Visualizzazione post con etichetta #solitudine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #solitudine. Mostra tutti i post

mercoledì 31 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Mi sei vicino.


A U.V.


P_Irene Navarra, Attraverso lo spirito, AIArt e GraphicArt, 31 Dicembre 2025.



Così questa mattina,
 seduta sul mio prato d'erba gelida,
ho fatto il Vuoto nella mente
e mentre il corpo si perdeva nell'aria rarefatta,
ho respirato a fondo
ed espirato a lungo.
Entrava argento di momenti nati insieme,
usciva il fango limaccioso del distacco
e le mie cellule fiorivano in promesse
che un riso in cielo confermava.
So che mi vedi.
Tu non m'hai lasciata.
Avrò ragione del dolore,
fluttuando nel tuo cuore grande.


martedì 30 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Ci ho provato.

 
Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.

P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025.



Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.





lunedì 29 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La vera Eternità.

 

P_Irene Navarra, La vera Eternità, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025



Che importa mai la fine individuale
per te che sei comunque
e solo temporaneamente
abitatore di un angolo di terra
(minuscolo e pieno di delizie
oppure smisurato e desolato)
in cui si compie ineluttabile
il fatto naturale della morte?

Davanti al fremito istintivo
di ogni particella chiara
già programmata a perdere
lo spazio in contrazione,
a dilatare la sua essenza
che in fondo è proprio l'unica
(perennemente l'unica)
a farla da padrona,
che importa mai la fine individuale?



domenica 28 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La torre della Muda (con Dante Alighieri).


I versi in calce a questa brevissima Introduzione sono di Dante Alighieri.
Mi risuonano nella mente e nel cuore da stamattina.
Ho riletto, pertanto, il Canto XXXIII dell'Inferno
e ritrovato il famosissimo episodio del Conte Ugolino della Gherardesca,
rinchiuso nella torre della Muda con figli e nipoti, per farli là morire di fame.

Già eran desti, e l'ora s'appressava
che 'l cibo ne solea esser addotto,
e per suo sogno ciascun dubitava;

e io senti' chiavar l'uscio di sotto
a l'orribile torre; ond'io guardai
nel viso a' mie' figliuoi sanza far motto.

(Dante Alighieri, Inferno, XXXIII, 43-48)


P_Irene Navarra, Nella torre della Muda, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025.



Liscio zampillo di una fonte
è l'eco come neve
di un giorno bisbigliato
e poi dimenticato tra due pause
su cui si abbatte il mare
violato nella notte
dai rami di una Luna
che ha scosso gemme argentee
e ha frantumato l'onda
con il pestello fitto dei suoi raggi,
molesti per chi vuole un po' di pace.

Dentro il mortaio resinato
s'impasta il cedro con il gelsomino.
Fluttua l'aroma nella torre della Muda.
Non basta per esorcizzare
la cipria dell'Alba
che sale con l'allodola fulgente.

(Rimodellarsi inevitabilmente.
Compiere il passo nell'assurdo della Luce.

Nessuno a farne un'adeguata cronaca.)


La spiegazione

    Mi trovo nella torre della Muda, a Pisa. Là dove si consumò l'orribile morte del Conte Ugolino della Gherardesca assieme a figli e nipoti. Sono immersa in un'esperienza sensoriale complessa. Dall'apertura a cui mi affaccio, vedo il mare, violentato dalla Luna con il "pestello fitto dei suoi raggi", molesti per chi, come me, cerca un po' di pace.
    Non provo dolore fisico.
    Sono stordita dal profumo di cedro e gelsomino, di consistenza quasi materica, che viene dall'esterno con il salire dell'Alba.
    I versi e le loro visioni sono privi di qualsiasi elemento positivo.
    Sta arrivando il giorno.
    L'intensificarsi dei suoi aromi speziati lo annuncia con forza, ma non porta conforto di Luce alcuna. Il chiarore mattutino si offre, invece, come un velo sottile, quasi impalpabile, che cerca, senza riuscirci, di esorcizzarne l'arrivo.
    Dopo il quale ripartiranno i miei giochi per rimodellarmi inevitabilmente.
    Il "passo nell'assurdo della Luce" trasforma la tragedia antica in un dramma esistenziale moderno. A ogni inizio giorno mi si impongono, in cicli rinnovati, sempre nuove maschere e nuove forme.
    Del tutto avulse da qualsiasi adeguata cronaca.
    La solitudine più feroce imprime il suo sigillo nel mio corpo.
    Che si lascia andare imbelle.
    Non c'è difesa.
    Non c'è preghiera atta a sconfiggerla.
    C'è solo un crudele autocannibalismo spirituale,
    Nel silenzio fondo di questo mio esistere adesso.

mercoledì 24 dicembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Nel Vuoto).

