Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.
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| P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025. |
Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.

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