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giovedì 12 febbraio 2026

Poesia / La Cura: Dislocazione (11).

 
Oggi, al crepuscolo.
Ma le vetrate, il piano alto di un palazzo
e la città nell'immagine
sono solo fantasie.
Lugubri accenni di una vita
che rifiuterei.


P_irene Navarrra, Qui non voglio stare, AIArt e GraphicArt, 12 Febbraio 2026.


Mi costringo a immaginarmi
nei luoghi che non amo.
Così mi rassereno.
Nel cuore ho la mia mappa.
Di carta stropicciata
e pochi graffi a penna.
Sotto quei graffi sta la mia campagna
illuminata appena da un crepuscolo di viola.
Mi chiama con musica suadente.
Come un Valzer di Chopin.
Mentre si accendono i lampioni.
Amo le luci dei lampioni.
Immersi nel crepuscolo di viola
ricordano chi ero
e sanno che ritornerò.

Poesia / La Cura: Resilienza (10).


La corrente della vita mi porta al mare.
Il mare ha buona voce.
Mi rasserena.
Cullata dal suono delle onde,
medito e decido.

P_Irene Navarra, Verso il mare, AIArt e GraphicArt, 13 Febbraio 2026.


Né gioia, né malinconia.
trionfa il senso del Ritorno:
un fiume in piena che dilaga
oltre ogni argine
e travolge.
Fino al mare
dove si placa la sua furia.
Per diventare onda.
Niente tempeste.
Solo il calmo mare,
solo l'infinito mare
e la mia anima che sogna
i meridiani limpidi del cuore.

venerdì 23 giugno 2023

Poesia / Pensieri parassiti 6: Un tempo ero un leone (da "Omnia Carmina").


Irene Navarra, Un tempo ero un leone, AI e Grafica, 23 Giugno 2023.



Sì, un tempo ero un leone.
Statua dorata nel torrido tramonto,
guardavo l’orizzonte
tra i fragili fruscii dell’erba secca,
negli occhi imperturbabili
i marcescenti guizzi
di prede lacerate.
Sono sicura.
Un tempo ero un leone.
Perciò, a narici dilatate,
a fauci spalancate,
talvolta fremo
il sangue degli umani:
un mio fulvo lavacro
in riarse savane.
lotte
deliri
e logori abbandoni in caustici meriggi
sono l’arcaico mio contenitore
spruzzato di Salvezza.

La trappola è la vita.
Questa che vivo.

(Ammessa di per sé
dalla sopravvivenza marginale
che involve vanamente
rare utopie selvagge
pregne di odori arcani.)

giovedì 22 giugno 2023

Poesia / Pensieri parassiti 5: La gabbia e il pappagallo (da "Omnia Carmina", 1998 - 2023).

 
Ci sono molti modi per salvarsi.
L'importante è che lo spirito non ceda.
Ci si può trasformare.
Per rigenerarsi.
O, addirittura, per rinascere in un altro corpo.
Trasmigrare, dunque.


Irene Navarra, In attesa della Trasformazione, AI e Grafica, 22 Giugno 2023.


Non amo più
il mio ricurvo becco adamantino,
il corpo in iridi di piume,
la superba postura sul treppiede.
Amo d’amore intenso la mia gabbia.
Perché mi ha tolto il dono della voce.
E il mondo umano.
Non parlo più
da quando ho quelle sbarre
attorno al corpo di velluto.
Il lucido metallo
riflette i miei colori muti.
Posso però sognare il tuffo nella selva.
E mi preparo.
Sfrego la punta delle ali
sui pennuti fianchi aspettando
– vetusto Aladino illanguidito -
la Trasmigrazione.