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giovedì 21 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 4 - Saprò accogliere la pioggia).


    20 Maggio 2026
    Ore 18.45

P_Irene Navarra, Pioggia gentile, AIArt e GraphicArt, 20 Maggio 2026.


    Oh, quest'odore di polline bagnato.
    Lo respiro profondamente e un carosello di colori mi si espande dentro.

    Oggi la pioggia è gentile.
    Non stanca la terra.
    La ammorbidisce, con grazia la rende più bella.
    E i fiori la omaggiano alzando le corolle e muovendo le foglie al suo ritmo.
    Un suono di campane arriva dalla chiesa dei SS Vito e Modesto. La mia parrocchia. Dove mi siedo sempre nel banco colpito da un raggio di luce dall'alta vetrata che porta al cielo.

    So accogliere la pioggia e farmi nuova.
    Almeno per un momento.
    Un Angelo mi sfiora.
    Capita
    Così, senza preavviso.
    Capita.
La terra accoglie
questa pioggia gentile.
D'oro una striscia
danza nel cielo grigio.
In lei io volo. Lieve.

martedì 12 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 3 - Pioggia).


P_Irene Navarra, Nella stanza segreta, AIArt e GraphicArt, 11 Maggio 2026.


    11 maggio 2026
    Ore 16.10

    Il rumore della pioggia sul tetto, Billy vicino a me, una piccola luce nel cuore.
    Forse inizia un viaggio nella Bellezza pura delle piccole cose.
    La stessa che un tempo mi accompagnava in ogni momento della giornata.
    Non desidero altro.
    L'atmosfera fuori è grigia. Il cielo sembra di grafite.
    Amo quest'aria di perla rara.
    Mi chiudo a nido.
    Raccolgo le sensazioni nella stanza segreta in cui sapevo godere di ogni voce naturale che si amplificava nell'anima, donandomi una profonda letizia.
    Il sorriso dell'Universo.
    E con la letizia ritorna a me, come un vento improvviso, la gioia del conversare con chi amavo e non c'è più.
    Senza dolore, però.
    Lo splendore di allora mi conforta.
    Sono stata fortunata.
    Ho provato molto.
    Dei doni avuti ringrazio.
    E vado con fiducia verso quel che mi resta del giorno.

Sto rivivendo.
Come una merla canto
pur nella pioggia.

domenica 10 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 2 - Gioia).



P_Irene Navarra, Ricordi buoni, AIArt e GraphicArt, 10 Maggio 2026.



    10 Maggio 2026.
    Ore 6.11

    Distesa a letto, rileggo il diario di ieri.
    Avere la certezza di una sconfitta del mostro che mi incalza da troppo tempo mi rende forte.
    Per il momento respiro bene.
    Provo gratitudine per questa piccola pausa dalla sofferenza ormai ospite assidua di quel che mi resta del giorno.
    Adesso chiudo gli occhi, distendo il corpo, arto per arto, e mi lascio andare.
    Vuoto nella mente.
    La visione.

    Sto nuotando nel mare di Cherso con Emma Golden Retriever che mi sfiora e incalza. Così metto le mani sul suo corpo e lei mi porta prima al largo e poi alla spiaggia. Là riposiamo sullo stesso asciugamano.
    Ci piace moltissimo goderci il sole e i profumi dell'isola nella pace assoluta delle sue solitarie calette.
    Stiamo bene.
    Resto in questa palla magica di Bellezza naturale.
    A lungo.
    Prego che niente e nessuno la rovescino causando la solita tempesta di ansia e dolore.
    Almeno per un po'.

Dentro i ricordi
per vivere leggera.
Conquista pura.


sabato 9 maggio 2026

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Žena 1 - Giorno infausto).



P_Irene Navarra, Giorno infausto, AIArt e GraphicArt, 9 Maggio 2026.


