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mercoledì 27 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 6 - Fuori dalla nebbia).

Parco Basaglia, Gorizia
27 Maggio 2026
Ore 15,45

P_Irene Navarra, Alla finestra, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.


    E sono qui a rantolarmi l'ora nell'attesa dell'appuntamento.
    Con il fiato corto.
    Respiro il verde morbido di un cedro giovane oltre i vetri e le inferriate di questa stanza piena di storie.
    Anche la mia vi ha radicato mentre si va dipanando piano nelle nuove ore risicate della vita.
    La vecchia vita fulgeva di Bellezza ormai ineguagliabile.
    La nuova vita è ancora rintanata tutta nella mente.
    Si sta formando.
    Accontentarsi per adesso è il motto.

I piedi in danza.
Sono a Cuba e intono un canto.
Guantanamera
espande la sua Luce
nella mia nebbia oscura.

    C'è una Chiesetta dietro il cedro giovinetto.
    Sconsacrata.
    Ma ancora piena di parole.
    E di benedizioni a noi che siamo qui a rantolarci l'ora.
    Ne vedo il luccicare come porporina lieve attorno al campanile.
    Salgono nell'azzurro.
    Io con loro.

P_Irene Navarra, La Chiesetta del Miracolo, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.



Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 5 - I ricordi buoni).

A U.V.

P_Irene Navarra, Nella mia casa, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.


    Tornare alla mia solitudine intessuta di ricordi con Billy Setter inglese al fianco: una scelta coraggiosa ma necessaria.
    La ribellione decisa a una vita che non potevo accettare.
    Oh, la bellezza di questi pomeriggi passati tra i muri freschi della casa tanto amata. E le mattine nel giardino ombroso di faggi.
    In ogni angolo del mio Qua attuale ci sei tu.
    Ti vedo e ti sento mentre mi sussurri sorridendo che sei libero e che io ho il mio posto speciale nel tuo cuore di luce.
    Sorrido al tuo sorriso mentre la serenità timidamente riemerge dal passato per consolarmi un poco.
    Allora so che mi stai tenendo per mano.

In gioia ancora.
Tra i faggi riposare
con te accanto.


giovedì 21 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 4 - Saprò accogliere la pioggia).


    20 Maggio 2026
    Ore 18.45

P_Irene Navarra, Pioggia gentile, AIArt e GraphicArt, 20 Maggio 2026.


    Oh, quest'odore di polline bagnato.
    Lo respiro profondamente e un carosello di colori mi si espande dentro.

    Oggi la pioggia è gentile.
    Non stanca la terra.
    La ammorbidisce, con grazia la rende più bella.
    E i fiori la omaggiano alzando le corolle e muovendo le foglie al suo ritmo.
    Un suono di campane arriva dalla chiesa dei SS Vito e Modesto. La mia parrocchia. Dove mi siedo sempre nel banco colpito da un raggio di luce dall'alta vetrata che porta al cielo.

    So accogliere la pioggia e farmi nuova.
    Almeno per un momento.
    Un Angelo mi sfiora.
    Capita
    Così, senza preavviso.
    Capita.
La terra accoglie
questa pioggia gentile.
D'oro una striscia
danza nel cielo grigio.
In lei io volo. Lieve.

martedì 12 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 3 - Pioggia).


P_Irene Navarra, Nella stanza segreta, AIArt e GraphicArt, 11 Maggio 2026.


    11 maggio 2026
    Ore 16.10

    Il rumore della pioggia sul tetto, Billy vicino a me, una piccola luce nel cuore.
    Forse inizia un viaggio nella Bellezza pura delle piccole cose.
    La stessa che un tempo mi accompagnava in ogni momento della giornata.
    Non desidero altro.
    L'atmosfera fuori è grigia. Il cielo sembra di grafite.
    Amo quest'aria di perla rara.
    Mi chiudo a nido.
    Raccolgo le sensazioni nella stanza segreta in cui sapevo godere di ogni voce naturale che si amplificava nell'anima, donandomi una profonda letizia.
    Il sorriso dell'Universo.
    E con la letizia ritorna a me, come un vento improvviso, la gioia del conversare con chi amavo e non c'è più.
    Senza dolore, però.
    Lo splendore di allora mi conforta.
    Sono stata fortunata.
    Ho provato molto.
    Dei doni avuti ringrazio.
    E vado con fiducia verso quel che mi resta del giorno.

