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mercoledì 8 luglio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Qui e Ora nella mia Terra benedetta).

 
P_Irene Navarra, Nei campi della mia Terra benedetta, AIArt e GraphicArt, 8 Luglio 2026.


    Oggi ritorno al mio Eteronimo Odìsseo, amato con passione sin dall'infanzia, e diventato il mio altro con cui vivere.
    Solo ora, dopo aver riletteo le liriche del Ritorno, intuisco le forze che mi hanno portata avanti lungo  un sofferto itinerario con l'approdo a quel luogo felice che è la mia Itaca. Parlo del Paradiso ritrovato, percorso e ripercorso con l'amabile compagnia dei miei cani.
    Quanta gioia, quanta leggerezza in quei passi che ci portavano là dove i nostri desideri tendevano da sempre. Desideri semplici di vita tra campi coltivati a Rosa di Gorizia durante l'Autunno, oppure lasciati liberi di espandersi in erbe rigogliose d'Estate, e gelsi e fichi e sambuchi grondanti - in Primavera - gloria di enormi, profumatissimi fiori.
    Mentre il Calvario ci guardava confidente, soprattutto nel crepuscolo di zaffiro e rubino, quando Lui dimena la groppa riccioluta da drago buono, e si sveglia per popolare magnifici sogni.
    Senza la mia Terra benedetta io sono niente.
    Lei mi dà l'energia spirituale e le emozioni intense che mi portano avanti.

A passi lenti
lungo bianchi tratturi ~
Sacrata pace.

mercoledì 1 luglio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 39: Respirare con le lucciole (Gorizia, a un crocicchio della mia campagna).


P_Irene Navarra, Verso la Luce, AIArt e GraphicArt, 2 Luglio 2026.


    Sono arrivata qua, a un crocicchio della mia campagna, senza sapere come. Vagavo priva di coscienza.
    Nel sogno, probabilmente. Che spesso è la mia casa.
    Mi guardo i piedi. Sono nudi.
    La mano sopra il cuore, sosto. Perforata da ricordi assassini che vorrei sradicare.
    E non sono quelli della morte di chi ami. No. La morte è un fatto esistenziale. E poi i morti restano. Per sostenerci e amarci ancora.
    Sono quelli che mi riportano dentro le crudeltà gratuite, le offese, le umiliazioni come pane quotidiano.
    Così adesso, immobile in questo crocicchio di campagna, resetto la mia mente con un raschino immaginario. Resta solo purezza mentre mi giro verso la Luce.
    Piano. Molto piano.
    Sassi sotto i piedi nudi.
    Sento i battiti del cuore tra le dita.
    Li trattengo con tenerezza.
    E poi li lascio andare.
    Sono lucciole che rischiarano il sentiero.
    Respiro al loro ritmo.
    Vado.

Credi la Luce
un'utopia da fiaba?
No. È sole dentro.


mercoledì 10 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 38 (Gorizia - Recupero memoriale).

 
P_Irene Navarra, Verso la Chiesa dei Cappuccini, AIArt e GraphicArt, 19 Giugno 2026.


    Ho camminato sotto alberi di oleandro dai fiori rosa.
    Rosa: dal salmone al confetto.
    Crescono lungo il muro di cinta della Chiesa dei Cappuccini, dove andavo a sentir messa da bambina.

    L'oleandro ha un profumo lieve che avvolge come un velo di seta e mi evoca sempre un altro tempo.
    Così, entrare in Chiesa è stato conseguente.
    Ho pensato che fosse il mio Angelo a guidarmi.
    Espandeva quell'aroma celestiale, battendo le ali.
    Riportava in me il sacro di allora.
    Con la sua magia.

    Poi, nella Chiesa: luce blanda, ricordi che fluttuavano dorati.
    Pace.
    Vicina a Dio e ai miei cari, ho pregato.
 

Vorrei l'eterno
degli oleandri rosa.
Quella purezza.
Vorrei mio padre accanto.
Con me. Giovane ancora.
#Tanka 158

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo nel Tao (Scegliere il Bene - con Lao-tzu).

Il coraggio che ignora la paura perisce.
Il coraggio che conosce la paura sopravvive.
Di queste due cose una è benefica, l'altra nociva.

Lao-tzu, Tao Te Ching - la regola celeste, 73


P_Irene Navarra, E poi la scelta, AIArt e GraphicArt, 10 Giugno 2026.