    9 Maggio 2026
    Ore 7.00

    Meditazione con Brian Weiss per gestire lo stress. A letto. Appena sveglia.
Respirazione profonda, visioni di giardini e isole, spiriti guida in sostegno.
    I pensieri che, comunque, vanno.
    Tutto quasi bene.
    Poi mi sono alzata.
    Avevo un leggero affanno.
    Disagio latente.
    Ho preparato il farmaco.
    Mentre facevo scendere le gocce nell'acqua, un colpo improvviso nel corpo, dispnea in crescita, intorpidimento alle dita, confusione, vertigini.
    Panico.
    Oddio di nuovo.
    Panico.
    Devo uscirne.
    Provo il vecchio metodo.
    Così canto e ballo, batto i piedi  salto, sposto cose urlo in spagnolo Guantanamera:
"Mi verso es de un verde claro / y de un carmin encendido / my verso es un ciervo herido / que busca en el monte amparo".
    Canto urlo invento.
    Invento invento invento.
    Creo.

Il mio verso è un vento nero
che mi dilaga dentro il petto.
È nebbia di metallo fuso
che mi comprime il cervello.
È cenere sottile, del fuoco
che mi inibisce il fiato.
 
    Sul ritmo di Guantanamera canto canto canto.
    E corro per la casa.
    Corro corro corro.
    Ogni cellula fibrilla in un suo codice oscuro, ma il formicolio alle dita sta svanendo.
    Sono abbastanza stabile.
    Le mie cellule fibrillano ancora.
    Meno però.
    A poco a poco sempre meno.
    Non ho più paura.

    Grazie, Signore.
    Ce la sto facendo.

    Ore 10.00


venerdì 2 gennaio 2026

Prosa /Auguri 2026 da Billy Magnifico Setter Inglese.


Buon 2026.

P_Irene Navarra, Billy Magnifico Setter Inglese, AIArt, 2 Gennaio 2026.



Io, Billy Magnifico Setter Inglese,
voglio dirvi, con forza, che non bisogna mai perdere la Speranza.
Tutto può accadere nel giro di un secondo.
Anche le cose più incredibili.
Lei, Irene capelli di neve, è apparsa all'orizzonte di rete e cemento che incarcerava mio nonno Pippo, gli ha sorriso e l'ha portato con sé, offrendogli finalmente
quella pace che desiderava da una vita intera.
Così vorrei che accadesse a chi (animali e uomini) soffre per freddo e fame,
a chi è ferito nel corpo e nell'anima,
a chi si è visto strappare i suoi cari.
Vi auguro, quindi, un 2026 pieno di Speranze.
Che i vostri occhi vedano con chiarezza e si rivolgano alle creature dimenticate.
Un avvertimento: non penso di allentare la sorveglianza tipica di un bravo cane da caccia.
Comportatevi al meglio.
Se non lo farete, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, visto il filo diretto
che ho con quel Dio che il nonno ha pregato per nove anni e mezzo 
affinché gli cambiasse la vita.
E che l'ha esaudito.
E visto che anch'io, vivacissimo cucciolo con l'argento vivo addosso,
rinchiuso in un box per otto mesi,
quando l'ho supplicato di liberarmi,
mi ha esaudito.
E mentre avveniva la liberazione,
ho sentito una voce dolcissima che mi diceva:
Amo te con tutte le creature della Terra, del Cielo e del Mare.
E io ho risposto:
Laudato si', mi' Signore.
Così ho messo zampe nella casa
dove nonno Pippo è vissuto come un principe
e dove io ho combinato guai e disastri
senza che Lei, Irene, si arrabbiasse mai.
Adesso mi sono trasferito in un'altra città,
ho un giardino enorme e due amici stupendi,
Asia e Napo, con cui gioco tantissimo.
Sono superfelice.
Abbiate fiducia, quindi.
Il Bene arriva.
Siate bravi e state sereni.
Parola di Billy, Magnifico Setter Inglese,


P_Irene Navarra, Billy da cucciolissimo, AIArt e GraphicArt, 2 Gennaio 2026.


mercoledì 24 dicembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (Nel Vuoto).

 

P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIArt e GraphicArt, 23 Dicembre 2025.



    Il Vuoto attorno.
    Voglio essere immersa nel Vuoto.
    E che resti tale.
    Almeno per un po'.