Sto rivivendo.
Come una merla canto
pur nella pioggia.

domenica 10 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 2 - Gioia).



P_Irene Navarra, Ricordi buoni, AIArt e GraphicArt, 10 Maggio 2026.



    10 Maggio 2026.
    Ore 6.11

    Distesa a letto, rileggo il diario di ieri.
    Avere la certezza di una sconfitta del mostro che mi incalza da troppo tempo mi rende forte.
    Per il momento respiro bene.
    Provo gratitudine per questa piccola pausa dalla sofferenza ormai ospite assidua di quel che mi resta del giorno.
    Adesso chiudo gli occhi, distendo il corpo, arto per arto, e mi lascio andare.
    Vuoto nella mente.
    La visione.

    Sto nuotando nel mare di Cherso con Emma Golden Retriever che mi sfiora e incalza. Così metto le mani sul suo corpo e lei mi porta prima al largo e poi alla spiaggia. Là riposiamo sullo stesso asciugamano.
    Ci piace moltissimo goderci il sole e i profumi dell'isola nella pace assoluta delle sue solitarie calette.
    Stiamo bene.
    Resto in questa palla magica di Bellezza naturale.
    A lungo.
    Prego che niente e nessuno la rovescino causando la solita tempesta di ansia e dolore.
    Almeno per un po'.

Dentro i ricordi
per vivere leggera.
Conquista pura.


sabato 9 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 1 - Giorno infausto).



P_Irene Navarra, Giorno infausto, AIArt e GraphicArt, 9 Maggio 2026.


    9 Maggio 2026
    Ore 7.00

    Meditazione con Brian Weiss per gestire lo stress. A letto. Appena sveglia.
Respirazione profonda, visioni di giardini e isole, spiriti guida in sostegno.
    I pensieri che, comunque, vanno.
    Tutto quasi bene.
    Poi mi sono alzata.
    Avevo un leggero affanno.
    Disagio latente.
    Ho preparato il farmaco.
    Mentre facevo scendere le gocce nell'acqua, un colpo improvviso nel corpo, dispnea in crescita, intorpidimento alle dita, confusione, vertigini.
    Panico.
    Oddio di nuovo.
    Panico.
    Devo uscirne.
    Provo il vecchio metodo.
    Così canto e ballo, batto i piedi  salto, sposto cose urlo in spagnolo Guantanamera:
"Mi verso es de un verde claro / y de un carmin encendido / my verso es un ciervo herido / que busca en el monte amparo".
    Canto urlo invento.
    Invento invento invento.
    Creo.

Il mio verso è un vento nero
che mi dilaga dentro il petto.
È nebbia di metallo fuso
che mi comprime il cervello.
È cenere sottile, del fuoco
che mi inibisce il fiato.
 
    Sul ritmo di Guantanamera canto canto canto.
    E corro per la casa.
    Corro corro corro.
    Ogni cellula fibrilla in un suo codice oscuro, ma il formicolio alle dita sta svanendo.
    Sono abbastanza stabile.
    Le mie cellule fibrillano ancora.
    Meno però.
    A poco a poco sempre meno.
    Non ho più paura.

    Grazie, Signore.
    Ce la sto facendo.

    Ore 10.00


sabato 7 febbraio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Breve Viaggio Intimo in ciò che resta (Cherso - Padova).

    
    Un tempo pensavo che se fosse crollato il cielo, noi saremmo caduti insieme.
    Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
    Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
    La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
    Sotto il costone di Lubenice.
    In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
    Un mare dalla voce buona.
    Screziato dal sole del meriggio.
    Splendente.
    Come splendevamo noi.
    Per gioia immensa.
   
Google AI
P_Irene Navarra, Lubenice, AIArt olio e GraphicArt, 6 Febbraio  2026.


C'è stato un tuono
e tu, vita della mia vita,
hai perso le ali -
Io resto qui, legata,
e aspetto il tuo sorriso.
#Tanka120

mercoledì 24 dicembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Nel Vuoto).

 

P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIArt e GraphicArt, 23 Dicembre 2025.



    Il Vuoto attorno.
    Voglio essere immersa nel Vuoto.
    E che resti tale.
    Almeno per un po'.

