Visualizzazione post con etichetta Eteronimo IQ48. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eteronimo IQ48. Mostra tutti i post

sabato 25 marzo 2023

Poesia / Diario e Tanka 32: La bellezza collaterale (Una scoperta).

Durante la mia ultima passeggiata a Capriva del Friuli mi sono imbattuta in un'inusitata creatura arborea. O meglio: nell'orecchio ligneo di un essere speciale. Il dialogo è stato inevitabile. Sommesso, semplice e illuminante. Non vi sto a raccontare tutta la sua storia, vi lascio invece quei pochi versi che mi ha ispirato e un proposito: la liberazione di quante più anime possibile.

Irene Navarra, Affioramento, Fotografia.

Dal tronco emerge
la creatura lignea
che parla secca -
Denuncia la sua vita
imprigionata.
#Tanka 32

U-May
 
 
Sibila da crepe centenarie.
Narra con voce roca per il gran silenzio della sua esistenza quasi pietrificata.
Mi faccio più vicina e ascolto.
Scorrono i secoli come il miele dentro il latte.
La collina non ha più le viti e non ci sono case.
Qualche sentiero di terra fulva appare nel verde selvaggio.
Fiori mai visti prima. Pomposi. Quasi spumeggianti, alcuni.
Lei, la creatura lignea, mi avvolge dentro il suo pensiero.
Essenza che si libera.
Droga olfattiva che stordisce.
Adesso so: c'è un cipresso in sofferenza un po' più in là, sul declivo digradante verso il Castello. La sua corteccia è incisa da un legaccio di ferro conficcato ormai fin nella polpa che si è gonfiata attorno. Un salvataggio sarà gradito all'Entità del tronco antico.
Sibila ancora.
Prometto. Con in mente le cesoie da metallo nella cassetta degli attrezzi in macchina.
Vado.
Spedita e allegra.
Il Sole occhieggia di squincio dalle nubi e mi si posa sulle spalle.
Una carezza, penso.
Oppure un premere turgido di risata.
Da bonaria presa in giro, sospetto.
Il Sole, quando ride, ha brividi di calore.
Lui burlone, di sicuro.
Io chiara-mente sorniona.
Vado, comunque.
Sgamando il tempo e la ragione.

IQ48

sabato 18 marzo 2023

Poesia / Cronaca: Anima amante.


Irene Navarra, Di rose, di viole, Disegno grafico, 18 Marzo 2023.

Scrollarsi di dosso scorie soffocanti
per ritrovarmi come appena nata
nello splendore blando dell'Aurora.

Gli occhi rivolti all'orizzonte
lascio che la mia pelle sia di rose, di vïole.
E faccia filtro delicato a quel bagliore intimo
che non sapevo più di avere.

Ora che accetto questa mia esclusione
come una fonte di preziosa Grazia
posso guardare avanti
tutt'una con la mia Anima amante.
Non più racchiusa nella sola mente.

IQ48

martedì 22 marzo 2022

Poesia / Tanka: Presenze.


Adoro questa foto dell'artista Silvia Valenti.
Evoca spazi in mutazione, trascoloranti nella poesia del mare.
Che tutto ingentilisce.
Emblematico il limite all'orizzonte.
Taglia l'elemento fluido e lo contiene.
A sua volta, poi, l'acqua ne insidia la materia
modellando mondi mai uguali.
Vince il mare, quindi.
Sempre.
Perché;
 
Il mare è il gesto dell'incantatore
Stempera nei lustrini la sostanza.

Dal mio Margini - Il giardino di pietra (B&V Editori).

Silvia Valenti, 10_Presenze, Fotografia, 2013 (Courtesy dell'artista).


Due umani, un cane.
Transienti impronte, sabbia,
liquide dita –
Presenze di mutanti
cloni di terra e mare.
#Tanka16

IQ48

domenica 13 marzo 2022

Poesia / Cronaca: Lasciatemi andare nel rifugio.


Quando ti invade la disperazione per questo vivere che porta solo sofferenza e dolore, quando tutto il tuo essere reclama il bene ma attorno a te la luce si fa avara per il male che avanza come una soffocante nube tossica, allora devi immaginare. Esiste in un angolo della mente il buon ritiro con le sue semplici regole. Là devi andare.

Irene Navarra, Grado - Belvedere, Fotografia, 2011.

Né immagini né suoni.
Solo il guardarsi d'erbe nel canale
mentre la brezza scherza tra i cespugli.
Richiamo d’anatre,
incedere ritmato di garzette
e l’aspro verso dei gabbiani in rapido planare.
Piccoli fili d’oro sulle onde.
Cristalli salsi dentro gli occhi.
Odore d’alghe invade le narici
e vi perdura
aggancio fondo al mare.

Il mio rifugio è là,
in una casa né comoda né calda
ma decorata dallo statice violetto
e da ghirlande di conchiglie alle finestre.
Le tocco con la mano mentre passo
e loro intonano parole
ordite ai lievi sciabordii
che ancora serbano nel cuore.
Voci, le loro, confortanti.
Niente ricordi,
niente tragedie inaffrontabili.
Solo uno schietto articolarsi
in sensi chiari d'esistenza.

