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domenica 19 luglio 2026

Poesia / La Cura: Soluzioni estreme (51).

 Sotto gli occhi attenti di Billy magnifico Setter inglese,
Fico riemerge dal gelo dell'Inverno.
Rinasce trionfando in foglie e frutti succosi.

P_Irene Navarra, Rinascita, AIArt e GraphicArt, 19 Luglio 2026.


Scavate per me una buca.
Abbastanza lunga da contenere la mia altezza
e profonda circa mezzo metro.
Legatemi le braccia. Morbidamente.
Con del filo di seta ocra chiara.
Adagiatemi dentro il mio giaciglio temporaneo,
coprendomi di foglie.
Un poco di terriccio sparso sopra
per tenermi al caldo.
Grazie.
Così sarò protetta dall'Inverno
e potrò rinforzare le mie fibre,
pronta per la Primavera
in cui risorgere
con rami nuovi già di verde tenerissimo.

Questa la tecnica per trapiantare al Nord
un fico cipriota.
Questa la tecnica per me
che sono figlia del Mediterraneo
e sola di solitudine prescelta
ma adesso non rigenerante.
Dormire mentre il gelo mi si scioglie attorno,
sarebbe cosa salutare.
Il Tempo, poi, darà al disagio leggerezza,
per abitare un mondo
dove articolare strategie
tagliando rami secchi.
E far sbocciare vita da ferite aperte,
con quel loro siero appiccicoso
che non mi lascia alzare il volo.
Finché nel Giugno trionfante nasce un frutto.
Rosso in cuore di prorompente sangue
e semi come soli.
Con il suo miele in lenti ghirigori
su labbra, mento e gola.
Incipit Vita Nova.*

* Dante Alighieri, Vita Nova, Capitolo I.

venerdì 10 luglio 2026

Poesia / La Cura: Stella cadente (49).


A U.V.

P_Irene Navarra, Stella cadente, AIArt e GraphicArt, 9 Luglio 2026.


E poi di notte guardare il cielo
e vedere una stella in libera caduta.
Guardarla mentre il mondo capovolto
palla di vetro in cui turbina tempesta -
torna pian piano al suo cobalto terso.
La mano di Dio scatenerà di nuovo
nevischio gelido sul cuore.
Solo per me.
Di grazia.

Ti troverò in rapidi baleni.
E sarà un abbraccio ancora.
In Luce.

giovedì 9 luglio 2026

Poesia / La Cura: Consapevolezza (48).

Spero che l'attuale, cruda Consapevolezza
di quanto è adesso la mia vita
sia un gradino della scala che mi porta in alto,
fuori dal credermi chiusa alla gioia.


P_Irene Navarra, Assenza, AIArt e GraphicArt, 9 Luglio 2026.


Una domanda mi sfreccia per la mente.
È una stella cadente.
Brilla per un attimo e poi scompare
inghiottita dalla solita notte.
Chi mi faceva credere di amarmi
non mi amava.
Chi ho amato per tutta la mia vita
- ed era respiro di luce -
non mi ama.

Adesso mi resta solo il Vuoto dell'Assenza
di chi mi amava davvero.



domenica 7 giugno 2026

Poesia / La Cura: Il quaderno segreto (45).

 A U.V.

P_Irene Navarra, Il quaderno dalle pagine d'oro, AIArt e GraphicArt, 7 Giugno 2026.


E scrivendo il tuo nome sul quaderno dei sogni,
mentre il sole del mattino colpisce la mia mano
e la illumina d'immenso,
Tu, mio amato, vedrai riversarsi vita
sulla carta resa preziosa dal tempo,
la carta d'oro antico che ci contiene.
Sorrideranno gli angeli alle spalle.
Tu mi guiderai la mano.
È torneranno i giorni delle parole complici.
Anche il silenzio avrà le sue storie.
Finché te ne andrai di nuovo.
Ma io sarò con te.

Qualcuno chiuderà il quaderno
e lo regalerà alle fiamme.
Così sia.



sabato 25 aprile 2026

Poesia / La Cura: Confessione (37).

A U.V.

P_Irene Navarra, Insieme, AIArt e GraphicArt, 26 Aprile 2026.