    Arriveranno nuovi sentimenti e musica profumi che rinfrescano la mente. Lo so. Ci saranno sorrisi.
    Adesso però devo essere un punto, un graffio infinitesimo nel cosmo senza astri.
    Galleggiare priva di nostalgia.
    Sono talmente colma di pena che solo l'assenza totale di emozioni mi può salvare.
    Così potrei riprendere fiato.
    Nessun ricordo che insidi la mia necessaria apatia.

    Gli angoli delle labbra pesano.
    Fisicamente.
    Si piegano all'ingiù.
    Come una statua viva sento, ma non reagisco.
    Il cuore pulsa.
    Di paura.
    Non è il battito normale. Tutto in me è alterato.
    E mentre guardo in questa Notte d'ardesia, che desidero cieca e piatta, immagino Luna, diafana immortale, che nel mio Universo non c'è. Mi manca quest'amica silenziosa che ha accompagnato tutta la mia vita precedente.
    La privazione ha ritmato il mio ultimo anno.
Di privazione devo nutrirmi per uccidere la paura, sradicando ogni altro sentimento.

     Ora chiudo gli occhi e mi disancoro dalle cose usate. Lascio quanto ho amato finora.
    Mi annullo.
    Per smettere di patire.

    La mente è una lavagna intonsa.
    Io non subisco più attrazioni di sorta.
    Tuttavia vibro in ogni mia cellula.
    Quella naturale frequenza alla base della vita ha un suono sottile che si amplifica e diventa un'eco progressiva a segnare la via.
    Per ricominciare.
    Nel Vuoto si può.
    E là meditare.
    Sì. Si può meditare galleggiando nel Vuoto.
    Scartata la pur minima scoria di pensiero, 
abituandomi alla conseguente leggerezza, avrò la vita che sognavo?
    Di persuasione in persuasione muoverò qualche passo e accennerò a fragili sorrisi,
finché rivedrò Luna e le stelle.
     Poi, fuori dalla Notte anche la Luce sarà di nuovo mia.

Serenamente
adesso non riesco.
Vivo precaria.

mercoledì 10 dicembre 2025

Poesia e Prosa / Haibun; Viaggio intimo 36: Piccola speranza (Quel che mi resta del giorno - Padova).


    Forse stamattina mi è successo qualcosa di speciale.
    Dopo tanto tempo ho sorriso al Sole che sale all'orizzonte.

    In questo viaggio che mi ha portata lontano dalla mia Terra benedetta, l'adattamento ha giocato un ruolo sostanziale e necessario.
    Con fatica sono uscita dalla dimensione delle lacrime per entrare in quella degli sguardi che riconoscono le infinitesime cose veramente importanti.
    Così ho capito che anche qui, nella mia nuova dimora, l'Alba gioca un ruolo cruciale nel contesto del correre delle ore. Seduta nel vasto campo attorno a me, con il Sole di fronte, l'ho visto arrampicarsi nel cielo e ho realizzato la sua bellezza. Tutto si stava ammantando di rosa, di giallo, mentre una nebbia azzurra esalava dall'erba a ciuffi, densa e forte. Rugiadosa di goccioline d'acqua brillante.
    Come potevo non essermene accorta prima?
    L'anima chiusa ritornava alla mia campagna, al fiume che mi aveva vista nascere, alla casa costruita con amore infinito.
    Creatura sradicata vagavo ciecamente assorta nella mancanza assoluta, intrisa di nostalgia assassina.

    Ora l'itinerario della vita si snoda nuovamente.
    Il distacco dal passato è una formula di sopravvivenza.
    Nell'Alba di qui ho ritrovato la mia Alba, nell'erba le zolle dei campi attorno al luogo dove inizia a balenare quanto resta del mio giorno.
    Posso rinascere.
    Troverò il cantuccio adatto a me in cui meditare assorta nel Creato, con il Tutto che mi accoglie e riconosce.
    Riposerò nella dolcezza di un fluire più lento.
    Salutare.


P_Irene Navarra, In gloria, AIArt pastelli e olio, 10 Dicembre 2025.