    Ho fatto un viaggio nella paura più aggressiva.
    Mi ha tolto il fiato, l'equilibrio.
    Mi ha chiusa in una cella umida, tessendomi nella mente infami ragnatele che soffocavano il pensiero.
    Tutto era atroce.
    Poi, dopo una notte di lacrime e parole, dopo il tossico versato sulla carta, di fronte al mondo in rovina raccolto su quel foglio di confessione schietta, allora, solo allora, mi sono ritrovata.

    Ho ripercorso la mia storia, tutto il passato. La sua gioia luminosa e il suo buio recente.
    Sono uscita da me e ho guardato da una dimensione altra il debole, vuoto involucro in cui vivevo da tempo.
    Ho riletto, gravitando leggera, la sofferenza riversata in una memoria che era una somma di ferite aperte.
    E ho deciso.
    Dalla paura il coraggio.
    Di raccattare me, le mie cose, il mio dolore insopportabile e di ritornare al nido.
    Dove ritrovarmi.
    Forse ancora forte.
    Non vinta.
    Pronta a raccogliere le pagliuzze d'oro di quel che mi restava del giorno.

Sono ancora qui.
A crogiolarmi lieve
nel sogno d'oro.


venerdì 5 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 37 (Gorizia - Presenza segreta).


Crediamo che la morte sia un'assenza,
E invece è una presenza segreta.

Valérie Perrin, Cambiare l'acqua ai fiori, Edizioni e/o


P_Irene Navarra, Presenza segreta, AIArt e GraphicArt,  5 Giugno 2026.

A U.V.

    Ci sono segni.
    Inequivocabili.
    Di te che non ci sei, ma invece qui permani.
    Segni.
    La tua coperta blu che non riesco a regalare.
    E quando la regalerò, lascerà l'ombra sulla tua poltrona bianca.
    E quei bermuda e le camicie...
    Li indosso io, adesso, i tuoi vestiti estivi.
    Mi stanno larghi.
    Ma non importa. Mi stringo una cintura in vita, mi metto le bretelle (tue) e ci sto bene.

    Non potrei mai regalare quanto ti ha toccato.
    Se ne andrà per consunzione.
    A poco a poco.
    Come te ne sei andato tu.

    Mi manca tanto la tua voce, che mi risuona ancora dentro. Affievolendosi  però.
    Ripenso il tuo sorriso dei momenti buoni.
    E qualche volta anche ti vedo.
    Tra i faggi, di schiena, mentre ti allontani.

    Sì, la morte è soprattutto la presenza segreta di chi amavi e ami.
    Che s'invola dalla scena materiale del giorno dopo giorno nei luoghi della vita insieme.
    E tuttavia c'è.
    Senza far rumore.

Se guardo il cielo
mi sei sempre accanto.
Vestita di te
ascolto la tua voce,
ripenso il tuo sorriso.
#Tanka 157

giovedì 4 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo nel Tao (Unità profonda - con Lao-tzu).


Quelli che sanno non parlano,
quelli che parlano non sanno.

Chiudi le aperture,
sbarra le porte,
smussa i contorni taglienti,
sciogli i nodi,
attenua lo splendore,
mescolati con la polvere della terra.
Questo si chiama l'unità profonda.
 
Lao-tzu, Tao Te Ching - La regola celeste, 56

P_Irene Navarra, La Lucciola, AIArt e GraphicArt, 4 Giugno 2026.


    L'ho fatto.
    Da molti giorni ormai vivo guardando il cielo, mescolata all'arida terra del giardino.
    Mi sono chiusa a tutto, mi sono smussata, ho sciolto i miei nodi nella dimenticanza indotta, ho attenuato il mio apparire, mi sono nascosta tra le crepe del giardino.
    Lucciola intermittente coperta di polvere, voglio librarmi in volo, accendendo il Buio della mia notte.
    Le ali sono ancora fragili, ma so che arriverà il momento.

    Intanto mi preparo.
    Tutta racchiusa in me, aspetto.
    Che la mia Luce sia matura e basti a farmi stare meglio dentro.
    Allora mi solleverò e sarò libera di andare.
    Coi sensi bene aperti a cogliere i suoni della vita.
    E la mia culla sarà il vento.
    E la mia linfa il fiume.
    Così, confusa agli elementi naturali, piccolo punto infinitesimo, senza accecare chi mi sta d'intorno, sapiente del mio essere frugale, io brillerò sommessamente.
    Sarò di Luce.

Non brillo adesso ~
Imparo Luce blanda
che s'armonizzi
al Tutto del Creato ~
Splendendo un Non Splendore.
#Tanka 156

 

lunedì 1 giugno 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo nel Tao (Discernimento - con Lao-tzu ).