IQ48 

13 Marzo 2022 


domenica 20 febbraio 2022

Poesia / Cronaca: Fuori di senso - Incontri inattendibili.


Tra gli strati di colore sparsi a pennellate istintive su un qualsiasi supporto (o anche nel cielo, stando attenti con la fantasia a ché ci restino), tra questi strati di colore possiamo trovare di tutto: alberi, strumenti musicali, erba, il Sole che si fa livido, due mostruose Lune avvelenate che riversano umori d'inchiostro, dei limitati brandelli di Terra inabili a trattenere le forme comuni, personaggi più o meno illustri (forse anche illustrati) che sembrano a casa loro.
Tra tali strati di colore così genuini vince, dunque, lo spostamento di senso.
Uscire di senno, insomma, per crearli.
Uscire di senno.
E iniziare un viaggio alla conquista delle ragioni segrete dei folli.
Allora, in quei rari momenti di panica lucidità, trionfa il Surreale e si materializza, dai vari giochi di tinte, una Dimensione straniata dai caratteri ambigui.

Là, in quel MondoAltro spesso CromoDistorto, trovo una comoda tana in cui acciambellarmi come un gatto beatamente pago.
E, mentre riposo e mi ritempro, attorno a me gira un carosello di fantasmagorie e si preparano in sordina gli Incontri inattendibili durante i quali so che mi ammanterò di tranquilla Somma Sapienza.


Irene Navarra, CromoMediazioni, Disegno Grafico, 17 Febbraio 2022.

Un'inversione?
Erba gialla, Sole verde,
Violini viola in cielo argento chiaro/scuro
suonati dai rami delle acacie
con archetti propri.

Immaginare porta a rovesciare e credere.

Così traghetto la mia solitudine
verso accettabili rimedi.
Stesa sull'erba fredda del giardino
osservo scene togli fiato
e sento melodie talmente nuove
da non essere ancora state scritte.

Nel mio perimetro sacrato:
Chagall ammicca dietro lo schermo di una nuvola,
Pessoa cammina sotto jacarande in fiore
sicuro di essere a Lisbona,
sfilano compassati gli eteronimi
(i suoi, i miei)
leggendo poemetti archetipi.
Alice, dal Paese delle Meraviglie,
felicemente capovolta mi sorride.

IQ48, 17 Febbraio 2022

giovedì 10 febbraio 2022

Poesia / Cronaca: Intimità profonda.

 

Irene Navarra, Lo specchio dell'anima, Fotografia, 29 Marzo 2020.

Ho molti amici ultimamente.
Intimi.
Do del tu rispettoso a tutti quanti.
Non faccio differenze tra un fiore e un albero,
o tra una nuvola e la pozza in cui si specchia.
Interloquisco calma.
Le parole mi escono dall'anima in flusso d'acqua fresca.
Senza alcun suono.
E allora, mentre la solitudine dilegua,
mi appare un Tutto che non saprei ridire.
Il mio compagno d'avventure, Pippo Setter,
segue la rivelazione.
Fissa prima la pozza
poi la nuvola alzando lento il muso
e infine me. Per un momento.
Muto e respirando piano.

La nostra Voce Vera scioglie un canto
corrivo al moto delle sfere.
Così la sofferenza cola nel filtro della Terra
e noi saliamo.
Ali di velo.
Frammenti infinitesimi di cielo.

IQ48

giovedì 3 febbraio 2022

Poesia / Cronaca: La vita che vorrei (Un sogno).


Irene Navarra, La vita che vorrei, Disegno a Lapis, Acquerello, Grafica, 3 Febbraio 2022.

Cielo di petali.
Un fiore in una mano.
Con l'altra tocco creature arboree
pronte a staccare le radici
e veleggiare estatiche.
Fluttuando.
Niente tridimensione.
Carte veline in volo nello spazio.
Accanto il mio compagno inseparabile
legato al sussurrare del mio fiore
nella corrente siderale.
Ventaglio etereo il suo pelo.
Come seta.
Nessuna nuvola.
La Notte e il Giorno assieme
discretamente compiacenti
in un circuito senza scosse e variazioni
danzano attorno l'una dentro l'altro.
e sono gli scrigni delicati
della nostra trasparente essenza.
 
Ecco.
Questa è la vita che vorrei.
 
IQ48

martedì 1 febbraio 2022

Poesia / Cronaca: Eppure le nubi sono così belle.


Irene Navarra, Eppure le nubi, Fotografia, 29 gennaio 2021.

Eppure le nubi sono così belle.
Questo se alzo gli occhi al cielo
e lascio i grigi del metallo, del cemento,
le loro vibrazioni tossiche.

Voglio la dimensione pura delle piante
vivificate da correnti ascensionali.
Portare la mia musica lontano 
dai serpenti fossili del cuore
sbozzato a colpi di scalpello
quando appoggio la testa sul cuscino
e prego che finisca la torva solitudine
del me rinchiuso dentro me.

IQ48