giovedì 18 dicembre 2025

Poesia / Nuovo Mondo: Ho sussurrato nomi cari.



P_Irene Navarras, Nostalgia, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.



Ho attraversato il campo dietro la mia casa.
Fino al confine.
Di là vaste, selvagge distese di rovi.
Foglie dentate e frutti rinsecchiti
sillabavano parole in ombre dense.
Ho risposto sussurrando nomi cari.
Silenzio fondo dal manto spinoso.
Rotto di colpo da un biascicare d'acqua
oltre l'argine di zolle.
Mi sono detta È l'Isonzo.
Il suo Turchese soffocato dalla nebbia.
Ma il cuore traduceva tutto in note cupe.
Come di fango che lisciasse rive scarne.
Così sono tornata al mio silenzio attonito.
Alle pareti senza alcuna storia.
Là ho pregato.


Poesia / AmbiguaMente-Lirica: Errore - Errare.

Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Contrasto tra elementi primordiali.
Di me che osservo.
E trasformo il deserto in giardino.
Ma solo come finzione.
 

P_Irene Navarra, Disperazione, AIArt e GraphicArt, 18 Dicembre 2025.


Bruciata la pietraia,
affocate anche le creste,
vedevo ribollire il mare
al posto del deserto
in cui fioriscono le rose
solo se gli occhi
ne fingono il riverbero.

Cadeva quindi nell'opposto
il tempo del miraggio:
polvere di antimonio
che disperde la sua traccia
tendendo sempre
all'ombelico dell'oceano.

(E navigando per destino alla deriva.)

martedì 16 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza (Viaggio intimo e Noterelle critiche).

 Introduzione lirica alle Noterelle critiche sulla Percezione Sopravvivenza.

In lava viva
rinnovo il mio colore
di Furia astratta.
Gioco - Col fuoco abbaglio
l'anima - Ingenuamente.
#Tanka119
 
P_Irene Navarra, La Furia, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


La spiegazione
    
    Nella lirica Sopravvivenza esploro il tema della necessità di affermazione del sé profondo con le sue conseguenze, spesso subdole e distruttive.
    Il mio linguaggio è viscerale. 
    Assolutamente diretto.     
    Introspezione e densità metaforica sono le componenti caratteristiche dello scritto.
    Il cuore della poesia è la visione iniziale del "riso della bocca / sgorgante come lava".
    Il riso, tradizionalmente associato alla gioia e alla leggerezza, è qui sovvertito, assumendo una natura pericolosa e incontrollabile. La lava è simbolo potentissimo, evocante forza primordiale, calore intenso, distruzione e rimodellamento inesorabile.
    Ciò che vado cercando.
    Annientarmi per ricostruirmi, rimodellandomi.
    Così il desiderio di "possederla ancora / dopo averla sparsa" o di trasformarla in "rossetto di carminio solido" rivela il tentativo di dominio su vigore e passioni. Un tentativo di metaforizzare il caos spontaneo in un artificio (il rossetto), ovvero una maschera per coprire le "labbra incerte". Atto che è visto, tuttavia, come un regresso, un "ingenuo adattamento" a un'epoca in cui la sopravvivenza richiedeva – forse - solo un assetto superficiale di mimetismo.
    Rigetto, pertanto, questa operazione come una forma di auto-inganno datata. Ergo: riaffermo, con ironia, la natura indomita della lava: non è fragola o lampone.
    È "corrosivo ultimo".
    Ed è l'unica via per "alterare il paesaggio a proprio piacimento". Per esercitare, quindi, una vera influenza sulla dimensione circostante e, in modo emblematico, sulla propria realtà.
    La struttura argomentativa che parte da un'ipotesi ("Se agguati...") e giunge a una tesi finale ("È corrosivo ultimo...") si avvale di un ritmo serrato a versi irregolari che contribuiscono alla voluta atmosfera di tensione e di energia compressa.
    Con una chiusa perentoria e incisiva delineante un fatto inconfutabile, resto nondimeno consapevole del rischio sotteso all’uso autentico della parola.
    La dissimulazione, dunque, dopo l'immane turbine di esperienze rimane come spunto subliminale di una vita purtroppo fittizia.


· .

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sopravvivenza.

 
Continua l'itinerario poetico di Diplopie e Abbagli.
Oggi tratto di Potere derivante da una Distruzione quasi esiziale.
Che riprogramma Tutto.

P_Irene Navarra, Sopravvivenza, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


Se agguati il riso della bocca
sgorgante come lava
(e tu vorresti possederla ancora
dopo averla sparsa
o fartene rossetto di carminio solido
per le tue labbra incerte
ché non si pieghino all'ingiù),
avrai spedito la tua immagine
in ere paleostoriche
di ingenuo adattamento.

(La lava non è fragola o lampone.
È corrosivo ultimo
da regalare al paesaggio.
Per alteralo a proprio piacimento.)


