giovedì 5 marzo 2026

Poesia / La Cura: Di rischio e di miracoli (26).

 
    Pur in chiara coscienza, talvolta mi posso illudere che ci sia una miracolosa via di scampo alla durezza del vivere.
    Tuttavia la lusinga dura poco.
  Come il mostrarsi del giallo dei limoni di Montale da un malchiuso portone.
    Nel mio caso, però, all'abbagliante e metaforica vista di quel colore solare il gelo che provo non si sfa né mi scrosciano in petto sensazioni di luce. Il mio grigio si tiene in vigile allerta. È una solerte creatura, figlia del disagio e ben pronta a riprendere forza per dominarmi.

"Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo / nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra / soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. / La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta // il tedio dell'inverno sulle case, / la luce si fa avara - amara l'anima."
Eugenio Montale, I limoni, vv, 37 - 42, in Ossi di seppia.

P_Irene Navarra, Il mondo ai nostri piedi, AIArt e GraphicArt, 5 Marzo 2026.


Di rischio siamo destinati
a tessere le strade su cui
ci scorre il Viaggio.
Di rischio e di miracoli
supposti come vere lacrime
sul volto della Vergine.

Se ci fermiamo a meditare
sul rischio quotidiano
scopriamo conclusioni assurde
d'opportunismo inconsapevole
che spinge e incalza dalla nascita.

(Uomini e Cani, Lucertole, Elefanti,
gentili Capinere e tossici Varani.)

Gettarsi giù dal grattacielo allora.
Illuderci che il volo
ci faccia di molecole piumose
con remiganti e code timoniere
spalmate di cobalto chiaro.
Planare prima dell'impatto.
Disintegrarci in fuoco pirotecnico
col cuore che trabocca
a più colori e gradazioni
dal nucleo di Arturo.


Nessun commento:

Posta un commento