    Arriveranno nuovi sentimenti e musica profumi che rinfrescano la mente. Lo so. Ci saranno sorrisi.
    Adesso però devo essere un punto, un graffio infinitesimo nel cosmo senza astri.
    Galleggiare priva di nostalgia.
    Sono talmente colma di pena che solo l'assenza totale di emozioni mi può salvare.
    Così potrei riprendere fiato.
    Nessun ricordo che insidi la mia necessaria apatia.

    Gli angoli delle labbra pesano.
    Fisicamente.
    Si piegano all'ingiù.
    Come una statua viva sento, ma non reagisco.
    Il cuore pulsa.
    Di paura.
    Non è il battito normale. Tutto in me è alterato.
    E mentre guardo in questa Notte d'ardesia, che desidero cieca e piatta, immagino Luna, diafana immortale, che nel mio Universo non c'è. Mi manca quest'amica silenziosa che ha accompagnato tutta la mia vita precedente.
    La privazione ha ritmato il mio ultimo anno.
Di privazione devo nutrirmi per uccidere la paura, sradicando ogni altro sentimento.

     Ora chiudo gli occhi e mi disancoro dalle cose usate. Lascio quanto ho amato finora.
    Mi annullo.
    Per smettere di patire.

    La mente è una lavagna intonsa.
    Io non subisco più attrazioni di sorta.
    Tuttavia vibro in ogni mia cellula.
    Quella naturale frequenza alla base della vita ha un suono sottile che si amplifica e diventa un'eco progressiva a segnare la via.
    Per ricominciare.
    Nel Vuoto si può.
    E là meditare.
    Sì. Si può meditare galleggiando nel Vuoto.
    Scartata la pur minima scoria di pensiero, 
abituandomi alla conseguente leggerezza, avrò la vita che sognavo?
    Di persuasione in persuasione muoverò qualche passo e accennerò a fragili sorrisi,
finché rivedrò Luna e le stelle.
     Poi, fuori dalla Notte anche la Luce sarà di nuovo mia.

Serenamente
adesso non riesco.
Vivo precaria.

mercoledì 10 dicembre 2025

Poesia e Prosa / Haibun; Viaggio intimo 36: Piccola speranza (Quel che mi resta del giorno - Padova).


    Forse stamattina mi è successo qualcosa di speciale.
    Dopo tanto tempo ho sorriso al Sole che sale all'orizzonte.

    In questo viaggio che mi ha portata lontano dalla mia Terra benedetta, l'adattamento ha giocato un ruolo sostanziale e necessario.
    Con fatica sono uscita dalla dimensione delle lacrime per entrare in quella degli sguardi che riconoscono le infinitesime cose veramente importanti.
    Così ho capito che anche qui, nella mia nuova dimora, l'Alba gioca un ruolo cruciale nel contesto del correre delle ore. Seduta nel vasto campo attorno a me, con il Sole di fronte, l'ho visto arrampicarsi nel cielo e ho realizzato la sua bellezza. Tutto si stava ammantando di rosa, di giallo, mentre una nebbia azzurra esalava dall'erba a ciuffi, densa e forte. Rugiadosa di goccioline d'acqua brillante.
    Come potevo non essermene accorta prima?
    L'anima chiusa ritornava alla mia campagna, al fiume che mi aveva vista nascere, alla casa costruita con amore infinito.
    Creatura sradicata vagavo ciecamente assorta nella mancanza assoluta, intrisa di nostalgia assassina.

    Ora l'itinerario della vita si snoda nuovamente.
    Il distacco dal passato è una formula di sopravvivenza.
    Nell'Alba di qui ho ritrovato la mia Alba, nell'erba le zolle dei campi attorno al luogo dove inizia a balenare quanto resta del mio giorno.
    Posso rinascere.
    Troverò il cantuccio adatto a me in cui meditare assorta nel Creato, con il Tutto che mi accoglie e riconosce.
    Riposerò nella dolcezza di un fluire più lento.
    Salutare.


P_Irene Navarra, In gloria, AIArt pastelli e olio, 10 Dicembre 2025.


Sorrido al Sole
di quasi Inverno - Oggi
mi sento in Gloria.


mercoledì 26 novembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 35 - Nel grigio - (Tre giorni ne "La terra di nessuno").

 


P_Irene Navarra, Nel grigio, http:// e GraphicArt, 26 Novembre 2025.

