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venerdì 19 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Errore - Errare (Viaggio intimo e Noterelle critiche).



 Introduzione lirica alle Noterelle critiche sulla Percezione Errore -Errare.

Seguire tracce
d'antimonio nitido
fino all'Oceano.


P_Irene Navarra, La traccia di antimonio, AIArt e GraphicArt, 19 Dicembre 2025.

Bruciata la pietraia,
affocate anche le creste,
vedevo ribollire il mare
al posto del deserto
in cui fioriscono le rose
solo se gli occhi
ne fingono il riverbero.

Cadeva quindi nell'opposto
il tempo del miraggio:
polvere di antimonio
che disperde la sua traccia
tendendo sempre
all'ombelico dell'oceano.

(E navigando per destino alla deriva.)

    La spiegazione

    In "Errore - Errare" gioco sul doppio senso del titolo: l'errore come sbaglio percettivo (il miraggio) e l'errare come vagare senza meta (la deriva).
    Nei versi iniziali enucleo, pertanto, un contrasto tra l'arsura estrema dell'ambiente e l'illusione dell'acqua. Il deserto non è solo un luogo fisico, ma anche uno stato d'animo metaforico dove la bellezza (le rose) esiste solo come atto di volontà o finzione dello sguardo.
    Ruolo centrale ha, poi, la "polvere di antimonio" (il khol) storicamente usata per truccare gli occhi. Io, Irene, sono questa polvere e così, col suo luccichio, definisco i contorni della visione ma, allo stesso tempo, ne disperdo la traccia.
    In tale trasfigurazione simbolica tendo all'assoluto (l'ombelico dell'oceano), accettando nondimeno la perdita di me.
    Si completa allora la metamorfosi dell'Errore - Errare volta a una deriva finale non di fallimento bensì di resa consenziente.
    Possiedo, infatti, il potere di far fiorire le rose in una "pietraia bruciata". Sono, però, consapevole a livello di coscienza che si tratta di una finzione.
    Un!opera, questa mia, creativa e disperata.
    Pur non riuscendo a smettere di ammirarlo, so che il miraggio è un inganno.

 

domenica 3 aprile 2022

Poesia / Tanka: La Caverna del Ritorno (Con Note esplicative).

 

Irene Navarra, La Caverna del Ritorno, Grafica, 2022.

Chiaroscurare
d’ombre nella Caverna
come compagne –
Seduta su una roccia
ammiro il loro andare.
#Tanka 9

Il Mito della caverna di Platone raccontato nel libro settimo de La Repubblica (514 b – 520 a), è alla base di questo mio Tanka filosofico. Vi rappresento la nostalgia per la confortevole situazione precedente la scoperta della realtà esterna alla Caverna. Traccio cioè un Mito del Ritorno a una condizione prerazionale. Non voglio la luce del Sole, non voglio il crudo vero attorno a me. Preferisco il labile fluttuare di parvenze proiettate sulla parete del mio personale luogo appartato. Parete che desidero guardare fissamente.
Voglio la Caverna e la sua Pace spenta.
Il Mondo-Fuori è troppo crudo.

Per maggior chiarezza comunico:
Non sono una platonica creatura prigioniera di una condizione imposta. Nessuno mi ha costretta a guardare parvenze riflesse sulla parete di una dimensione appartata.
Di mia volontà mi riconsegno ai simulacri evanescenti della finzione in un luogo crepuscolare eletto a mio rifugio. E ciò perché la realtà atroce del qui e ora induce mente e cuore al disgusto.
Che la vita sia, dunque, priva di consapevolezza.
Densa di penombra accogliente.