sabato 10 gennaio 2026

Poesia / Variazioni in controcanto: Gusto d'altri mondi.

 
"Variazioni in controcanto' è la seconda silloge del libro "AmbiguaMente Lirica".
Vi narro Percezioni sfuggite a ogni controllo,
che più autonome non si può. 
E nemmeno più autosufficienti,
in quanto si alimentano della loro stessa sostanza
E mi turbano.
Talvolta in modo irreversibile.
Ovvero: una volta provate sulla mia pelle e in me,
quando torno indietro dal viaggio sensoriale, in genere imposto,
non recupero lo stato precedente.
Traligno.
Anche in modo vistoso. 

P_Irene Navarra, Il gusto della mela edenica, AIArt e GraphicArt, 9 Gennaio 2026.


 
Sento talvolta in bocca il gusto
vanigliato della mela edenica.
E dal silenzio allora a cauti morsi
- pelle di cera e polpa d'anice stellato -
in un crescendo inarrestabile,
seguo uno scroscio di cascata.
Succo mi cola lungo il mento
mi s'impiastriccia sulla gola e il seno,
segue la geografia dei fianchi,
cola sulle caviglie,
avviluppandomi nell'Oltre
con la corazza appiccicosa
del suo miele.
S'annidano sorrise parolette brevi[1]
dentro l'annuncio ancora incredulo
dell'Estasi congenita.

(Papille gustative risvegliate,
olfatto all'erta nel profumo che dilaga
sento che il Paradiso già perduto
è di nuovo in me.
Nell'Unità profonda
l’umano che riscopre il cielo
e la divina vastità che si rivela
sono la stessa primordiale cosa.)



[1] Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso, Canto I, v. 95.

In questa lirica mi muovo tra sensualità e misticismo. Trasformo, infatti, un atto fisico (mangiare un frutto) in un'esperienza metafisica di ricongiungimento con il divino.

venerdì 9 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Di nostalgia in nostalgia.


Quando la nostalgia accampa il suo vessillo
nella mia mente
devo appellarmi a tutta la mia forza per combatterla.
E non sempre ci riesco.
La lotta è impari
perché la vita di prima mi piaceva.
E molto.

P_Irene Navarra, Miele e farfalla, AIArt e GraphicArt, 8 Gennaio 2026.


Un miele di castagno con profumo anche di noce,
questa nostalgia assassina
che mi garrota il cuore.
Ancora un giro
e finirò nel solito mio Vuoto.
Meglio della sua morsa
cannibale di me.

Lasciarla andare.
Come una farfalla
che si libra pur nel gelo dell'Inverno
e morirà - lo so - ma di Bellezza.
Di pura Libertà del volo.

giovedì 8 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Oggi non ci riesco.

 
Scrivere mi fa bene.
Non perché sia uno sfogo.
Non lo è mai.
Scrivendo medito e capisco.
Procedo lungo il sentiero della vita.
Talvolta arrancando.
Ma, in quei momenti. io volo.
Sul qui e ora che vibra nel respiro.


P_Irene Navarra, NostalgicaMente, AIArt e GraphicArt, 8 Gennaio 2026.


Oggi non ci riesco.
A uscirne, intendo, dalla tenace nostalgia
che tinge la mia vita adesso.
Con i colori del ricordo.
Colori accesi nelle Albe e nei Tramonti
della mia Terra benedetta.

Anche il suono della campana tibetana
- estranea al mondo precedente -
m'immerge nell'Isonzo di turchese
in sonora armonia dentro le vene.
Devo svegliarmi dal sogno menzognero
che mi lega a quanto non ho più.
Scuotermi dalle spalle quel gigante.
Andare.
E l'anima sa dove:
il Leteha un colore trasparente
che non lascia segni.

* Il Lete è il fiume dell'oblio della mitologia greca e romana. Era originariamente il nome della figlia della dea Eris.

lunedì 5 gennaio 2026

Poesia / AmbiguaMente Lirica: La mia stagione (L'anello che non tiene).


P_Irene Navarra, Consapevolezza, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Il mio tempo di adesso
non è un buon tempo.
Al di là delle prevedibili, cicliche stagioni
sembra avere un'infida sostanza propria
del tutto aliena a equinozi e solstizi.
Promette e non mantiene.
Cercando la soluzione a questi giorni da Luna avvelenata e Sole nero,
sfoglio la me interiore come se fosse un diario autografo.
Colgo il colore sanguigno delle lettere
che formano parole solo di pena
e so così che il loro tempo
non può essere diverso da ciò che è.
Non c'è rinascita prossima,
né consolazione alcuna
all'infuori di una debole Speranza
che trascina le mie ore.
Questo è il tempo dell'Assenza.
Stagione, Lei, che non può essere buona.
Dovrò brindare con il suo vino inacidito ancora molto a lungo.
E così sia.

P_Irene Navarra, La mia stagione, AIArt e GraphicArt, 5 Gennaio 2026.


Questa che vivo
non è la Primavera generosa
amore-amato-amante,
l'Estate rossa di papaveri,
l'Autunno scarno nelle braccia
serrate a scrigno sull'Inverno.