Sorrido al Sole
di quasi Inverno - Oggi
mi sento in Gloria.


lunedì 15 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 33 - Affinità (Gorizia).

 
P_Irene Navarra, Insieme, AIArt e GraphicArt, 13 Settembre 2025


   Nel corso della mia esistenza ho avuto poche affinità con gli umani.
    Moltssime con i cani.
    Sono le creature che più amo.
    Per certe peculiari caratteristiche credo di essere stata un cane in qualche mia vita precedente.
    Il naso attaccato all'erba del giardino, vicino al tartufo del mio Billy Setter straordinario, spesso cerco di annusare tracce - quelle che annusa Lui - inesistenti per la maggior parte degli umani.
    Talvolta colgo aromi sottili e presenze invisibili, le condivido con il mio quattrozampe amato e sto bene.
    Sono convinta che Lui mi consideri un suo simile perché me lo chiede proprio, di fare quello che fa Lui. Ovvero: insinuarmi nelle siepi di lauroceraso in cerca di nidi, saltare sui muretti del giardino, rincorrere le cavallette e mangiarmele, buttare scarpe, ciabatte, peluches e giocattoli vari in piscina. A qualcosa, naturalmente, mi nego con decisione. Non amo ingurgitare insetti. A qualcosa mi sottraggo gentilmente. Non ho più l'età per balzare su e giù dai muretti, non posso infilarmi nelle siepi perché il fisico non me lo consente, mi sembra sconveniente salire sui mobili, e usare la carta igienica per infiorettare la casa. Tuttavia altre cose le eseguo, stando ai suoi ordini. Lanciare roba in piscina mi sembra un divertimento possibile.
    E mi rallegro. Anche nelle giornate più buie e disperate.
    Vivere con un cane è, dunque, quanto di più soddisfacente, dolce, fangoso con la pioggia, dannatamente impegnativo sempre, esista. Esperienziale a 360°.
    Vivere con Billy è anche avventuroso perché Lui è un cane da caccia tra i più scatenati io abbia mai conosciuto. Nipote del mio precedente Setter Pippo, un aristocratico dotato di sprezzatura, non ha proprio ereditato il suo carattere. Mi dicono che la madre, Susi, fosse parecchio, proprio parecchio turbinosa.
    In sintesi: ho accantonato l'illusione di educarlo a diventare un gentledog.
    Non lo sarà mai.
    E ne sono felice.
    Con la sua esuberante vivacità mi ha ancorata al presente nel momento più doloroso della mia esistenza.
    Se poi siamo in tre, Lui è oltremodo gioioso.
    Quando viene mia figlia, infatti, la casa diventa campo aperto di corse e marachelle infinite. Tutto frutto della consapevolezza che le giornate passate insieme saranno ricche di escursioni interessantissime.
    L'affinità è il sale della vita.


Un tocco umido
sul polpaccio ~ È Billy ~
Setter in gioco.




venerdì 12 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 32 - Nel Vuoto e oltre (Gorizia).


P_Irene Navarra, Nel Vuoto, AIrt e GraphicArt, 12 Settembre 2025.


    Viaggio nel Vuoto alla ricerca di me.
    Oltre la soglia di quel Vuoto bianco sporco come un giglio calpestato potrò ricostruirmi.
    Passato ogni rancore, allento il corpo irrigidito nel contravveleno della Compassione.
    Così, con Lei, sorrido al correre frenetico di immagini create dalla mente.
    Ricordi si affoltano imprudenti.
    E là, lungo il discrimine tra il Nulla e il germogliare del vissuto, ci si metterà anche il cuore.
    A palpitare ancora.
    Sì. Perché ritorna l'illusione-maschera di ansie e inquietudine assassina.
    Che presto si denuda e accampa il suo vessillo nero nella mente: una prigione dove ridilaga vasto il maledetto Vuoto.
 
    Oh questa Notte! Questa strana Notte, che non è sorella, mentre rifiuta di offrirmi la sua seta per farmi riposare.