Vedere il piccolo è il discernimento.
Restare flessibile è la forza.
Usa la luce per ritornare alla luce interna
e salvati dalla rovina.
Questo si chiama coltivare l'eterno

Lao-tzu, Tao Te Ching - La regola celeste (52).


P_Irene Navarra, Nella Luce, AIArt e GraphicArt, 1 Giugno 2026


    Sono immersa nel piccolo.
    Da sempre.
    Adesso più che mai.
    E faccio bagni di Luce.
    Chiudo la vista fisica e mi apro a quella metafisica.
    Mi inondo di Luce che brilla come un fuoco nella notte.
    Nella mia nicchia fulgida, permango.
    Molto a lungo.
    Come sospesa.
    Niente ansie, nessun panico.

    Vorrei abitare per sempre questo stato di grazia in cui quasi non respiro.
    Se questa è morte - mi dico al ritorno inevitabile - va bene.

    Quindi: scendere in profondità avendo come viatico la Luce colta nel Creato; capire di essere anch'io Luce perché anch'io Creato. Intuire, insomma, le regole celesti, facendomi canna flessibile al vento della consapevolezza.

Cogliere Luce ~
Portarla dentro il corpo
come una torcia
che illumina il cammino.
E diventare Luce.


venerdì 29 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 7 - Il potere dei fiori - Con Meditazione cromatica).

    
    Ritorno al rito della Meditazione cromatica.
    Il rosso dei fiori di Begonia e il viola di quelli della Salvia mi infondono energia fisica e spirituale inusitate.
    Guardando i loro petali meravigliosi, dimentico il nero assoluta dei mesi passati.
    Inspiro la loro consapevolezza millenaria.
    Il vivere nel Qui e Ora mi rende libera.

    Inspiro il rosso dei fiori di Begonia.
    Profondamente.
    Espiro il grigio limaccioso che mi lega il corpo.
    Inspiro il viola della Salvia, toccandone le foglie vellutate.
    Espiro la melma paludosa della paura.
    Il fiato prima corto adesso si effonde leggero.
    Continuo a inspirare e a espirare finché in me conflagra una ridda di colori che si intersecano come nastri di seta mentre creano sfumature nuove.
    Circonfuse nell'Oro del Divino.
    Sono in pace.
   
P_Irene Navarra, Il potere dei fiori, AIArt e GraphicArt, 29 Maggio 2026.


Ho piantato fiori variegati nel giardino.
Petali rossi di begonie
e spighe viola di salvia splendida
allietano lo sguardo.
Non c'è profumo.
Ma un vibrare di Luce
riverberante dritta al cuore.
Dentro le fosse prive d'erba dell'inganno.

mercoledì 27 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 6 - Fuori dalla nebbia).

Parco Basaglia, Gorizia
27 Maggio 2026
Ore 15,45

P_Irene Navarra, Alla finestra, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.


    E sono qui a rantolarmi l'ora nell'attesa dell'appuntamento.
    Con il fiato corto.
    Respiro il verde morbido di un cedro giovane oltre i vetri e le inferriate di questa stanza piena di storie.
    Anche la mia vi ha radicato mentre si va dipanando piano nelle nuove ore risicate della vita.
    La vecchia vita fulgeva di Bellezza ormai ineguagliabile.
    La nuova vita è ancora rintanata tutta nella mente.
    Si sta formando.
    Accontentarsi per adesso è il motto.

I piedi in danza.
Sono a Cuba e intono un canto.
Guantanamera
espande la sua Luce
nella mia nebbia oscura.

    C'è una Chiesetta dietro il cedro giovinetto.
    Sconsacrata.
    Ma ancora piena di parole.
    E di benedizioni a noi che siamo qui a rantolarci l'ora.
    Ne vedo il luccicare come porporina lieve attorno al campanile.
    Salgono nell'azzurro.
    Io con loro.

P_Irene Navarra, La Chiesetta del Miracolo, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.



Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 5 - I ricordi buoni).

A U.V.

P_Irene Navarra, Nella mia casa, AIArt e GraphicArt, 27 Maggio 2026.


    Tornare alla mia solitudine intessuta di ricordi con Billy Setter inglese al fianco: una scelta coraggiosa ma necessaria.
    La ribellione decisa a una vita che non potevo accettare.
    Oh, la bellezza di questi pomeriggi passati tra i muri freschi della casa tanto amata. E le mattine nel giardino ombroso di faggi.
    In ogni angolo del mio Qua attuale ci sei tu.
    Ti vedo e ti sento mentre mi sussurri sorridendo che sei libero e che io ho il mio posto speciale nel tuo cuore di luce.
    Sorrido al tuo sorriso mentre la serenità timidamente riemerge dal passato per consolarmi un poco.
    Allora so che mi stai tenendo per mano.

