A U.V.
Nella ricorrenza del suo compleanno.
In questo giorno di malinconia
neanche la mattina chiara
mi dà sollievo.
Non conforto di pensieri
che scherzano tra i rami
come cince azzurre in gioco.
Attorno vedo solo graffi
da cui traspare un volto.
Che mi manca.
E mi si strugge in cuore
il desiderio di capire
senza vagliare
l'impervia comprensione.
Troppo dolore.
Un'eco adesso mi risuona dentro,
una gentile voce amica
priva di note umane.
Così non so se piangere sulla mia pena,
sul senso profondo dell'Assenza,
o sorridere per chi non c'è.
Di quel sorriso che mi chiederebbe.