Itinerari
della mente allerta ~
Mere illusioni
che straniano l'istante ~
E ancora il Vuoto dentro.
#Tanka114

lunedì 1 settembre 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 30 - Sulla mia sostanza di cavaliere antico (Gorizia e dintorni universali).

 

P_Irene Navarra, Io - Galahad donna, AIArt Acquarello e GraphicArt, 1 Settembre 2025.


    Sono Galahad. In jeans, canotta bianca e giubbotto denim.
    Galahad donna, naturalmente.
    Un cavaliere donna contemporanea.
    Galahad donna che nessuno mai celebrerà.
    E va bene così.
    Non mi interessano le luci della ribalta.
    Non amo il successo.
    Preferisco la penombra di luoghi appartati.
    Il fresco dei boschi di querce e tassi dove l'anima può danzare libera, al ritmo melodioso del complice toccarsi dei rami.
    Di linfa in linfa mescolando le loro nature.
    Radico, anch'io, in quei momenti.
    E mi congiungo agli alberi, ai fiumi, all'argentino ruscellare da sorgenti alpestri, fino al largo, solenne confondersi nel mare.
    Che, poi, è il dilagare dell'essere.
    L'espandersi dell'essere in cui è spontaneo il naufragio corrivo perché da lì siamo venuti e là torneremo. Quieta o tempestosa che sia, la vita è solo un intermezzo suonato a fil di note tra due miracoli: la nascita e la morte.
    Il resto della sinfonia del Creato lo sentiamo nel cuore, anche nei sensi che si identificano al Tutto, ma non lo cogliamo con la mente.
    E benedetto sia il Signore per questa nostra ragione limitata.
    Svelando tutti i misteri, vedremmo persino il seme dell'estinzione in noi.
    E non sarebbe un buon capire.

    Ti ho sempre amato, Galahad dolente, che sublimi la ricerca - ardua e perigliosa - in Consapevolezza della strada da seguire per quanto impervia, per quanto fatale si mostri la sua traccia.
    Ed è proprio il cammino che conta.
    Esperire qualche certezza.
    Approfondirla relegando il canto ingannevole delle Sirene a un rumore di fondo.
    Il Graal ci chiama con il tintinno divino del suo metallo, con la sua musica pura di cui siamo in grado di cogliere l'eco, per quanto lontana.
    Perciò abbandoniamoci alla sua sottile malia.
    E andiamo.
    Sì, andiamo.


P_Irene Navarra, Guardo la meta, AIArt Acquarello e GraphicArt, 1 Settembre 2025.


La quête* è vita.
Le sofferenze? pane
lungo il cammino
~ di Luce in Luce ~
Così rendo diamante
il mio arduo cercare.
#Tanka 108


In letteratura, il termine quête (pronuncia francese: /kɛt/) oppure anche queste si riferisce a un viaggio, una ricerca o un'inchiesta, spesso simbolica, intrapresa da un personaggio o un gruppo di personaggi. La quête è un elemento narrativo ricorrente, soprattutto nella letteratura medievale e rinascimentale, e può riguardare la ricerca di un oggetto fisico, una persona, un obiettivo, la verità o un significato più profondo.


domenica 24 agosto 2025

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo 29 - Ora che non ci sei ( Gorizia - casa mia e oltre).

 
A U.V.


P_Irene Navarra, Splendore, AIArt e GraphicArt, 24 Agosto 2025



    Ora che non ci sei, devo rifondare i miei punti cardinali. Nel senso che li ricolloco, scavando con le mani i loro alloggiamenti ai limiti del mio giardino rigoglioso.
    A tu per tu sola con Billy, mio straordinario Setter, guardo nel silenzio le tre lagerstroemie in fiore davanti al portico.
    Anche loro mi guardano e mi tendono i rami.
    Amiche piante, sono commossa.
    Grazie.
    Il Sole adesso sorge, e brilla in ogni filo d'erba umida di guazza.
    Provo a far svanire la nostalgia assassina in quel lucore.
    La Consapevolezza pura è adesso in me.
    Amo la sua non-esperienza che mi dà quiete e senso profondo di continuità, pur nel distacco ancora incandescente.
    Lei: un mare limpido dalle sfumature viola, in cui il mio spirito rinasce, una gentile culla liquida per il corpo stanco.
    In Lei mi lascio andare.
    Così, di onda lieve in onda lieve ritrovo la dolce danza della gioia.
    Non c'è più nulla oltre lo splendore di quel mare. E del suo tempo scritto in me.
    Sento che sto guarendo.
    Perché la perfezione del Creato - l'amore reso atto in esso - mi rinnova.
    Io sono ancora l'essere incorrotto dell'Inizio.
    E il Nuovo Giorno mi avvolge nel suo velo.