 

P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIArt e GraphicArt, 23 Dicembre 2025.



    Il Vuoto attorno.
    Voglio essere immersa nel Vuoto.
    E che resti tale.
    Almeno per un po'.

    Arriveranno nuovi sentimenti e musica profumi che rinfrescano la mente. Lo so. Ci saranno sorrisi.
    Adesso però devo essere un punto, un graffio infinitesimo nel cosmo senza astri.
    Galleggiare priva di nostalgia.
    Sono talmente colma di pena che solo l'assenza totale di emozioni mi può salvare.
    Così potrei riprendere fiato.
    Nessun ricordo che insidi la mia necessaria apatia.

    Gli angoli delle labbra pesano.
    Fisicamente.
    Si piegano all'ingiù.
    Come una statua viva sento, ma non reagisco.
    Il cuore pulsa.
    Di paura.
    Non è il battito normale. Tutto in me è alterato.
    E mentre guardo in questa Notte d'ardesia, che desidero cieca e piatta, immagino Luna, diafana immortale, che nel mio Universo non c'è. Mi manca quest'amica silenziosa che ha accompagnato tutta la mia vita precedente.
    La privazione ha ritmato il mio ultimo anno.
Di privazione devo nutrirmi per uccidere la paura, sradicando ogni altro sentimento.

     Ora chiudo gli occhi e mi disancoro dalle cose usate. Lascio quanto ho amato finora.
    Mi annullo.
    Per smettere di patire.

    La mente è una lavagna intonsa.
    Io non subisco più attrazioni di sorta.
    Tuttavia vibro in ogni mia cellula.
    Quella naturale frequenza alla base della vita ha un suono sottile che si amplifica e diventa un'eco progressiva a segnare la via.
    Per ricominciare.
    Nel Vuoto si può.
    E là meditare.
    Sì. Si può meditare galleggiando nel Vuoto.
    Scartata la pur minima scoria di pensiero, 
abituandomi alla conseguente leggerezza, avrò la vita che sognavo?
    Di persuasione in persuasione muoverò qualche passo e accennerò a fragili sorrisi,
finché rivedrò Luna e le stelle.
     Poi, fuori dalla Notte anche la Luce sarà di nuovo mia.

Serenamente
adesso non riesco.
Vivo precaria.

giovedì 18 dicembre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Ho sussurrato nomi cari.



P_Irene Navarras, Nostalgia, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.



Ho attraversato il campo dietro la mia casa.
Fino al confine.
Di là vaste, selvagge distese di rovi.
Foglie dentate e frutti rinsecchiti
sillabavano parole in ombre dense.
Ho risposto sussurrando nomi cari.
Silenzio fondo dal manto spinoso.
Rotto di colpo da un biascicare d'acqua
oltre l'argine di zolle.
Mi sono detta È l'Isonzo.
Il suo Turchese soffocato dalla nebbia.
Ma il cuore traduceva tutto in note cupe.
Come di fango che lisciasse rive scarne.
Così sono tornata al mio silenzio attonito.
Alle pareti senza alcuna storia.
Là ho pregato.


Poesia / AmbiguaMente-Lirica: Errore - Errare.

Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Contrasto tra elementi primordiali.
Di me che osservo.
E trasformo il deserto in giardino.
Ma solo come finzione.
 

P_Irene Navarra, Disperazione, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.


Bruciata la pietraia,
affocate anche le creste,
vedevo ribollire il mare
al posto del deserto
in cui fioriscono le rose
solo se gli occhi
ne fingono il riverbero.

Cadeva quindi nell'opposto
il tempo del miraggio:
polvere di antimonio
che disperde la sua traccia
tendendo sempre
all'ombelico dell'oceano.