    Forse dovevo chiederti di portarmi con te, mio Amore della vita.
    Sarebbe stato tutto più facile.
    Per mano già ci tenevamo.
    Sarebbe bastato che tu mi trascinassi un po' e avremmo camminato insieme su sentieri di nuvola.
    Però tu non volevi questo "insieme".
    Tu volevi vita per me.
    Lo so.
    E ti dico:
    Ora vivo.
    Sì.
    In lotta, secondo per secondo, a cancellare quanto fa male.
    E fa male tutto.
    Forse dovevo chiederti di portarmi con te, mio Amore della vita.


Un breve balzo
e via con te, mio cuore.
Liberamente.

sabato 28 marzo 2026

Poesia / La Cura: Credevo futilmente (31).


 
P_Irene Navarra, Disperazione_La notte del 4 Marzo,  AIArt e GraphicArt, 28 Marzo 2026.


Scendono ancora lacrime
sugli anni inutili passati 
a persuadermi che il mondo fosse duro
con chi amavo.
E che così mi raccontava.
Credevo futilmente.
Sulla mia pelle - adesso -  ferite
in rughe come solchi
m'incidono fino al midollo.
Frutto di strazio urlato in luoghi ostili,
in stanze-grotta sigillata
dove giornate sterili
seguivano giornate vuote
nella trafila dell'isolamento.
Il mio dolore era un affronto.
Le mie richieste, pane muffito.
L'unica via il ritorno.
Billy con me.


lunedì 2 marzo 2026

Poesia / La Cura: Evanescente come il vetro (23).

 

P_Irene Naìvarra, Oltre i vetri la pioggia, AIArt e GraphicArt, 2 Marzo 2026.


Evanescente come il vetro
la lacrima sulla visione
che non è mai mia.

Ascolto il soffice cadere
di una pioggia lieve
ma non riesco a dipanare
il giorno
nella gloria del suo stare.


sabato 28 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Oltre i giochi della mente (23).


P_Irene Navarra, Nella stanza grigia della mente, AIArt e GraphicArt, 28 Febbraio 2026.


La mente ha oscuri corridoi,
stanze grigie da lasciare vuote,
cantine intrise di residui tossici.
Ha lande sterminate
piene di desolazione
che devo - drastica - evitare.

Terra Promessa è Oltre.

Dopo un anno di deserto
con tentazioni di pace astratta
scelgo il Distacco.
Non posso fare altro.
Se non stornare ogni residuo.
E così sia.





venerdì 6 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Alla ricerca del Tempo perduto (7).


Non c'è stabilità nella mia storia.
Talvolta mi illudo di esserci riuscita.
A riconquistare, intendo, un po' di quiete.
Poi ricado nel mio solito tormento.
 
P,_Irene Navarra, Il Buio avanza, AIArt olio, 6 Febbraio 2026.


Alla ricerca del Tempo perduto
sto esaurendo
quel che mi resta del giorno.

Nell'immanenza di questa follia
scivolo al Nulla.

lunedì 19 gennaio 2026

Poesia / Variazioni in Controcanto: Sul significato di "Toccare il cielo con un dito".

 

P_Irene Navarra, Il dubbio, AIArt olio, 20 Gennaio 2026.


Toccare il cielo con un dito…
Un'espressione di esultanza per i più.
Di gioia inesprimibile.

Per me…
l'ironica espressione di commiato
da ciò che di godibile ha la vita
nel suo agitarsi,
implodere per rapidi sobbalzi
e poi svanire.

lunedì 5 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La mia stagione (L'anello che non tiene).


P_Irene Navarra, Consapevolezza, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Il mio tempo di adesso
non è un buon tempo.
Al di là delle prevedibili, cicliche stagioni
sembra avere un'infida sostanza propria
del tutto aliena a equinozi e solstizi.
Promette e non mantiene.
Cercando la soluzione a questi giorni da Luna avvelenata e Sole nero,
sfoglio la me interiore come se fosse un diario autografo.
Colgo il colore sanguigno delle lettere
che formano parole solo di pena
e so così che il loro tempo
non può essere diverso da ciò che è.
Non c'è rinascita prossima,
né consolazione alcuna
all'infuori di una debole Speranza
che trascina le mie ore.
Questo è il tempo dell'Assenza.
Stagione, Lei, che non può essere buona.
Dovrò brindare con il suo vino inacidito ancora molto a lungo.
E così sia.