In gioia ancora.
Tra i faggi riposare
con te accanto.


giovedì 21 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 4 - Saprò accogliere la pioggia).


    20 Maggio 2026
    Ore 18.45

P_Irene Navarra, Pioggia gentile, AIArt e GraphicArt, 20 Maggio 2026.


    Oh, quest'odore di polline bagnato.
    Lo respiro profondamente e un carosello di colori mi si espande dentro.

    Oggi la pioggia è gentile.
    Non stanca la terra.
    La ammorbidisce, con grazia la rende più bella.
    E i fiori la omaggiano alzando le corolle e muovendo le foglie al suo ritmo.
    Un suono di campane arriva dalla chiesa dei SS Vito e Modesto. La mia parrocchia. Dove mi siedo sempre nel banco colpito da un raggio di luce dall'alta vetrata che porta al cielo.

    So accogliere la pioggia e farmi nuova.
    Almeno per un momento.
    Un Angelo mi sfiora.
    Capita
    Così, senza preavviso.
    Capita.
La terra accoglie
questa pioggia gentile.
D'oro una striscia
danza nel cielo grigio.
In lei io volo. Lieve.
#Tanka 155

martedì 12 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 3 - Pioggia).


P_Irene Navarra, Nella stanza segreta, AIArt e GraphicArt, 11 Maggio 2026.


    11 maggio 2026
    Ore 16.10

    Il rumore della pioggia sul tetto, Billy vicino a me, una piccola luce nel cuore.
    Forse inizia un viaggio nella Bellezza pura delle piccole cose.
    La stessa che un tempo mi accompagnava in ogni momento della giornata.
    Non desidero altro.
    L'atmosfera fuori è grigia. Il cielo sembra di grafite.
    Amo quest'aria di perla rara.
    Mi chiudo a nido.
    Raccolgo le sensazioni nella stanza segreta in cui sapevo godere di ogni voce naturale che si amplificava nell'anima, donandomi una profonda letizia.
    Il sorriso dell'Universo.
    E con la letizia ritorna a me, come un vento improvviso, la gioia del conversare con chi amavo e non c'è più.
    Senza dolore, però.
    Lo splendore di allora mi conforta.
    Sono stata fortunata.
    Ho provato molto.
    Dei doni avuti ringrazio.
    E vado con fiducia verso quel che mi resta del giorno.

Sto rivivendo.
Come una merla canto
pur nella pioggia.

domenica 10 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 2 - Gioia).



P_Irene Navarra, Ricordi buoni, AIArt e GraphicArt, 10 Maggio 2026.



    10 Maggio 2026.
    Ore 6.11

    Distesa a letto, rileggo il diario di ieri.
    Avere la certezza di una sconfitta del mostro che mi incalza da troppo tempo mi rende forte.
    Per il momento respiro bene.
    Provo gratitudine per questa piccola pausa dalla sofferenza ormai ospite assidua di quel che mi resta del giorno.
    Adesso chiudo gli occhi, distendo il corpo, arto per arto, e mi lascio andare.
    Vuoto nella mente.
    La visione.

    Sto nuotando nel mare di Cherso con Emma Golden Retriever che mi sfiora e incalza. Così metto le mani sul suo corpo e lei mi porta prima al largo e poi alla spiaggia. Là riposiamo sullo stesso asciugamano.
    Ci piace moltissimo goderci il sole e i profumi dell'isola nella pace assoluta delle sue solitarie calette.
    Stiamo bene.
    Resto in questa palla magica di Bellezza naturale.
    A lungo.
    Prego che niente e nessuno la rovescino causando la solita tempesta di ansia e dolore.
    Almeno per un po'.

Dentro i ricordi
per vivere leggera.
Conquista pura.


sabato 9 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 1 - Giorno infausto).



P_Irene Navarra, Giorno infausto, AIArt e GraphicArt, 9 Maggio 2026.