(E navigando per destino alla deriva.)

martedì 16 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza (Viaggio intimo e Noterelle critiche).

 Introduzione lirica alle Noterelle critiche sulla Percezione Sopravvivenza.

In lava viva
rinnovo il mio colore
di Furia astratta.
Gioco - Col fuoco abbaglio
l'anima - Ingenuamente.
#Tanka119
 
P_Irene Navarra, La Furia, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


La spiegazione
    
    Nella lirica Sopravvivenza esploro il tema della necessità di affermazione del sé profondo con le sue conseguenze, spesso subdole e distruttive.
    Il mio linguaggio è viscerale. 
    Assolutamente diretto.     
    Introspezione e densità metaforica sono le componenti caratteristiche dello scritto.
    Il cuore della poesia è la visione iniziale del "riso della bocca / sgorgante come lava".
    Il riso, tradizionalmente associato alla gioia e alla leggerezza, è qui sovvertito, assumendo una natura pericolosa e incontrollabile. La lava è simbolo potentissimo, evocante forza primordiale, calore intenso, distruzione e rimodellamento inesorabile.
    Ciò che vado cercando.
    Annientarmi per ricostruirmi, rimodellandomi.
    Così il desiderio di "possederla ancora / dopo averla sparsa" o di trasformarla in "rossetto di carminio solido" rivela il tentativo di dominio su vigore e passioni. Un tentativo di metaforizzare il caos spontaneo in un artificio (il rossetto), ovvero una maschera per coprire le "labbra incerte". Atto che è visto, tuttavia, come un regresso, un "ingenuo adattamento" a un'epoca in cui la sopravvivenza richiedeva – forse - solo un assetto superficiale di mimetismo.
    Rigetto, pertanto, questa operazione come una forma di auto-inganno datata. Ergo: riaffermo, con ironia, la natura indomita della lava: non è fragola o lampone.
    È "corrosivo ultimo".
    Ed è l'unica via per "alterare il paesaggio a proprio piacimento". Per esercitare, quindi, una vera influenza sulla dimensione circostante e, in modo emblematico, sulla propria realtà.
    La struttura argomentativa che parte da un'ipotesi ("Se agguati...") e giunge a una tesi finale ("È corrosivo ultimo...") si avvale di un ritmo serrato a versi irregolari che contribuiscono alla voluta atmosfera di tensione e di energia compressa.
    Con una chiusa perentoria e incisiva delineante un fatto inconfutabile, resto nondimeno consapevole del rischio sotteso all’uso autentico della parola.
    La dissimulazione, dunque, dopo l'immane turbine di esperienze rimane come spunto subliminale di una vita purtroppo fittizia.


· .

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza.

 
Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Potere derivante da una Distruzione quasi esiziale.
Che riprogramma Tutto.

P_Irene Navarra, Sopravvivenza, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


P_Irene Navarra, Inganno, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


venerdì 12 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sull'altalena della Luna (da Diplopie e Abbagli).

   
Sull'altalena della Luna,
le gambe a penzoloni dentro il vuoto,
mi dico l'illusione del moto circolare
di cui sono l'origine.

(In lontananza il punto denso della Terra.)

P_Irene Navarra, Sull'altalena della Luna, AIArt e GraphicArt, 12 Dicembre 2025.


La Luna come altalena, una metafora che trasforma il satellite quasi in un giocattolo celeste, subito associato a un senso di innocenza infantile e, contemporaneamente, di vertigine metafisica.
Nel vuoto non solo sidereo, ma anche emotivo ed esistenziale, suggerisco una sospensione a me usuale tra essere e non-essere, tra concretezza e vuoto.
Il moto è tuttavia illusorio.
C'è un autoinganno alla base di ciò. La visione soggettiva vige sovrana. La terra da lontano è ridotta a un punto denso, un concentrato di massa, di gravità, di problemi terreni, che ha poco peso data la distanza con il reale.
In tono contemplativo e malinconico, il soliloquio con me stessa accentua l'interiorità e la solitudine della situazione.
Me ne accorgo ora, alla rilettura di questo breve testo.
Il microcosmo di introspezione, dunque, in cui fluttuo, pone il paradosso dell'origine di questo ondeggiare volto all'autonomia.
Che è solo forma di miraggio consolatorio.