P_Irene Navarra, La mia stagione, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Questa che vivo
non è la Primavera generosa
amore-amato-amante,
l'Estate rossa di papaveri,
l'Autunno scarno nelle braccia
serrate a scrigno sull'Inverno.

Lei ha un profumo d'uva calda
pronta a versarsi nel mio tino,
possiede tutto
e tutto copre qualche volta
con le erbacce folte
o con la nebbia
priva di qualsiasi attitudine
a meno che non sia l'andare
avanti e indietro in banchi fitti
lasciando dei brandelli sulle cose
a camuffarle, trasformarle infida
se sgronda nubi diacce dalle mani
e gelo dal respiro,
se vuole alitarmi sulla fronte
o sprofondarmi l'indice nel cuore
girando e rigirando il suo bulino.

Lei non è mai leale. 
Deride l'attimo presente,
facendo balenare da una pergola
turgidi grappoli maturi
che appassiranno incolti.
E in quel fatale errare
mi perdo incerta.
Lei è il mio Nulla.

mercoledì 31 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Mi sei vicino.


A U.V.


P_Irene Navarra, Attraverso lo spirito, AIArt e GraphicArt, 31 Dicembre 2025.



Così questa mattina,
 seduta sul mio prato d'erba gelida,
ho fatto il Vuoto nella mente
e mentre il corpo si perdeva nell'aria rarefatta,
ho respirato a fondo
ed espirato a lungo.
Entrava argento di momenti nati insieme,
usciva il fango limaccioso del distacco
e le mie cellule fiorivano in promesse
che un riso in cielo confermava.
So che mi vedi.
Tu non m'hai lasciata.
Avrò ragione del dolore,
fluttuando nel tuo cuore grande.


martedì 30 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Ci ho provato.

 
Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.

P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025.



Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.





lunedì 29 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La vera Eternità.

 

P_Irene Navarra, La vera Eternità, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025



Che importa mai la fine individuale
per te che sei comunque
e solo temporaneamente
abitatore di un angolo di terra
(minuscolo e pieno di delizie
oppure smisurato e desolato)
in cui si compie ineluttabile
il fatto naturale della morte?

Davanti al fremito istintivo
di ogni particella chiara
già programmata a perdere
lo spazio in contrazione,
a dilatare la sua essenza
che in fondo è proprio l'unica
(perennemente l'unica)
a farla da padrona,
che importa mai la fine individuale?



domenica 28 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La torre della Muda (con Dante Alighieri).


I versi in calce a questa brevissima Introduzione sono di Dante Alighieri.
Mi risuonano nella mente e nel cuore da stamattina.
Ho riletto, pertanto, il Canto XXXIII dell'Inferno
e ritrovato il famosissimo episodio del Conte Ugolino della Gherardesca,
rinchiuso nella torre della Muda con figli e nipoti, per farli là morire di fame.

Già eran desti, e l'ora s'appressava
che 'l cibo ne solea esser addotto,
e per suo sogno ciascun dubitava;

e io senti' chiavar l'uscio di sotto
a l'orribile torre; ond'io guardai
nel viso a' mie' figliuoi sanza far motto.

(Dante Alighieri, Inferno, XXXIII, 43-48)


P_Irene Navarra, Nella torre della Muda, AIArt e GraphicArt, 28 Dicembre 2025.



Liscio zampillo di una fonte
è l'eco come neve
di un giorno bisbigliato
e poi dimenticato tra due pause
su cui si abbatte il mare
violato nella notte
dai rami di una Luna
che ha scosso gemme argentee
e ha frantumato l'onda
con il pestello fitto dei suoi raggi,
molesti per chi vuole un po' di pace.

Dentro il mortaio resinato
s'impasta il cedro con il gelsomino.
Fluttua l'aroma nella torre della Muda.
Non basta per esorcizzare
la cipria dell'Alba
che sale con l'allodola fulgente.

(Rimodellarsi inevitabilmente.
Compiere il passo nell'assurdo della Luce.