Però intuisco
che sei qui in Luce chiara ~
Dolore vano
credere al tuo naufragio
definitivamente.


lunedì 2 giugno 2025

Prosa / Linearia: Lungo il cammino.


A U.V.

P_Irene Navarra, Lungo il cammino, AIArt e GraphicArt, 2 Giugno 2025.


Le ali delle gazze costruiscono un ponte per noi.
Io lo attraverso con passo incerto e mi avvicino.

Cumuli di neve cosmica ai lati del passaggio prodigioso.
Stelle guardiane distendono lustrini nella mia notte.
Il lamé intermittente della Costellazione della Vergine indica la strada.
Oggi cielo e terra si toccano.
Sono leggera.
Volo.
E vibro di emozioni.
Sottilmente.
Devo fare mio questo transito speciale.
Tatuarlo nella mente.
Dipingerlo nel cuore.
Finché l'anima che piange imparerà la via.

Allungo le braccia.
E le tue dita di nuvola toccano le mie.


mercoledì 19 febbraio 2025

Prosa / Racconto breve: Di verde mi in-vesto.

 
Vi accompagno nel mio mondo di trasformazioni.
Buon viaggio.

Irene Navarra, Di verde mi in-vesto, AI e Grafica, 15  Luglio 2023.
    

    Mi guardo le mani.
    Sono strane.
    Sembrano sfarinarsi in polverina luminosa
    Ne ho minimamente paura.
    Cerco di nasconderle, mettendole conserte.
    Mi sta succedendo qualcosa.
    Qualcosa di bello.
    Sento un fluido potente che mi scorre nelle vene.
    E mi amplifica i sensi.
    Sorprendo suoni mai sentiti: fruscii come sospiri di velluto, schiocchi come frustate, vibrazioni che iniziano lontano in boschi vergini, e diventano parole, e vengono sin qui, in questo luogo sacro dove varcherò ogni soglia umana per farmi sostanza sinuosa.
    Ogni forma in me cambia a poco a poco.
    La pelle, adesso, si copre di un pigmento argenteo.
    Salvia selvatica e menta piperita assieme.
    Foglia di vite e fiore di sambuco legati in simbiosi unica.
    Interazioni straordinarie creano creature singolari, rimescolandole in modelli di nuova generazione.
    Così i miei contorni mutano tra chiaroscuri di sottobosco boreale.

    Non so se sono quercia o muschio o felce.
    Non so se sarò spora che naviga nell'aria e poi si quieta nella culla della terra.
    Oppure seme che precipita dal frutto o dal baccello secco, e si propaga.
    Comprendo piano piano una natura in dialogo attraverso correnti sotterranee consolidate in reti di gamme verdi e perlacee consistenze.
    Le vene vegetali proteggono.
    E se le lasci fare, trasmigrano in noi, aprendoci la mente.
    La metamorfosi induce adattamento emozionale.
    Allora il me di recente acquisizione riscopre i ritmi universali.
    Mentre il presente si fa di "sovrumani silenzi e profondissima quiete", mentre il vento mi stormisce in carezze mute.
    Sono libera.
    Immensamente libera.
    E danzo.
    Al suono di una musica sottile che non è mia. 
    È del Tutto. 

Nel giorno della Metamorfosi, addì 16 Luglio 2023.
Irene Navarra


venerdì 17 gennaio 2025

Prosa e Poesia / Haibun : Viaggio intimo 27 - I Lari se ne vanno (Gorizia - Casa mia).