 

mercoledì 10 dicembre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Guardare il Tempo.

La meditazione di oggi.

P_Irene Navarra, Il Tempo nelle mie mani, AIArt olio, 10 Dicembre 2025.

Voglio avere il Tempo calmo
dell'alba che fiorisce in rosa e giallo croco.
Solo così lo vedo passare.
Il Tempo, intendo.
Solo così mi sento immacolato elleboro
o albero di prugne succulente da donare.
Ma adesso sono Irene
- in solitudine da scelta -
e conto la mia vita
nei solchi delle mani e delle guance
che il Tempo lo conoscono feroce.
In questo declinare inesorabile
volgo di rado gli occhi al Sole.
Ma è proprio il timido sguardare
che annuncia in me effimeri brillii.

Colti di squincio.
Rubati con fulminea destrezza.
riposti nell'anima svilita,
s'ntrecciano in collana di splendori
che m'appendo al collo.
Lunga tanto da arrivare al cuore.
E il cuore allora accenna un canto.
Di Rinascita essenziale.


martedì 2 dicembre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Se tutte le illusioni.



P_Irene Navarra, La terra desolata, AIArt  e GraphicArt,  2 Dicembre 2025.


 Se avessimo la forza di dissimulare
il gramo che c'è in noi
sotteso a ogni cambiamento,
allora - forse - potremmo farcela.
E l'orizzonte senza il viola-croco d'alba chiara
senza il fuoco del tramonto in foia
sarebbe ancora magico.
Ma io non ho quest'energia.
Sono incrinata.
Scheggiata come un vaso vecchio
che non tiene.
Mi chiudo al blando della nuova luce.
E piango.



martedì 28 ottobre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Di solitudine io vivo.

 



In fondo lo so:
ho sempre ballato da sola.
La solitudine per me è un fatto esistenziale.
Come la vita.
Come la morte.
Nulla mi spaventa
quanto il rumore della folla.
"Via dalla pazza folla" avevo scritto
in tempi non lontani.
Resto di quell'avviso.
Sì, ballo da sola.

E mentre vortico solenne
in sacro rito ormai,
l'aria mi leviga la pelle
e Luna e Sole si rincorrono
in me che rido,
guarendo ogni ferita.

Per il tema della solitudine vedi i seguenti link:









sabato 25 ottobre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: E andare.

 

P_Irene Navarra, Liberamente me, AIArt e GraphicArt, 25 Ottobre 2025.



Raccolta in me,
rifletto.
So che mi amo adesso.
La mia figura di una volta
dentro il velo delle palpebre.
Capelli bruni,
pelle di velluto,
cammino nella vita
a passo svelto.
Per un frammento d'anima
rivolta al poco già vissuto.
Temevo di guardarlo allora.
Nessuno mi dà il braccio.
La solitudine mi affranca.
E finalmente vado,
forte di me.
Farfalle nello stomaco,
brividi nel corpo.
Ho vent'anni
e - credo - il mondo in tasca.


venerdì 12 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 32 - Nel Vuoto e oltre (Gorizia).


P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIrt e GraphicArt, 12 Settembre 2025.


    Viaggio nel Vuoto alla ricerca di me.
    Oltre la soglia di quel Vuoto bianco sporco come un giglio calpestato potrò ricostruirmi.
    Passato ogni rancore, allento il corpo irrigidito nel contravveleno della Compassione.
    Così, con Lei, sorrido al correre frenetico di immagini create dalla mente.
    Ricordi si affoltano imprudenti.
    E là, lungo il discrimine tra il Nulla e il germogliare del vissuto, ci si metterà anche il cuore.
    A palpitare ancora.
    Sì. Perché ritorna l'illusione-maschera di ansie e inquietudine assassina.
    Che presto si denuda e accampa il suo vessillo nero nella mente: una prigione dove ridilaga vasto il maledetto Vuoto.
 
    Oh questa Notte! Questa strana Notte, che non è sorella, mentre rifiuta di offrirmi la sua seta per farmi riposare.

Itinerari
della mente allerta ~
Mere illusioni
che straniano l'istante ~
E ancora il Vuoto dentro.
#Tanka114

venerdì 29 agosto 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Il sorriso del Sole.