    9 Maggio 2026
    Ore 7.00

    Meditazione con Brian Weiss per gestire lo stress. A letto. Appena sveglia.
Respirazione profonda, visioni di giardini e isole, spiriti guida in sostegno.
    I pensieri che, comunque, vanno.
    Tutto quasi bene.
    Poi mi sono alzata.
    Avevo un leggero affanno.
    Disagio latente.
    Ho preparato il farmaco.
    Mentre facevo scendere le gocce nell'acqua, un colpo improvviso nel corpo, dispnea in crescita, intorpidimento alle dita, confusione, vertigini.
    Panico.
    Oddio di nuovo.
    Panico.
    Devo uscirne.
    Provo il vecchio metodo.
    Così canto e ballo, batto i piedi  salto, sposto cose urlo in spagnolo Guantanamera:
"Mi verso es de un verde claro / y de un carmin encendido / my verso es un ciervo herido / que busca en el monte amparo".
    Canto urlo invento.
    Invento invento invento.
    Creo.

Il mio verso è un vento nero
che mi dilaga dentro il petto.
È nebbia di metallo fuso
che mi ottenebra il cervello.
È fuoco, è cenere sottile
che mi inibisce il fiato.
 
    Sul ritmo di Guantanamera canto canto canto.
    E corro per la casa.
    Corro corro corro.
    Ogni cellula fibrilla in un suo codice oscuro, ma il formicolio alle dita sta svanendo.
    Sono abbastanza stabile.
    Le mie cellule fibrillano ancora.
    Meno però.
    A poco a poco sempre meno.
    Non ho più paura.

    Grazie, Signore.
    Ce la sto facendo.

    Ore 10.00


sabato 7 febbraio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Breve Viaggio Intimo in ciò che resta (Cherso - Padova).

    
    Un tempo pensavo che se fosse crollato il cielo, noi saremmo caduti insieme.
    Ma come faccio ora che sei caduto tu, mentre io sono ancora qui, su questa terra desolata, a rantolarmi l'ora?
    Chi tracciava la rotta eri tu, chi indicava la meta eri sempre tu, pronto a sturare una bottiglia di buon vino alla fine di un'avventura.
    La prima traversata con la barca da Grado a Cherso così era finita.
    Sotto il costone di Lubenice.
    In un mare turchese e cristallino da Paradiso perduto.
    Un mare dalla voce buona.
    Screziato dal sole del meriggio.
    Splendente.
    Come splendevamo noi.
    Per gioia immensa.
   
Google AI
P_Irene Navarra, Lubenice, AIArt olio e GraphicArt, 6 Febbraio  2026.


C'è stato un tuono
e tu, vita della mia vita,
hai perso le ali -
Io resto qui, legata,
e aspetto il tuo sorriso.
#Tanka120

mercoledì 24 dicembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Nel Vuoto).

 

P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIArt e GraphicArt, 23 Dicembre 2025.



    Il Vuoto attorno.
    Voglio essere immersa nel Vuoto.
    E che resti tale.
    Almeno per un po'.

    Arriveranno nuovi sentimenti e musica profumi che rinfrescano la mente. Lo so. Ci saranno sorrisi.
    Adesso però devo essere un punto, un graffio infinitesimo nel cosmo senza astri.
    Galleggiare priva di nostalgia.
    Sono talmente colma di pena che solo l'assenza totale di emozioni mi può salvare.
    Così potrei riprendere fiato.
    Nessun ricordo che insidi la mia necessaria apatia.

    Gli angoli delle labbra pesano.
    Fisicamente.
    Si piegano all'ingiù.
    Come una statua viva sento, ma non reagisco.
    Il cuore pulsa.
    Di paura.
    Non è il battito normale. Tutto in me è alterato.
    E mentre guardo in questa Notte d'ardesia, che desidero cieca e piatta, immagino Luna, diafana immortale, che nel mio Universo non c'è. Mi manca quest'amica silenziosa che ha accompagnato tutta la mia vita precedente.
    La privazione ha ritmato il mio ultimo anno.
Di privazione devo nutrirmi per uccidere la paura, sradicando ogni altro sentimento.

     Ora chiudo gli occhi e mi disancoro dalle cose usate. Lascio quanto ho amato finora.
    Mi annullo.
    Per smettere di patire.

    La mente è una lavagna intonsa.
    Io non subisco più attrazioni di sorta.
    Tuttavia vibro in ogni mia cellula.
    Quella naturale frequenza alla base della vita ha un suono sottile che si amplifica e diventa un'eco progressiva a segnare la via.
    Per ricominciare.
    Nel Vuoto si può.
    E là meditare.
    Sì. Si può meditare galleggiando nel Vuoto.
    Scartata la pur minima scoria di pensiero, 
abituandomi alla conseguente leggerezza, avrò la vita che sognavo?
    Di persuasione in persuasione muoverò qualche passo e accennerò a fragili sorrisi,
finché rivedrò Luna e le stelle.
     Poi, fuori dalla Notte anche la Luce sarà di nuovo mia.