    
    Scendo in me.
    Non voglio.
    Tuttavia è inevitabile. 
    Affronto i ricordi che affiorano.
    Tutto è grigio in questa stanza che mi contiene. La memoria ha sfumature tristi che si espandono attorno ricoprendo lo splendore delle cose. Anche il mio fiume, l'amato Isonzo allora di turchese e smeraldo, nella rimembranza scorre limaccioso sotto un Sole spento. I suoi colori si uniformano al cuore dal battito quasi impercettibile.
    Tremo.
    Non ho la forza di affrontare tanto strazio.
    Le lacrime scendono spontanee.
    Il corpo si accartoccia.
    A difesa.
    Non lo sopporto, questo Mondo Nuovo, così diverso.
    Rivedo la mia Terra benedetta, il giardino, la casa, ormai spoglia e fredda.
    Mia, però..
    Il grigio dilaga.
    Sono prigioniera in una stanza dalle pareti smorte, senza aperture e vie di fuga.
    Le lacrime continuano a sgorgare, rubandomi la Luce del cuore.
    Penso che la fine non sia un male.

Tre giorni atroci.
Molto il veleno in loro.
Ma la memoria
vera dov'è filtrata?
Grigio assassino in me.
#Tanka115

    Raccolgo le forze, respirando piano
    Cerco lo stupore di sempre.
    Anche l'Autunno qui sembra diverso.
    Le tinte blande, l'aria mai cristallina, l'erba fradicia di umore.
    Niente scricchiolio di gelo la mattina, niente fiato che si rapprende, niente...
    Oh, mio infinito e buon Signore, dammi una scintilla, soffia in me la forza primordiale delle origini. Che le mie unghie siano frammenti di pietra carsica, e le braccia mi facciano volare ancora verso i piedi azzurri delle colline all'orizzonte usuale.
    Al solo chiudersi degli occhi su questa dimensione.
    Forse bella.
    Ma non mia.



sabato 4 ottobre 2025

Poesia e Prosa / Nuovo Mondo: Solo la Luna. Comunque Haibun (34).


Nero d'Inferno
nella notte attorno a me.
Splende e si fa maestra
di Salvezza eterna.


P_Irene Navarra, Solo la Luna, AIArt e GraphicArt, 4 Ottobre 2025.


Perché Solo la Luna.
Rifletto su questo titolo nato d'istinto
che mi tiene ancorata, evidentemente, a qualcosa di profondo.
Forse lo so.
L'amica Luna mi aspetta imperturbabile.
Sorride.
Grande astro, fulgente di Luce perlata.
Intima Luce perlata.
Solo qualche macchia lieve la ombreggia.
E anche se del vapore la sfarina ai bordi,
Lei non cede.
Resiste impavida.
Per me, lo so.

Ogni passeggiata al suo chiarore
segna i confini di una semplice Stoà
in cui Lei è la maestra e io ascolto.
Capisco che mi chiama,
con i raggi candidi
riverberanti sul cammino.
Così raccolgo la mia anima
e mi rivolgo a Lei
che si compiace.

P_Irene Navarra, Luna e Irene, AIArt e GraphicArt, 4 Ottobre 2025. 

Stoà (o stóa) è un termine greco antico che significa "portico" e si riferisce a un tipo di edificio architettonico che era una lunga struttura coperta e colonnata, spesso situata nelle piazze cittadine. Il termine viene anche usato, in senso figurato, per indicare la scuola filosofica dello stoicismo, fondata da Zenone di Cipro (Cizio: 361 o 336-5 a.C. / Atene: 263 a.C.) sotto i portici di Atene, poiché questi luoghi erano centri di dialogo e confronto. 

lunedì 15 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 33 - Affinità (Gorizia).