P_Irene Navarra, Gli alberi del giardino mi guardano, AIArt e GraphicArt, 17 Gennaio 2025.

   Mattino di sole pieno.
    Gli alberi del giardino mi guardano.
    Con cautela.
    Tra i tronchi appaiono e scompaiono esseri sgomenti.
    Così mi sembra.
    Saranno i Lari del mio focolare?
    I Lari in fuga.
    Hanno respirato tradimento nelle stanze.

    Farei chilometri strisciando sulle pietre, starei per giorni prostrata nella neve davanti alla porta della casa - cenere in testa, spine nel costato - a chiedere perdono, pur di sentirmi ancora in armonia.
    Loro, i miei Lari, tornano alla Luce da dove mi graziarono nei giorni della gioia, quando di risa e riti quotidiani riempivamo le giornate.
    E la fatica, allora, non pesava.
     
    Ora ho le spalle doloranti e il passo stanco, Nel muovermi barcollo. Non c'è più il braccio saldo a cui appoggiarmi per scendere le scale.

    Sono deserto solitario.
    Posso solo strusciare con la mano su pareti ormai di ghiaccio.
    Gli occhi che vedevano con me sono spenti da un pezzo.
    Devo imparare, allora, a usare le pupille per due.
    Ma attorno tutto è triste e loro, i Lari di benedizione, non ci sono più. 


Un merlo fende
l'aria del mattino -
Macula nera
nell'azzurra vastità -
Presentimento.
#Tanka 107


domenica 21 luglio 2024

Prosa e Poesia / Haibun - Viaggio intimo (25 - Arquà Petrarca - Il rifugio).


Il potere della Bellezza.




   Sulla pelle i polpastrelli che sentì la pietra della casa dove abitò Francesco.
   Ad Arquà.
   Arquà delle colline dalle curve morbide.
   La pietra ha un'anima perenne e la trasfonde vibrando di respiri lenti e fondi.
   E in quel fiatare millenario, riposo io con il Canzoniere in mano.
   Non li leggo più, però, i sacri testi.
   Li so a memoria.
   Sillabo soltanto.
   Sommessamente.
   E vado a ritroso tra le parole e le visioni che ispirarono le liriche.
   Lungo i tratturi benedetti che conobbero i Suoi passi.
   Sola e pensosa vado misurando a passi tardi e lenti il mio passato.
   Mi immagino com'ero allora, travolta dalla Bellezza di quanto stavo scoprendo.
   E trasformata in creatura di quel tempo, figlia di quel cielo prodigioso.

   La Sua casa di Arquà, la visitai a quindici anni.
   Da allora la porto nel cuore e nella mente.
   È il rifugio segreto in cui mi chiudo quando l'orrore dei nostri giorni prevale e la vita si fa grama, isterilita.
   Così mi è possibile restare.
   Qua, intendo.
   Tra le umane cose.
   Il Canzoniere mi aiuta.
   Io respiro dei versi immortali che divennero, in una mattina radiosa di maggio di molti anni fa, cellule e sangue del mio essere.




Ripenso Arquà,
i dolci colli, l'aria,
i versi sacri
che Francesco ci donò.
E là immortale anch'io.
#Tanka 101


lunedì 22 aprile 2024

Prosa e Poesia / Haibun: Viaggio intimo (22 - Gorizia - La casa).

Il sentimento di disperato abbandono, che mi sento dentro, è l'anima del corpo.
Lei, sommessamente, si dimena.
Recalcitra, ma sta.
Io qui fuori, sono sola.

Oggi la solitudine si espande immensa.
Qualche parvenza di me, come tessuto liso a brandelli, ancora gioca con la luce nell'aria che si fa avara mentre il sole muore dietro le nubi.
Poi, più nulla.
Più nulla.
Un topo entra ed esce dalle occhiaie vuote della mia bambola.
Un tempo era Ifigenia, la Bella.
Ora giace decapitata sulla credenza in cucina.
Requiem.
In sordina.


Irene Navarra, La mia solitudine, AIArt e GraphicArt, 21 Aprile 2024.



Solitudine
di me in me လ mia casa လ
Fantasmi e ratti.