Lei ha un profumo d'uva calda
pronta a versarsi nel mio tino,
possiede tutto
e tutto copre qualche volta
con le erbacce folte
o con la nebbia
priva di qualsiasi attitudine
a meno che non sia l'andare
avanti e indietro in banchi fitti
lasciando dei brandelli sulle cose
a camuffarle, trasformarle infida
se sgronda nubi diacce dalle mani
e gelo dal respiro,
se vuole alitarmi sulla fronte
o sprofondarmi l'indice nel cuore
girando e rigirando il suo bulino.

Lei non è mai leale. 
Deride l'attimo presente,
facendo balenare da una pergola
turgidi grappoli maturi
che appassiranno incolti.
E in quel fatale errare
mi perdo incerta.
Lei è il mio Nulla.

venerdì 2 gennaio 2026

Prosa /Auguri 2026 da Billy Magnifico Setter Inglese.


Buon 2026.

P_Irene Navarra, Billy Magnifico Setter Inglese, AIArt, 2 Gennaio 2026.



Io, Billy Magnifico Setter Inglese,
voglio dirvi, con forza, che non bisogna mai perdere la Speranza.
Tutto può accadere nel giro di un secondo.
Anche le cose più incredibili.
Lei, Irene capelli di neve, è apparsa all'orizzonte di rete e cemento che incarcerava mio nonno Pippo, gli ha sorriso e l'ha portato con sé, offrendogli finalmente
quella pace che desiderava da una vita intera.
Così vorrei che accadesse a chi (animali e uomini) soffre per freddo e fame,
a chi è ferito nel corpo e nell'anima,
a chi si è visto strappare i suoi cari.
Vi auguro, quindi, un 2026 pieno di Speranze.
Che i vostri occhi vedano con chiarezza e si rivolgano alle creature dimenticate.
Un avvertimento: non penso di allentare la sorveglianza tipica di un bravo cane da caccia.
Comportatevi al meglio.
Se non lo farete, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, visto il filo diretto
che ho con quel Dio che il nonno ha pregato per nove anni e mezzo 
affinché gli cambiasse la vita.
E che l'ha esaudito.
E visto che anch'io, vivacissimo cucciolo con l'argento vivo addosso,
rinchiuso in un box per otto mesi,
quando l'ho supplicato di liberarmi,
mi ha esaudito.
E mentre avveniva la liberazione,
ho sentito una voce dolcissima che mi diceva:
Amo te con tutte le creature della Terra, del Cielo e del Mare.
E io ho risposto:
Laudato si', mi' Signore.
Così ho messo zampe nella casa
dove nonno Pippo è vissuto come un principe
e dove io ho combinato guai e disastri
senza che Lei, Irene, si arrabbiasse mai.
Adesso mi sono trasferito in un'altra città,
ho un giardino enorme e due amici stupendi,
Asia e Napo, con cui gioco tantissimo.
Sono superfelice.
Abbiate fiducia, quindi.
Il Bene arriva.
Siate bravi e state sereni.
Parola di Billy, Magnifico Setter Inglese,


P_Irene Navarra, Billy da cucciolissimo, AIArt e GraphicArt, 2 Gennaio 2026.


mercoledì 31 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Mi sei vicino.


A U.V.


P_Irene Navarra, Attraverso lo spirito, AIArt e GraphicArt, 31 Dicembre 2025.



Così questa mattina,
 seduta sul mio prato d'erba gelida,
ho fatto il Vuoto nella mente
e mentre il corpo si perdeva nell'aria rarefatta,
ho respirato a fondo
ed espirato a lungo.
Entrava argento di momenti nati insieme,
usciva il fango limaccioso del distacco
e le mie cellule fiorivano in promesse
che un riso in cielo confermava.
So che mi vedi.
Tu non m'hai lasciata.
Avrò ragione del dolore,
fluttuando nel tuo cuore grande.


martedì 30 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Ci ho provato.

 
Oggi la solitudine è feroce.
Anche se non sono sola.
Stromae con la sua canzone "L'enfer" mi tiene per mano.
E mi offre conforto.

P_Irene Navrra, Ascoltando "L'enfer" di Stromae, AIArt e GrapphicArt, 30 Dicembre 2025.



Ci ho provato:
a tenere gli occhi fissi su una cosa:
stella o ciclamino o bicicletta...
Tutto bene.
Ma se mi metto a guardare una fotografia
di chi ho amato e non c'è più,
allora mi si capovolge il mondo
e penso che l'Assenza inderogabile
sia peggio del morire.
L'inferno gioca la sua parte in questi attimi feroci
quando dilanierei con un coltello la mia carne
perché voglio soffrire nel profondo.
Pur di uccidere i ricordi:
la Luce che riverberava nei tuoi occhi
e la adolcezza della casa nella sera
mentre il giardino si nutriva d'ombra azzurra
e noi sommessi si rideva per un nulla.
Così mi avvolgo dentro i veli dei pensieri.
E perdo il mio coraggio nella solitudine d'acciaio
che mi contiene in questo scrigno inossidabile.
E poi mi dico,
sempre:
Non sono sola a sentirmi sola.
Ed è già qualcosa.
Non molto ma qualcosa.
Però non mi consola.
L'anestesia del tempo vuole un corso lungo.
Io lo recido.
E vado con la mia anima di gelo
tra i campi spogli dell'inverno.
A piedi nudi,
inciampando in zolle dure.
Come il mio cuore
che non sa più battere duale.