 
P_Irene Navarra, Insieme, AIArt e GraphicArt, 13 Settembre 2025


   Nel corso della mia esistenza ho avuto poche affinità con gli umani.
    Moltssime con i cani.
    Sono le creature che più amo.
    Per certe peculiari caratteristiche credo di essere stata un cane in qualche mia vita precedente.
    Il naso attaccato all'erba del giardino, vicino al tartufo del mio Billy Setter straordinario, spesso cerco di annusare tracce - quelle che annusa Lui - inesistenti per la maggior parte degli umani.
    Talvolta colgo aromi sottili e presenze invisibili, le condivido con il mio quattrozampe amato e sto bene.
    Sono convinta che Lui mi consideri un suo simile perché me lo chiede proprio, di fare quello che fa Lui. Ovvero: insinuarmi nelle siepi di lauroceraso in cerca di nidi, saltare sui muretti del giardino, rincorrere le cavallette e mangiarmele, buttare scarpe, ciabatte, peluches e giocattoli vari in piscina. A qualcosa, naturalmente, mi nego con decisione. Non amo ingurgitare insetti. A qualcosa mi sottraggo gentilmente. Non ho più l'età per balzare su e giù dai muretti, non posso infilarmi nelle siepi perché il fisico non me lo consente, mi sembra sconveniente salire sui mobili, e usare la carta igienica per infiorettare la casa. Tuttavia altre cose le eseguo, stando ai suoi ordini. Lanciare roba in piscina mi sembra un divertimento possibile.
    E mi rallegro. Anche nelle giornate più buie e disperate.
    Vivere con un cane è, dunque, quanto di più soddisfacente, dolce, fangoso con la pioggia, dannatamente impegnativo sempre, esista. Esperienziale a 360°.
    Vivere con Billy è anche avventuroso perché Lui è un cane da caccia tra i più scatenati io abbia mai conosciuto. Nipote del mio precedente Setter Pippo, un aristocratico dotato di sprezzatura, non ha proprio ereditato il suo carattere. Mi dicono che la madre, Susi, fosse parecchio, proprio parecchio turbinosa.
    In sintesi: ho accantonato l'illusione di educarlo a diventare un gentledog.
    Non lo sarà mai.
    E ne sono felice.
    Con la sua esuberante vivacità mi ha ancorata al presente nel momento più doloroso della mia esistenza.
    Se poi siamo in tre, Lui è oltremodo gioioso.
    Quando viene mia figlia, infatti, la casa diventa campo aperto di corse e marachelle infinite. Tutto frutto della consapevolezza che le giornate passate insieme saranno ricche di escursioni interessantissime.
    L'affinità è il sale della vita.


Un tocco umido
sul polpaccio ~ È Billy ~
Setter in gioco.




venerdì 12 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 32 - Nel Vuoto e oltre (Gorizia).


P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIrt e GraphicArt, 12 Settembre 2025.


    Viaggio nel Vuoto alla ricerca di me.
    Oltre la soglia di quel Vuoto bianco sporco come un giglio calpestato potrò ricostruirmi.
    Passato ogni rancore, allento il corpo irrigidito nel contravveleno della Compassione.
    Così, con Lei, sorrido al correre frenetico di immagini create dalla mente.
    Ricordi si affoltano imprudenti.
    E là, lungo il discrimine tra il Nulla e il germogliare del vissuto, ci si metterà anche il cuore.
    A palpitare ancora.
    Sì. Perché ritorna l'illusione-maschera di ansie e inquietudine assassina.
    Che presto si denuda e accampa il suo vessillo nero nella mente: una prigione dove ridilaga vasto il maledetto Vuoto.
 
    Oh questa Notte! Questa strana Notte, che non è sorella, mentre rifiuta di offrirmi la sua seta per farmi riposare.

Itinerari
della mente allerta ~
Mere illusioni
che straniano l'istante ~
E ancora il Vuoto dentro.
#Tanka114

domenica 7 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 31: Tra le mie Rose (Gorizia - Il mio giardino).

 

P_Irene Navarra, Tra le mie rose, AIArt e GraphicArt, 6 Settembre 2025.


    Le tocco e mi rimane il giallo sulle dita.
    A occhi chiusi sento il loro Sole che si espande in raggi di sereno.
    L'anima-arcobaleno non deve perderlo, quel gioco giallo caldo trasgrediente ogni pudore.
    Così m'imprimo dentro tutte le parole che annunciano la gioia.
    Diluvi di dolcezza travolgono il pensiero.
    Rinasco tra le spine come fiorendo all'apice di steli rivolti solo al cielo.


P_Irene  Navarra, Rosa sognante - Io, AIArt olio, 7 Settembre 2025.


Le mie Rose.
Gialle di Sole caldo
che riaccende in me
il miele della vita ~
Rinasco Rosa.
#Tanka 113

lunedì 1 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 30 - Sulla mia sostanza di cavaliere antico (Gorizia e dintorni universali).

 

P_Irene Navarra, Io - Galahad donna, AIArt Acquarello e GraphicArt, 1 Settembre 2025.