Nessuno a farne un'adeguata cronaca.)


La spiegazione

    Mi trovo nella torre della Muda, a Pisa. Là dove si consumò l'orribile morte del Conte Ugolino della Gherardesca assieme a figli e nipoti. Sono immersa in un'esperienza sensoriale complessa. Dall'apertura a cui mi affaccio, vedo il mare, violentato dalla Luna con il "pestello fitto dei suoi raggi", molesti per chi, come me, cerca un po' di pace.
    Non provo dolore fisico.
    Sono stordita dal profumo di cedro e gelsomino, di consistenza quasi materica, che viene dall'esterno con il salire dell'Alba.
    I versi e le loro visioni sono privi di qualsiasi elemento positivo.
    Sta arrivando il giorno.
    L'intensificarsi dei suoi aromi speziati lo annuncia con forza, ma non porta conforto di Luce alcuna. Il chiarore mattutino si offre, invece, come un velo sottile, quasi impalpabile, che cerca, senza riuscirci, di esorcizzarne l'arrivo.
    Dopo il quale ripartiranno i miei giochi per rimodellarmi inevitabilmente.
    Il "passo nell'assurdo della Luce" trasforma la tragedia antica in un dramma esistenziale moderno. A ogni inizio giorno mi si impongono, in cicli rinnovati, sempre nuove maschere e nuove forme.
    Del tutto avulse da qualsiasi adeguata cronaca.
    La solitudine più feroce imprime il suo sigillo nel mio corpo.
    Che si lascia andare imbelle.
    Non c'è difesa.
    Non c'è preghiera atta a sconfiggerla.
    C'è solo un crudele autocannibalismo spirituale,
    Nel silenzio fondo di questo mio esistere adesso.

mercoledì 24 dicembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Nel Vuoto).

 

P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIArt e GraphicArt, 23 Dicembre 2025.



    Il Vuoto attorno.
    Voglio essere immersa nel Vuoto.
    E che resti tale.
    Almeno per un po'.

    Arriveranno nuovi sentimenti e musica profumi che rinfrescano la mente. Lo so. Ci saranno sorrisi.
    Adesso però devo essere un punto, un graffio infinitesimo nel cosmo senza astri.
    Galleggiare priva di nostalgia.
    Sono talmente colma di pena che solo l'assenza totale di emozioni mi può salvare.
    Così potrei riprendere fiato.
    Nessun ricordo che insidi la mia necessaria apatia.

    Gli angoli delle labbra pesano.
    Fisicamente.
    Si piegano all'ingiù.
    Come una statua viva sento, ma non reagisco.
    Il cuore pulsa.
    Di paura.
    Non è il battito normale. Tutto in me è alterato.
    E mentre guardo in questa Notte d'ardesia, che desidero cieca e piatta, immagino Luna, diafana immortale, che nel mio Universo non c'è. Mi manca quest'amica silenziosa che ha accompagnato tutta la mia vita precedente.
    La privazione ha ritmato il mio ultimo anno.
Di privazione devo nutrirmi per uccidere la paura, sradicando ogni altro sentimento.

     Ora chiudo gli occhi e mi disancoro dalle cose usate. Lascio quanto ho amato finora.
    Mi annullo.
    Per smettere di patire.

    La mente è una lavagna intonsa.
    Io non subisco più attrazioni di sorta.
    Tuttavia vibro in ogni mia cellula.
    Quella naturale frequenza alla base della vita ha un suono sottile che si amplifica e diventa un'eco progressiva a segnare la via.
    Per ricominciare.
    Nel Vuoto si può.
    E là meditare.
    Sì. Si può meditare galleggiando nel Vuoto.
    Scartata la pur minima scoria di pensiero, 
abituandomi alla conseguente leggerezza, avrò la vita che sognavo?
    Di persuasione in persuasione muoverò qualche passo e accennerò a fragili sorrisi,
finché rivedrò Luna e le stelle.
     Poi, fuori dalla Notte anche la Luce sarà di nuovo mia.

Serenamente
adesso non riesco.
Vivo precaria.

giovedì 18 dicembre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Ho sussurrato nomi cari.



P_Irene Navarras, Nostalgia, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.