Serenamente
adesso non riesco.
Vivo precaria.

mercoledì 10 dicembre 2025

Poesia e Prosa / Haibun; Viaggio intimo 36: Piccola speranza (Quel che mi resta del giorno - Padova).


    Forse stamattina mi è successo qualcosa di speciale.
    Dopo tanto tempo ho sorriso al Sole che sale all'orizzonte.

    In questo viaggio che mi ha portata lontano dalla mia Terra benedetta, l'adattamento ha giocato un ruolo sostanziale e necessario.
    Con fatica sono uscita dalla dimensione delle lacrime per entrare in quella degli sguardi che riconoscono le infinitesime cose veramente importanti.
    Così ho capito che anche qui, nella mia nuova dimora, l'Alba gioca un ruolo cruciale nel contesto del correre delle ore. Seduta nel vasto campo attorno a me, con il Sole di fronte, l'ho visto arrampicarsi nel cielo e ho realizzato la sua bellezza. Tutto si stava ammantando di rosa, di giallo, mentre una nebbia azzurra esalava dall'erba a ciuffi, densa e forte. Rugiadosa di goccioline d'acqua brillante.
    Come potevo non essermene accorta prima?
    L'anima chiusa ritornava alla mia campagna, al fiume che mi aveva vista nascere, alla casa costruita con amore infinito.
    Creatura sradicata vagavo ciecamente assorta nella mancanza assoluta, intrisa di nostalgia assassina.

    Ora l'itinerario della vita si snoda nuovamente.
    Il distacco dal passato è una formula di sopravvivenza.
    Nell'Alba di qui ho ritrovato la mia Alba, nell'erba le zolle dei campi attorno al luogo dove inizia a balenare quanto resta del mio giorno.
    Posso rinascere.
    Troverò il cantuccio adatto a me in cui meditare assorta nel Creato, con il Tutto che mi accoglie e riconosce.
    Riposerò nella dolcezza di un fluire più lento.
    Salutare.


P_Irene Navarra, In gloria, AIArt pastelli e olio, 10 Dicembre 2025.


Sorrido al Sole
di quasi Inverno - Oggi
mi sento in Gloria.


mercoledì 26 novembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 35 - Nel grigio - (Tre giorni ne "La terra di nessuno").

 


P_Irene Navarra, Nel grigio, http:// e GraphicArt, 26 Novembre 2025.

    
    Scendo in me.
    Non voglio.
    Tuttavia è inevitabile. 
    Affronto i ricordi che affiorano.
    Tutto è grigio in questa stanza che mi contiene. La memoria ha sfumature tristi che si espandono attorno ricoprendo lo splendore delle cose. Anche il mio fiume, l'amato Isonzo allora di turchese e smeraldo, nella rimembranza scorre limaccioso sotto un Sole spento. I suoi colori si uniformano al cuore dal battito quasi impercettibile.
    Tremo.
    Non ho la forza di affrontare tanto strazio.
    Le lacrime scendono spontanee.
    Il corpo si accartoccia.
    A difesa.
    Non lo sopporto, questo Mondo Nuovo, così diverso.
    Rivedo la mia Terra benedetta, il giardino, la casa, ormai spoglia e fredda.
    Mia, però..
    Il grigio dilaga.
    Sono prigioniera in una stanza dalle pareti smorte, senza aperture e vie di fuga.
    Le lacrime continuano a sgorgare, rubandomi la Luce del cuore.
    Penso che la fine non sia un male.

Tre giorni atroci.
Molto il veleno in loro.
Ma la memoria
vera dov'è filtrata?
Grigio assassino in me.
#Tanka115

    Raccolgo le forze, respirando piano
    Cerco lo stupore di sempre.
    Anche l'Autunno qui sembra diverso.
    Le tinte blande, l'aria mai cristallina, l'erba fradicia di umore.
    Niente scricchiolio di gelo la mattina, niente fiato che si rapprende, niente...
    Oh, mio infinito e buon Signore, dammi una scintilla, soffia in me la forza primordiale delle origini. Che le mie unghie siano frammenti di pietra carsica, e le braccia mi facciano volare ancora verso i piedi azzurri delle colline all'orizzonte usuale.
    Al solo chiudersi degli occhi su questa dimensione.
    Forse bella.
    Ma non mia.