"Variazioni in controcanto' è la seconda silloge del libro "AmbiguaMente Lirica".
Vi narro Percezioni sfuggite a ogni controllo,
che più autonome non si può.
E nemmeno più autosufficienti,
in quanto si alimentano della loro stessa sostanza
E mi turbano.
Talvolta in modo irreversibile.
Ovvero: una volta provate sulla mia pelle e in me,
quando torno indietro dal viaggio sensoriale, in genere imposto,
non recupero lo stato precedente.
Traligno.
Anche in modo vistoso.
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| P_Irene Navarra, Il gusto della mela edenica, AIArt e GraphicArt, 9 Gennaio 2026. |
Sento talvolta in bocca il gusto
vanigliato della mela edenica.
E dal silenzio allora a cauti morsi
- pelle di cera e polpa d'anice stellato -
in un crescendo inarrestabile,
seguo uno scroscio di cascata.
Succo mi cola lungo il mento
mi s'impiastriccia sulla gola e il seno,
segue la geografia dei fianchi,
cola sulle caviglie,
avviluppandomi nell'Oltre
con la corazza appiccicosa
del suo miele.
S'annidano sorrise parolette brevi[1]
dentro l'annuncio ancora incredulo
dell'Estasi congenita.
(Papille gustative risvegliate,
olfatto all'erta nel profumo che dilaga
sento che il Paradiso già perduto
è di nuovo in me.
Nell'Unità profonda
l’umano che riscopre il cielo
e la divina vastità che si rivela
sono la stessa primordiale cosa.)
In questa lirica mi muovo tra sensualità e misticismo. Trasformo, infatti, un atto fisico (mangiare un frutto) in un'esperienza metafisica di ricongiungimento con il divino.




















