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mercoledì 29 gennaio 2025

Poesia / Il giorno dopo la desolazione (in "Dopo l'incendio", da "Dettagli").

Questa lirica è il prosieguo de "Sono passati i draghi", testo in cui allegorizzo la mia condizione. Tratta anch'essa dal libro "Dettagli" (Edizioni della Laguna), affronta il tema " Porcellane gialle in corpo cenere" ovvero si interroga su ciò che resta dopo un incendio. Si chiede anche se c'è qualche possibilità di rinascita.

Ed è la Natura stessa a dare risposte con i suoi spettacoli avvincenti.

Resta sì il grigio desolante della catastrofe ma dal colore opaco della cenere, occhieggiano stupendi fiori gialli che rappresentano la resiliente volontà  di risorgere.


P_Irene Navarra, Porcellane gialle in corpo cenere, AIArt e GraphicArt, 27 Gennaio 2025



Il giorno dopo la desolazione
fu solo un'idea che perdurava
nella mente e negli occhi
stropicciati ripetutamente.
 
Il grigio della terra incenerita
svelava porcellane gialle,
offriva a un sole gracile
corolle di cera trasparente.
E l'anima forata da quei semi
germogliava Babilonie trionfanti
e fontane d'Alessandria regina.



mercoledì 16 ottobre 2024

Poesia / Ambigua-Mente-Lirica: Mi manca.


 Per un'amica che non c'è più. 


P_Irene Navarra, Cince azzurre, AIArt, 16 Ottobre 2024


In questo giorno di notizie oscure
neanche il sorgere del Sole solitario
mi dà sollievo.
 Non conforto di pensieri
che scherzano tra i rami
come cince azzurre in gioco.
Attorno vedo solo graffi 
da cui traspare un cielo torvo.

Qualcosa manca.
E mi si strugge in cuore
il desiderio di capire
senza vagliare
l'impervia china della comprensione.
Troppo dolore.
Un'eco adesso mi risuona dentro,
una sorella voce amica
priva di note umane.
Così non so se piangere sulla mia pena,
sul senso profondo dell'Assenza
o sorridere per Lei che non c'è più.
Di quel sorriso che Lei mi chiederebbe.


sabato 27 luglio 2024

Poesia / Cronaca: Dopo il Diluvio.

 
Disillusa mi nutro di Pensiero distopico.


P_Irene Navarra, Bastiano e Martina, AArt e GraphicArt, 26 Luglio 2024.



Con la mia Martina
- che è un'oca saggia d'esperienza -
guardo i doni avuti in nascita
e mi si stringe il cuore.
Desolazione di un ragazzo disilluso.
Così titolerò il libello di denuncia
che progetto, se qui resto.
Le parole mi si formano negli occhi
brucianti come carbonaie accese:
il fiume segnato da fanghiglie tossiche,
il cielo solcato dalla peste chimica,
la terra intaccata da concimi alieni,
tutto mi narra il corpo
come una mappa del futuro inferno.
Desolazione di un povero ragazzo disilluso
è sentimento che dilaga.
Sottilmente subdolo.
Le crepe s'aprono,
la materia mi si sfà.
Io mi riciclo in nulla trasparente.
Martina mi offre il nido caldo
del suo piumino chiaro.
Come Atlantide riemersa dall'Oceano
Lei è solida navicella nel Diluvio.
Si farà tramite di familiare Rinascenza,
portando me, seme dell'uomo,
tra le pieghe dilavate del Pianeta.