Ho attraversato il campo dietro la mia casa.
Fino al confine.
Di là vaste, selvagge distese di rovi.
Foglie dentate e frutti rinsecchiti
sillabavano parole in ombre dense.
Ho risposto sussurrando nomi cari.
Silenzio fondo dal manto spinoso.
Rotto di colpo da un biascicare d'acqua
oltre l'argine di zolle.
Mi sono detta È l'Isonzo.
Il suo Turchese soffocato dalla nebbia.
Ma il cuore traduceva tutto in note cupe.
Come di fango che lisciasse rive scarne.
Così sono tornata al mio silenzio attonito.
Alle pareti senza alcuna storia.
Là ho pregato.


Poesia / AmbiguaMente-Lirica: Errore - Errare.

Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Contrasto tra elementi primordiali.
Di me che osservo.
E trasformo il deserto in giardino.
Ma solo come finzione.
 

P_Irene Navarra, Disperazione, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.


Bruciata la pietraia,
affocate anche le creste,
vedevo ribollire il mare
al posto del deserto
in cui fioriscono le rose
solo se gli occhi
ne fingono il riverbero.

Cadeva quindi nell'opposto
il tempo del miraggio:
polvere di antimonio
che disperde la sua traccia
tendendo sempre
all'ombelico dell'oceano.

(E navigando per destino alla deriva.)

martedì 16 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza (Viaggio intimo e Noterelle critiche).

 Introduzione lirica alle Noterelle critiche sulla Percezione Sopravvivenza.

In lava viva
rinnovo il mio colore
di Furia astratta.
Gioco - Col fuoco abbaglio
l'anima - Ingenuamente.
#Tanka119
 
P_Irene Navarra, La Furia, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


La spiegazione
    
    Nella lirica Sopravvivenza esploro il tema della necessità di affermazione del sé profondo con le sue conseguenze, spesso subdole e distruttive.
    Il mio linguaggio è viscerale. 
    Assolutamente diretto.     
    Introspezione e densità metaforica sono le componenti caratteristiche dello scritto.
    Il cuore della poesia è la visione iniziale del "riso della bocca / sgorgante come lava".
    Il riso, tradizionalmente associato alla gioia e alla leggerezza, è qui sovvertito, assumendo una natura pericolosa e incontrollabile. La lava è simbolo potentissimo, evocante forza primordiale, calore intenso, distruzione e rimodellamento inesorabile.
    Ciò che vado cercando.
    Annientarmi per ricostruirmi, rimodellandomi.
    Così il desiderio di "possederla ancora / dopo averla sparsa" o di trasformarla in "rossetto di carminio solido" rivela il tentativo di dominio su vigore e passioni. Un tentativo di metaforizzare il caos spontaneo in un artificio (il rossetto), ovvero una maschera per coprire le "labbra incerte". Atto che è visto, tuttavia, come un regresso, un "ingenuo adattamento" a un'epoca in cui la sopravvivenza richiedeva – forse - solo un assetto superficiale di mimetismo.
    Rigetto, pertanto, questa operazione come una forma di auto-inganno datata. Ergo: riaffermo, con ironia, la natura indomita della lava: non è fragola o lampone.
    È "corrosivo ultimo".
    Ed è l'unica via per "alterare il paesaggio a proprio piacimento". Per esercitare, quindi, una vera influenza sulla dimensione circostante e, in modo emblematico, sulla propria realtà.
    La struttura argomentativa che parte da un'ipotesi ("Se agguati...") e giunge a una tesi finale ("È corrosivo ultimo...") si avvale di un ritmo serrato a versi irregolari che contribuiscono alla voluta atmosfera di tensione e di energia compressa.
    Con una chiusa perentoria e incisiva delineante un fatto inconfutabile, resto nondimeno consapevole del rischio sotteso all’uso autentico della parola.
    La dissimulazione, dunque, dopo l'immane turbine di esperienze rimane come spunto subliminale di una vita purtroppo fittizia.


· .

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza.

 
Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Potere derivante da una Distruzione quasi esiziale.
Che riprogramma Tutto.

P_Irene Navarra, Sopravvivenza, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


P_Irene Navarra, Inganno, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.