 



P_Irene Navarra, Le brume della notte si dissolvono, AIArt acquarello, 29 Agosto 2025.



Esco dalle brume della notte.
Rigenerata.
La pioggia ha dilavato il mio giardino.
Io con lui ho accolto
come in un rito di purificazione
i suoi scrosci violenti
- sferzate sulla pelle -
e le sue gocce rigogliose
che m'imbrillantano di Luce.
Alzo le mani al cielo ancora scuro.
Dialogo con lui.
So che mi ascolta.
E che mi sta guarendo.


Il Sole adesso nasce
dalla pozzanghera davanti a me.
Sorride.
Io me lo bevo
quel sorriso di nettare novello.
Scende nel cuore.
E qui si tace.


P_Irene Navarra, Il sorriso del Sole, AIArt acquarello, 29 Agosto 2025.



giovedì 28 agosto 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Nella mia notte.



P_Irene Navarra, Alla finestra, AIArt olio, 28 Agosto 2025.


La notte, la pioggia oltre la mia casa.
Alla finestra cerco l'aria.
Inspiro a fondo - espiro lentamente,
mentre il cuore a poco a poco
acquieta il battito feroce.

Fuori la pioggia intride tutto.
Anche la luce dei lampioni.
Guardo la strada.
Credo che la mia anima sia lì,
in quella pozza arancio spento
davanti al mio portone.
Con un sobbalzo avverto il Vuoto.
Dentro.
Mi faccio forza,
arretro in questo caos di senso
che si finge vita.
E allora anch'io mi fingo nel pensiero
parole di fiducia.

Ritornerai - lo so - anima bella.
E sarà festa grande.


P_Irene Navarra, Nella mia notte, AIArt olio e GraphicArt, 28 Agosto 2025.





domenica 24 agosto 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 29 - Ora che non ci sei ( Gorizia - casa mia e oltre).

 
A U.V.


P_Irene Navarra, Splendore, AIArt e GraphicArt, 24 Agosto 2025



    Ora che non ci sei, devo rifondare i miei punti cardinali. Nel senso che li ricolloco, scavando con le mani i loro alloggiamenti ai limiti del mio giardino rigoglioso.
    A tu per tu sola con Billy, mio straordinario Setter, guardo nel silenzio le tre lagerstroemie in fiore davanti al portico.
    Anche loro mi guardano e mi tendono i rami.
    Amiche piante, sono commossa.
    Grazie.
    Il Sole adesso sorge, e brilla in ogni filo d'erba umida di guazza.
    Provo a far svanire la nostalgia assassina in quel lucore.
    La Consapevolezza pura è adesso in me.
    Amo la sua non-esperienza che mi dà quiete e senso profondo di continuità, pur nel distacco ancora incandescente.
    Lei: un mare limpido dalle sfumature viola, in cui il mio spirito rinasce, una gentile culla liquida per il corpo stanco.
    In Lei mi lascio andare.
    Così, di onda lieve in onda lieve ritrovo la dolce danza della gioia.
    Non c'è più nulla oltre lo splendore di quel mare. E del suo tempo scritto in me.
    Sento che sto guarendo.
    Perché la perfezione del Creato - l'amore reso atto in esso - mi rinnova.
    Io sono ancora l'essere incorrotto dell'Inizio.
    E il Nuovo Giorno mi avvolge nel suo velo.


Però intuisco
che sei qui in Luce chiara ~
Dolore vano
credere al tuo naufragio
definitivamente.


venerdì 22 agosto 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Adattamento.

A mani giunte chiedo assistenza divina
per questa mia ricerca nel mare dell'Essere.

P_Irene Navarra, Il mare dell'essere, AIArt acquerello, 22 Agosto 2025.


E ripercorro l'ordine della mia Energia.
Ricerco l'onda dell'Origine,
la vibrazione dell'Inizio.
Di forma in forma ripercorro consapevole
il nucleo essenziale di questo me
che soffre e scalpita
per ritrovare la sua fonte
dove la calma è in sé conclusa,
dove il Pensiero si fa limpido
e il corpo langue
sapendo che sarà dal Nulla,
nelle bracciate tacite del buon nuotatore
che increspa appena il mare.


P_Irene Navarra, Calma piatta, AIArt acquerello, 22 Agosto 2025.