    Sono Galahad. In jeans, canotta bianca e giubbotto denim.
    Galahad donna, naturalmente.
    Un cavaliere donna contemporanea.
    Galahad donna che nessuno mai celebrerà.
    E va bene così.
    Non mi interessano le luci della ribalta.
    Non amo il successo.
    Preferisco la penombra di luoghi appartati.
    Il fresco dei boschi di querce e tassi dove l'anima può danzare libera, al ritmo melodioso del complice toccarsi dei rami.
    Di linfa in linfa mescolando le loro nature.
    Radico, anch'io, in quei momenti.
    E mi congiungo agli alberi, ai fiumi, all'argentino ruscellare da sorgenti alpestri, fino al largo, solenne confondersi nel mare.
    Che, poi, è il dilagare dell'essere.
    L'espandersi dell'essere in cui è spontaneo il naufragio corrivo perché da lì siamo venuti e là torneremo. Quieta o tempestosa che sia, la vita è solo un intermezzo suonato a fil di note tra due miracoli: la nascita e la morte.
    Il resto della sinfonia del Creato lo sentiamo nel cuore, anche nei sensi che si identificano al Tutto, ma non lo cogliamo con la mente.
    E benedetto sia il Signore per questa nostra ragione limitata.
    Svelando tutti i misteri, vedremmo persino il seme dell'estinzione in noi.
    E non sarebbe un buon capire.

    Ti ho sempre amato, Galahad dolente, che sublimi la ricerca - ardua e perigliosa - in Consapevolezza della strada da seguire per quanto impervia, per quanto fatale si mostri la sua traccia.
    Ed è proprio il cammino che conta.
    Esperire qualche certezza.
    Approfondirla relegando il canto ingannevole delle Sirene a un rumore di fondo.
    Il Graal ci chiama con il tintinno divino del suo metallo, con la sua musica pura di cui siamo in grado di cogliere l'eco, per quanto lontana.
    Perciò abbandoniamoci alla sua sottile malia.
    E andiamo.
    Sì, andiamo.


P_Irene Navarra, Guardo la meta, AIArt Acquarello e GraphicArt, 1 Settembre 2025.


La quête* è vita.
Le sofferenze? pane
lungo il cammino
~ di Luce in Luce ~
Così rendo diamante
il mio arduo cercare.
#Tanka 108


In letteratura, il termine quête (pronuncia francese: /kɛt/) oppure anche queste si riferisce a un viaggio, una ricerca o un'inchiesta, spesso simbolica, intrapresa da un personaggio o un gruppo di personaggi. La quête è un elemento narrativo ricorrente, soprattutto nella letteratura medievale e rinascimentale, e può riguardare la ricerca di un oggetto fisico, una persona, un obiettivo, la verità o un significato più profondo.


domenica 24 agosto 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 29 - Ora che non ci sei ( Gorizia - casa mia e oltre).

 
A U.V.


P_Irene Navarra, Splendore, AIArt e GraphicArt, 24 Agosto 2025



    Ora che non ci sei, devo rifondare i miei punti cardinali. Nel senso che li ricolloco, scavando con le mani i loro alloggiamenti ai limiti del mio giardino rigoglioso.
    A tu per tu sola con Billy, mio straordinario Setter, guardo nel silenzio le tre lagerstroemie in fiore davanti al portico.
    Anche loro mi guardano e mi tendono i rami.
    Amiche piante, sono commossa.
    Grazie.
    Il Sole adesso sorge, e brilla in ogni filo d'erba umida di guazza.
    Provo a far svanire la nostalgia assassina in quel lucore.
    La Consapevolezza pura è adesso in me.
    Amo la sua non-esperienza che mi dà quiete e senso profondo di continuità, pur nel distacco ancora incandescente.
    Lei: un mare limpido dalle sfumature viola, in cui il mio spirito rinasce, una gentile culla liquida per il corpo stanco.
    In Lei mi lascio andare.
    Così, di onda lieve in onda lieve ritrovo la dolce danza della gioia.
    Non c'è più nulla oltre lo splendore di quel mare. E del suo tempo scritto in me.
    Sento che sto guarendo.
    Perché la perfezione del Creato - l'amore reso atto in esso - mi rinnova.
    Io sono ancora l'essere incorrotto dell'Inizio.
    E il Nuovo Giorno mi avvolge nel suo velo.


Però intuisco
che sei qui in Luce chiara ~
Dolore vano
credere al tuo naufragio
definitivamente.