P_Irene Navarra, Inganno, AIArt e GraphicArt, 15 Dicembre 2025.


domenica 14 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Il Doppio e la mia storia (Viaggio intimo e Noterelle critiche).

 Introduzione lirica alle Noterelle critiche sulla Percezione Il Doppio.
 
Nelle emozioni
lo specchio e il suo retro -
guardo due fronti.

P_Irene Navarra, Il Doppio, AIArt e GraphicArt, 13 Dicembre 2025.

(La mandorla racconta

di foglie germogliate a nido.
L'onda turchese si ravvolge
e rotola perfetta attorno al cuore.)

Con vasti affreschi di alberi e di mare
dipinti in me contemporaneamente
affronto direzioni opposte.
Molteplice lo sguardo
nascosto dai capelli
e poi scoperto
per lo scarto delle dita
mi libero di giochi a nascondino
come una pedina che fa dama.

Così sublimo Il Doppio
nella crepa della bocca,
lo assimilo mutante
nel prisma della pelle.

    Questa lirica risale a un periodo della mia vita in cui, mentre facevo affascinanti viaggi visionari, esploravo con delicatezza i temi della dualità interiore, della ricerca di sé e dell'assimilazione del contrasto.
    Le Percezioni scaturivano le une dalle altre, in nascita continua.
    Il testo si apre con una sequenza di immagini di lirismo primordiale, quasi archetipiche.        
    La natura della mandorla, dell'onda viene suggerita a raccontare bellezza e ritmo, in armonia con il sentire interiore.
    Sono come affreschi che assumono un valore monumentale e permanente, sono un'identità complessa. La poetica del contrasto diventa così esplicita: io soggetto sono il punto d'incontro di forze opposte, una condizione che non paralizza, e che affronto attivamente. Quasi con gioia.
    La scoperta per lo scarto dei capelli rappresenta un piccolo dramma intimo, di carattere minimamente scenografico. Il gesto è banale. Sì, purtuttavia potente.
    Dissolve la maschera.
    È un atto di volontà.
    La metafora ludica si offre particolarmente efficace. Il "gioco a nascondino" rappresenta la parte dell'esistenza spesa a celare una natura complessa.
    La trasformazione in "pedina che fa dama" simboleggia un salto di qualità, il raggiungimento di un livello superiore di consapevolezza e potere,
    Finché avviene la sublimazione del Doppio, che non è più un problema, Anzi. Viene trasformato in qualcosa di speciale.
    Il contrasto, pertanto, diventa una parte vitale e mutante dell’essere, un prisma che scompone e riflette.
    La complessità interiore non è più celata, in quanto permette al corpo e all'identità di mostrare le mille sfaccettature della luce.
    





sabato 13 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Molteplice lo sguardo (Il Doppio).

 
Continua il mio viaggio nelle Percezioni che hanno accompagnato tutta la mia vita.
Anche questa lirica fa parte della sezione Diplopie e Abbagli.

P_Irene Navarra, Molteplice lo sguardo / Il Doppio, AIArt e GraphicArt, 13 Dicembre 2025.


 (La mandorla racconta

di foglie germogliate a nido.
L'onda turchese si ravvolge
e rotola perfetta attorno al cuore.)

 

Con vasti affreschi di alberi e di mare
dipinti in me contemporaneamente
affronto direzioni opposte.
Molteplice lo sguardo
nascosto dai capelli
e poi scoperto
per lo scarto delle dita
mi libero di giochi a nascondino
come una pedina che fa dama.

Così sublimo Il Doppio
nella crepa della bocca,
lo assimilo mutante
nel prisma della pelle.


venerdì 12 dicembre 2025

Poesia / AmbiguaMente Lirica: Sull'altalena della Luna (da Diplopie e Abbagli).

   
Sull'altalena della Luna,
le gambe a penzoloni dentro il vuoto,
mi dico l'illusione del moto circolare
di cui sono l'origine.

(In lontananza il punto denso della Terra.)

P_Irene Navarra, Sull'altalena della Luna, AIArt e GraphicArt, 12 Dicembre 2025.


La Luna come altalena, una metafora che trasforma il satellite quasi in un giocattolo celeste, subito associato a un senso di innocenza infantile e, contemporaneamente, di vertigine metafisica.
Nel vuoto non solo sidereo, ma anche emotivo ed esistenziale, suggerisco una sospensione a me usuale tra essere e non-essere, tra concretezza e vuoto.
Il moto è tuttavia illusorio.
C'è un autoinganno alla base di ciò. La visione soggettiva vige sovrana. La terra da lontano è ridotta a un punto denso, un concentrato di massa, di gravità, di problemi terreni, che ha poco peso data la distanza con il reale.
In tono contemplativo e malinconico, il soliloquio con me stessa accentua l'interiorità e la solitudine della situazione.
Me ne accorgo ora, alla rilettura di questo breve testo.
Il microcosmo di introspezione, dunque, in cui fluttuo, pone il paradosso dell'origine di questo ondeggiare volto all'autonomia.
Che è solo forma di miraggio consolatorio.