho sentito una voce dolcissima che mi diceva:
Amo te con tutte le creature della Terra, del Cielo e del Mare.
E io ho risposto:
Laudato si', mi' Signore.
Così ho messo zampe nella casa
dove nonno Pippo è vissuto come un principe
e dove io ho combinato guai e disastri
senza che Lei, Irene, si arrabbiasse mai.
Adesso mi sono trasferito in un'altra città,
ho un giardino enorme e due amici stupendi,
Asia e Napo, con cui gioco tantissimo.
Sono superfelice.
Abbiate fiducia, quindi.
Il Bene arriva.
Siate bravi e state sereni.
Parola di Billy, Magnifico Setter Inglese,


P_Irene Navarra, Billy da cucciolissimo, AIArt e GraphicArt, 2 Gennaio 2026.


mercoledì 31 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Mi sei vicino.


A U.V.


P_Irene Navarra, Attraverso lo spirito, AIArt e GraphicArt, 31 Dicembre 2025.



Così questa mattina,
 seduta sul mio prato d'erba gelida,
ho fatto il Vuoto nella mente
e mentre il corpo si perdeva nell'aria rarefatta,
ho respirato a fondo
ed espirato a lungo.
Entrava argento di momenti nati insieme,
usciva il fango limaccioso del distacco
e le mie cellule fiorivano in promesse
che un riso in cielo confermava.
So che mi vedi.
Tu non m'hai lasciata.
Avrò ragione del dolore,
fluttuando nel tuo cuore grande.


martedì 30 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Ci ho provato.

 
Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.

P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025.



Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.





lunedì 29 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La vera Eternità.

 

P_Irene Navarra, La vera Eternità, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025



Che importa mai la fine individuale
per te che sei comunque
e solo temporaneamente
abitatore di un angolo di terra
(minuscolo e pieno di delizie
oppure smisurato e desolato)
in cui si compie ineluttabile
il fatto naturale della morte?

Davanti al fremito istintivo
di ogni particella chiara
già programmata a perdere
lo spazio in contrazione,
a dilatare la sua essenza
che in fondo è proprio l'unica
(perennemente l'unica)
a farla da padrona,
che importa mai la fine individuale?



domenica 28 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La torre della Muda (con Dante Alighieri).


I versi in calce a questa brevissima Introduzione sono di Dante Alighieri.
Mi risuonano nella mente e nel cuore da stamattina.
Ho riletto, pertanto, il Canto XXXIII dell'Inferno
e ritrovato il famosissimo episodio del Conte Ugolino della Gherardesca,
rinchiuso nella torre della Muda con figli e nipoti, per farli là morire di fame.

Già eran desti, e l'ora s'appressava
che 'l cibo ne solea esser addotto,
e per suo sogno ciascun dubitava;

e io senti' chiavar l'uscio di sotto
a l'orribile torre; ond'io guardai
nel viso a' mie' figliuoi sanza far motto.

(Dante Alighieri, Inferno, XXXIII, 43-48)


P_Irene Navarra, Nella torre della Muda, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025.



Liscio zampillo di una fonte
è l'eco come neve
di un giorno bisbigliato
e poi dimenticato tra due pause
su cui si abbatte il mare
violato nella notte
dai rami di una Luna
che ha scosso gemme argentee
e ha frantumato l'onda
con il pestello fitto dei suoi raggi,
molesti per chi vuole un po' di pace.

Dentro il mortaio resinato
s'impasta il cedro con il gelsomino.
Fluttua l'aroma nella torre della Muda.
Non basta per esorcizzare
la cipria dell'Alba
che sale con l'allodola fulgente.

(Rimodellarsi inevitabilmente.
Compiere il passo nell'assurdo della Luce.

Nessuno a farne un'adeguata cronaca.)


La spiegazione

    Mi trovo nella torre della Muda, a Pisa. Là dove si consumò l'orribile morte del Conte Ugolino della Gherardesca assieme a figli e nipoti. Sono immersa in un'esperienza sensoriale complessa. Dall'apertura a cui mi affaccio, vedo il mare, violentato dalla Luna con il "pestello fitto dei suoi raggi", molesti per chi, come me, cerca un po' di pace.
    Non provo dolore fisico.
    Sono stordita dal profumo di cedro e gelsomino, di consistenza quasi materica, che viene dall'esterno con il salire dell'Alba.
    I versi e le loro visioni sono privi di qualsiasi elemento positivo.
    Sta arrivando il giorno.
    L'intensificarsi dei suoi aromi speziati lo annuncia con forza, ma non porta conforto di Luce alcuna. Il chiarore mattutino si offre, invece, come un velo sottile, quasi impalpabile, che cerca, senza riuscirci, di esorcizzarne l'arrivo.
    Dopo il quale ripartiranno i miei giochi per rimodellarmi inevitabilmente.
    Il "passo nell'assurdo della Luce" trasforma la tragedia antica in un dramma esistenziale moderno. A ogni inizio giorno mi si impongono, in cicli rinnovati, sempre nuove maschere e nuove forme.
    Del tutto avulse da qualsiasi adeguata cronaca.
    La solitudine più feroce imprime il suo sigillo nel mio corpo.
    Che si lascia andare imbelle.
    Non c'è difesa.
    Non c'è preghiera atta a sconfiggerla.
    C'è solo un crudele autocannibalismo spirituale,
    Nel silenzio fondo di questo mio esistere adesso.